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Da Supermario al centrocampo: dietrofront di Mancini

Da Supermario al centrocampo: dietrofront di Mancini

Domani a Lisbona col Portogallo il ct darà spazio a Chiesa Sono alte le probabilità che Balotelli lasci il posto a Belotti

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BOLOGNA. Il buono visto nel secondo tempo, dal quale il commissario tecnico Roberto Mancini ha intenzione di ripartire nella sfida di domani sera a Lisbona con il Portogallo, ha soprattutto una faccia e un nome, quelli di Federico Chiesa, il cui inserimento, insieme a quelli di Belotti e Bonaventura nella ripresa al Dall'Ara di Bologna, ha dato un maggiore sprint all'Italia nella sfida con la Polonia e ha consentito di agguantare il pareggio che ha evitato a Mancini la sconfitta nell'esordio in una partita ufficiale.

Ed è quindi molto probabile che l'esterno della Fiorentina a Lisbona parta nell'undici titolare, come pure il Gallo che potrebbe prendere il posto di uno spento Balotelli, ancora non al top della condizione, al centro dell'attacco del 4-3-3. Anche se, come ha più volte ribadito Mancini nel post-partita di Bologna, il modulo con cui si è presentata la Nazionale in queste prime uscite non è un dogma e sono allo studio anche soluzioni alternative.

Ieri mattina, intanto, gli azzurri si sono allenati al centro tecnico di Casteldebole, casa del Bologna. Leggero lavoro in palestra per chi ha giocato contro la Polonia, campo per chi ha assistito alla partita dalla panchina o dalla tribuna. Oggi la nazionale terrà un'altra seduta per preparasi alla sfida contro il Portogallo, sempre a Bologna da dove, nel pomeriggio partirà per Lisbona.

Domani sera al Da Luz ci sarà la partita con il Portogallo che, anche per la spietata formula del gironcino a tre della Nations League, non ammette passi falsi. A Bologna intanto si traccia anche un bilancio dopo l'arrivo dei circa tremila tifosi polacchi: il clima è stato festoso e i problemi di ordine pubblico molto limitati. La polizia, in collaborazione con i colleghi polacchi, ha identificato qualcuno che voleva entrare senza biglietto, ha bloccato sul nascere un corteo non autorizzato, sventato un paio di risse che stavano per scatenarsi nel dopopartita e sequestrato alcuni striscioni che contenevano frasi discriminatorie, probabilmente di natura omofoba.

«Balotelli? Il calcio è uno sport di squadra, e anche se solo giochi a tennis quando il tuo compagno se ne va dove pare a lui, cosa dici e cosa fai?..». Arrigo Sacchi commenta duramente la prestazione dell'attaccante azzurro icontro la Polonia, e nel rispondere alla domanda se al numero 9 non siano state concesse già troppe opportunità, risponde ancora più duramente. «Bisogna avere poche idee ma chiare: il calcio è uno sport di squadra, e l'intelligenza conta più dei piedi. Quindi, per prima cosa devo andare a prendere giocatori che abbiano intelligenza. Poi - ha aggiunto - serve generosità, passione, professionalità».



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