l’analisi
Un gruppo duttile che sa soffrire e non si pone limiti
dall’inviato
CAGLIARI. È ancora presto per esprimere giudizi attendibili, ma i segnali che il Cagliari manda al proprio allenatore sono confortanti. La gara col Milan ha detto due cose: la squadra se pressa alto...
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CAGLIARI. È ancora presto per esprimere giudizi attendibili, ma i segnali che il Cagliari manda al proprio allenatore sono confortanti. La gara col Milan ha detto due cose: la squadra se pressa alto e tiene le distanze tra i reparti, ha molte più soluzioni nella fase offensiva perchè ha giocatori di gamba che sanno attaccare gli spazi ; il gruppo sa soffrire e cambiare pelle in corsa. Per pelle si intende il modulo che domenica dal 4-3-1-2 iniziale è diventato 4-4-2, fino a passare alla difesa a cinque quando i rossoneri hanno premuto il piede sull’acceleratore. Le risposte che il mister voleva avere dal campo sono puntualmente arrivate. Senza perdere di vista la realtà, si può guardare al futuro con moderato ottimismo.
La sorpresa. In realtà lo è fino ad un certo punto. Filippo Romagna ha fatto passi da gigante. Il “ragazzino” di scuola bianconera sta crescendo in fretta. È maturato, gioca con personalità, sta acquisendo quel pizzico di malizia che nel suo ruolo diventa fondamentale. Affronta tutti gli avversari senza paura. Con al fianco uno come Klavan (o Ceppitelli quando guarirà dall’infortunio), sta incamerando tante nozioni che poi mette in pratica sul campo. Maran gli ha dato fiducia, ha capito subito che Romagna aveva solo bisogno di giocare con continuità per crescere. Il Cagliari si ritrova in casa un altro “gioiellino” da proteggere, che sul mercato, tra uno o due anni, potrebbe valere una montagna di euro.
L’attacco. Se Pavoletti è una certezza e anche l’unica freccia (al momento) nell’arco di Maran, Sau e Farias hanno perso fiducia e non riescono a sbloccarsi. A entrambi manca tantissimo il gol. Ma se il brasiliano ha solo bisogno di essere più concreto davanti alla porta, “pattolino” non è più il cecchino di un tempo e ha cambiato modo di giocare. Entrambi vanno recuperati, il Cagliari non può fare a meno del loro contributo.
R.M.
La sorpresa. In realtà lo è fino ad un certo punto. Filippo Romagna ha fatto passi da gigante. Il “ragazzino” di scuola bianconera sta crescendo in fretta. È maturato, gioca con personalità, sta acquisendo quel pizzico di malizia che nel suo ruolo diventa fondamentale. Affronta tutti gli avversari senza paura. Con al fianco uno come Klavan (o Ceppitelli quando guarirà dall’infortunio), sta incamerando tante nozioni che poi mette in pratica sul campo. Maran gli ha dato fiducia, ha capito subito che Romagna aveva solo bisogno di giocare con continuità per crescere. Il Cagliari si ritrova in casa un altro “gioiellino” da proteggere, che sul mercato, tra uno o due anni, potrebbe valere una montagna di euro.
L’attacco. Se Pavoletti è una certezza e anche l’unica freccia (al momento) nell’arco di Maran, Sau e Farias hanno perso fiducia e non riescono a sbloccarsi. A entrambi manca tantissimo il gol. Ma se il brasiliano ha solo bisogno di essere più concreto davanti alla porta, “pattolino” non è più il cecchino di un tempo e ha cambiato modo di giocare. Entrambi vanno recuperati, il Cagliari non può fare a meno del loro contributo.
R.M.
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