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Il futuro del Cagliari nelle mani di Cragno

di Roberto Muretto
Il futuro del Cagliari nelle mani di Cragno

Il portiere ha parato mercoledì il settimo rigore in carriera: «Un punto che dà morale in una partita non facile. Avanti così»

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INVIATO A CAGLIARI. L’adrenalina scaricata dopo aver parato il rigore a Kownacki ha costretto Alessio Cragno ad uscire per ultimo dallo stadio. Sorteggiato per il controllo antidoping, il portiere del Cagliari ci ha messo un po’ a fare pipì e non ha fatto in tempo a rilasciare interviste nel dopo gara. Il giorno dopo la prodezza, ha affidato a Instagram il suo commento: «Un buon punto in una partita non facile. Avanti così». Stop. Nessuna considerazione sul balzo felino che ha evitato una pericolosa sconfitta ai rossobù. È già concentrato sulla sfida di domani al “Meazza” con l’Inter considera già acqua passata il “miracolo” fatto mercoledì.

Statistiche. Quello parato all’attaccante polacco della Samp è il settimo rigore che Cragno intercetta. Il quinto da quando indossa la maglia del Cagliari. Contro di lui hanno fatto cilecca: Caldara, Quagliarella, Perotti, Matri, Tembe e Di Carmine. In ventisei occasioni, invece, ha subito gol. Il numero 28 è considerato un portiere abile nell’intercettare i tiri dal dischetto. Una delle sue caratteristiche è l’agilità, qualità che gli consente di essere molto reattivo tra i pali. Nelle ultime due stagioni è migliorato moltissimo nelle uscite, lacuna sulla quale ha lavorato sodo, svolgendo tante sedute specifiche.

Il precedente. L’ultimo rigore in ordine di tempo parato dal portiere toscano era datato 16 dicembre 2017. Di fronte in quella occasione aveva uno specialista che fino a quel momento dagli undici metri non aveva mai fallito: Diego Perotti. L’argentino della Roma è stato ipnotizzato da Cragno che è rimasto fermo fino all’ultimo, intercettando la sua conclusione. Un’altra prodezza che quel giorno è stata celebrata da tutti i media.

Intuizione. Il presidente Tommaso Giulini è stato un discreto portiere tra i dilettanti. Ha avuto ragione quando il 12 luglio 2014 ha acquistato dal Brescia il giocatore a titolo definitivo. Ha deciso di puntare su di lui quando era praticamente uno sconosciuto, sicuro che sarebbe maturato. Il patron aveva visto che quel ragazzino appena ventenne aveva delle qualità. Ha avuto ragione, e dall’esordio in serie A, il 23 agosto del 2014 all’Olimpico contro la Roma, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Alessio è stata mandato due volte in prestito, ha fatto ritorno a casa ed ora è titolare intoccabile. È anche arrivata la convocazione nella nazionale maggiore, segnale inequivocabile che il “bambino” è diventato uomo. Se continua così, il suo valore di mercato sarà un altro tesoretto per il Cagliari. Che si frega le mani.

Mercato. È chiuso ma in realtà non si ferma mai. Cragno già è stato oggetto del desiderio del Napoli la scorsa estate, c’è da giurare che già a gennaio qualcuno si farà avanti. Tommaso Giulini, però, non ha nessuna intenzione di privarsi del suo pupillo. Attorno a Cragno vorrebbe costruire il Cagliari del futuro. «In Sardegna sto bene, questa è una società che ha ambizioni e progetti molto interessanti», ha detto il giocatore in una recente intervista. Il Cagliari è una società che ha nella rosa diversi giovani di grande prospettiva. Gli altri sono Barella e Romagna. Trattenere il primo non sarà semplice se arriverà l’offerta giusta, il secondo è un’altra delle scommesse da vincere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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