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L’Olbia fa quadrato: «Pronti a ripartire»

L’Olbia fa quadrato: «Pronti a ripartire»

Il centrocampista Andrea Vallocchia minimizza la sconfitta in casa contro la Pro Piacenza: «Solo un incidente di percorso»

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OLBIA. Niente lacrime e disfattismi. Il day after della sconfitta contro la Pro Piacenza porta con sé perfino un pizzico di entusiasmo. E' il paradosso di una squadra, l'Olbia, che ha l'autostima a mille. Merito dell'allenatore Michele Filippi e merito di un gruppo che ora conosce le proprie potenzialità. Al "Nespoli" i bianchi sono usciti dal campo sconfitti nel risultato, ma protagonisti di una partita fatta di molta sostanza.

Per conferme chiedere ad Andrea Vallocchia: «Il pensiero di tutti, una volta entrati nello spogliatoio, è stato di aver fatto il nostro. Siamo consci di aver dato il massimo e vogliamo assolutamente recuperare i punti persi». Forse perdere così fa ancora più male, dopo una partita in mano per novanta minuti e decisa da un episodio. In questo caso è bastato il colpo di testa di Maldini su calcio d'angolo. «Vero, fa male, venivamo da due risultati importanti, una vittoria in trasferta e una in casa, e volevamo dare continuità. Purtroppo abbiamo preso gol sulla loro unica azione importante e poi hanno saputo difendersi in maniera organizzata».

Poi bisogna dirlo, anche la sfortuna ha giocato la sua: prima il palo centrato da Ragatzu nel primo tempo, poi l'infortunio che ha costretto Ceter a non rientrare in campo nella ripresa. «Era la classica partita dove chi segna per primo vince. Purtroppo le situazioni ci hanno penalizzato ma noi speriamo di recuperare subito».

Domenica tocca provarci in casa del Pontedera. «Vogliamo fare punti a tutti i costi». Si sprecano gli elogi per lui, Andrea Vallocchia, 21 anni, che a centrocampo corre tanto, fa pressing e ci mette il fisico, poi però palla a piede offre anche giocate di qualità. E l'Olbia l'ha capito subito, tanto che quest'estate non ha perso tempo e lo ha prelevato a titolo definitivo dalla Sambenedettese dopo il prestito da gennaio sino a fine stagione. «Quando scendo in campo mi sento di dare tutto me stesso, questo sono io – dice Vallocchia –, mi impegno tanto e a maggior ragione mi sento di dover rendere onore alla società, che ha voluto credere in me».

L'anno scorso furono 11 partite e 1 rete messa a segno, quest'anno è di sicuro tra i fedelissimi di Filippi e il futuro potrebbe riservargli scenari importanti. «Per come sono fatto, cerco di non pormi asticelle, cerco in generale di dare sempre il massimo e qualsiasi cosa succeda, positiva o negativa che sia, continuerò così. Certo, il sogno sin da quando sono bambino è di arrivare in serie A». Vietato montarsi la testa però, e l'attenzione torna sulla stagione in corso e sull'Olbia di quest'anno, che sembra davvero diversa. «La nostra è una rosa importante, costruita con giocatori che potrebbero arrivare a giocare un calcio di alto livello. Ovviamente la qualità e molta - chiosa il centrocampista -, e i giocatori scesi sinora in campo lo hanno dimostrato. Vorrei sottolineare però che siamo soprattutto una rosa dal grande carattere, ci aiutiamo l'un l'altro. Può sembrare superfluo, ma una frase, una pacca, ssono ituazioni che in campo aiutano».

Paolo Ardovino

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