Matti per il calcio: al via anche Carbonia
Da domani la dodicesima edizione del torneo nazionale promosso dalla Uisp
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SASSARI. Saranno 16 le squadre ai nastri di partenza con tanta, tanta voglia di stare insieme, perché correre dietro ad un pallone è solo un pretesto, una scusa per ritrovarsi, confrontarsi, divertirsi, all’insegna dello sport sociale. Appuntamento a Montecatini Terme (Pt) da domani a sabato con la 12esima edizione di "Matti per il calcio", rassegna nazionale riservata ai centri di salute mentale organizzata dall'Uisp.
Le squadre sono composte da persone con disagio mentale, operatori e infermieri che giocheranno partite no-stop di quaranta minuti. Venti minuti per tempo. Al via anche i ragazzi sardi della Asd La Torre Onlus, squadra di Carbonia che proverà a tenere alta la bandiera dei Quattro mori. Gli avversari arrivano da quasi tutte le regioni italiane: Calabria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto, Umbria, Abruzzo, Lombardia, Campania, Liguria e Abruzzo.
L'Uisp ha presentato l’iniziativa puntanto su una parola che vale per tutte le attività sportive e sociali che l’enete promozione propone: "insieme". Infatti le squadre sono composte da persone con disagio mentale, infermieri, operatori e medici, per due giorni di sport e socializzazione. Saranno tutti protagonisti di un progetto teso al recupero e alla socializzazione attraverso il calcio perchè «attraverso l’attività sportiva – ha detto Vincenzo Manco, presidente Uisp – le persone con disagio mentale riescono ad abbattere le barriere e riappropriarsi della propria personalità».
La rassegna nazionale è preceduta da iniziative e veri e propri campionati sul territorio e attività promosse dall'Uisp che durano tutto l'anno in diverse città coinvolgendo centinaia di persone e offrendo loro opportunità di inclusione e amicizia.
«La nostra parola chiave è insieme ma siamo i primi a mettere fuori squadra due parole disgustose, che sono discriminazione e pregiudizio – d – ha concluoso Manco –. Il nostro sport vuole favorire l'integrazione e vincere l'isolamento, attraverso un torneo che è il punto di arrivo di progetti e interventi che la Uisp promuove con continuità a livello territoriale ormai da circa trent'anni».
Le squadre sono composte da persone con disagio mentale, operatori e infermieri che giocheranno partite no-stop di quaranta minuti. Venti minuti per tempo. Al via anche i ragazzi sardi della Asd La Torre Onlus, squadra di Carbonia che proverà a tenere alta la bandiera dei Quattro mori. Gli avversari arrivano da quasi tutte le regioni italiane: Calabria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto, Umbria, Abruzzo, Lombardia, Campania, Liguria e Abruzzo.
L'Uisp ha presentato l’iniziativa puntanto su una parola che vale per tutte le attività sportive e sociali che l’enete promozione propone: "insieme". Infatti le squadre sono composte da persone con disagio mentale, infermieri, operatori e medici, per due giorni di sport e socializzazione. Saranno tutti protagonisti di un progetto teso al recupero e alla socializzazione attraverso il calcio perchè «attraverso l’attività sportiva – ha detto Vincenzo Manco, presidente Uisp – le persone con disagio mentale riescono ad abbattere le barriere e riappropriarsi della propria personalità».
La rassegna nazionale è preceduta da iniziative e veri e propri campionati sul territorio e attività promosse dall'Uisp che durano tutto l'anno in diverse città coinvolgendo centinaia di persone e offrendo loro opportunità di inclusione e amicizia.
«La nostra parola chiave è insieme ma siamo i primi a mettere fuori squadra due parole disgustose, che sono discriminazione e pregiudizio – d – ha concluoso Manco –. Il nostro sport vuole favorire l'integrazione e vincere l'isolamento, attraverso un torneo che è il punto di arrivo di progetti e interventi che la Uisp promuove con continuità a livello territoriale ormai da circa trent'anni».
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