Serie C, l’Olbia domani a Pisa senza paura
OLBIA. «Cuore caldo e mente lucida»: è questo il binomio che Michele Filippi detta all’Olbia. La sconfitta con la Pro Piacenza, su stessa confessione dell'allenatore fresco 38enne, ha bruciato...
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OLBIA. «Cuore caldo e mente lucida»: è questo il binomio che Michele Filippi detta all’Olbia. La sconfitta con la Pro Piacenza, su stessa confessione dell'allenatore fresco 38enne, ha bruciato parecchio. Creare tanto gioco e uscire dal campo senza punti non è piacevole, l'Olbia lo sa bene, ma ora tocca dimostrare che questa squadra merita davvero di più.
«Tutto passa attraverso la prestazione, che ci fa capire come e dove crescere. Ottenere un risultato casualmente vuol dire anche poterlo vanificare con facilità - ha spiegato Filippi nella conferenza pre-partita -, arrivarci invece attraverso le prestazioni permette di confrontarti con situazioni nella quale sei protagonista». Il tecnico dell'Olbia è chiaro: «Preferisco un calcio che emozioni piuttosto che cercare di cavarmela con un gioco poco convincente».
Il bilancio delle prime tre partite è positivo. Adesso arrivano due trasferte che hanno il sapore dell'esame da superare, con Pontedera e Cuneo. Partiamo dalla sfida di Pisa: «Hanno un allenatore, Maraia, che basa la propria filosofia di gioco sulla continuità - ha commentato -, hanno un'idea del calcio diversa dalla nostra, il loro è un campo complicato e ce la giochiamo con un avversario che sin qui ha dimostrato qualità e contenuti, rispetto ai quali noi abbiamo lavorato».
Gestire i momenti della gara: dovrà essere questa la chiave di volta dell'Olbia. Facile a dirsi, chissà a farsi, ma sta di fatto che occorre una prestazione da protagonisti e non diventare vittime di quanto fatto, come accaduto con la Pro Piacenza con un gol incassato dopo una partita dominata.
«Questa è una squadra che ha le capacità di valorizzare quanto fatto. Dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti della gara, ci sono situazioni nelle quali abbiamo sempre sofferto - ha concluso Filippi -, dobbiamo colmare le nostre lacune e riconoscere i momenti in cui essere più aggressivi e quando invece gestirli. E' quando siamo più passivi che subiamo gol».
Paolo Ardovino
«Tutto passa attraverso la prestazione, che ci fa capire come e dove crescere. Ottenere un risultato casualmente vuol dire anche poterlo vanificare con facilità - ha spiegato Filippi nella conferenza pre-partita -, arrivarci invece attraverso le prestazioni permette di confrontarti con situazioni nella quale sei protagonista». Il tecnico dell'Olbia è chiaro: «Preferisco un calcio che emozioni piuttosto che cercare di cavarmela con un gioco poco convincente».
Il bilancio delle prime tre partite è positivo. Adesso arrivano due trasferte che hanno il sapore dell'esame da superare, con Pontedera e Cuneo. Partiamo dalla sfida di Pisa: «Hanno un allenatore, Maraia, che basa la propria filosofia di gioco sulla continuità - ha commentato -, hanno un'idea del calcio diversa dalla nostra, il loro è un campo complicato e ce la giochiamo con un avversario che sin qui ha dimostrato qualità e contenuti, rispetto ai quali noi abbiamo lavorato».
Gestire i momenti della gara: dovrà essere questa la chiave di volta dell'Olbia. Facile a dirsi, chissà a farsi, ma sta di fatto che occorre una prestazione da protagonisti e non diventare vittime di quanto fatto, come accaduto con la Pro Piacenza con un gol incassato dopo una partita dominata.
«Questa è una squadra che ha le capacità di valorizzare quanto fatto. Dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti della gara, ci sono situazioni nelle quali abbiamo sempre sofferto - ha concluso Filippi -, dobbiamo colmare le nostre lacune e riconoscere i momenti in cui essere più aggressivi e quando invece gestirli. E' quando siamo più passivi che subiamo gol».
Paolo Ardovino
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