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La Torres regala un punto al Castiadas

La Torres regala un punto al Castiadas

Gara sbloccata da Demartis, poi il pareggio di Mesina. I rossoblù sprecano un mare di occasioni e chiudono in nove

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SASSARI. Se si potessero comprare sul mercato Salvatore Sechi saprebbe cosa cercare: una bella dose di fortuna e un arbitro appena appena decente. La Torres ne ha bisogno come il pane e la conferma - semmai ce ne fosse bisogno - si è avuta ieri nel derby con il Castiadas. I rossoblù hanno giocato una partita di grande coraggio ma non sono riusciti a mettere le mani sui tre punti perchè in avanti hanno sprecato l’impossibile murati da un Castiadas ben messo in campo (ma non irresistibile) e da un arbitro inguardabile. Il signor Simone Picchi non ha avuto il coraggio di fischiare un calcio di rigore, al 45’ della ripresa, per un fallo ai danni di Sarritzu. L’attaccante rossoblù è entrato in area ed è stato prima trattenuto per la maglia e poi spinto giù. Il direttore di gara ha cercato con lo sguardo il suo assistente di linea poi ha fatto cenno di continuare. Il Vanni Sanna è esploso in un boato di disapprovazione ma in attesa del Var anche nei campionati minori (o almeno di un paio di occhiali) il risultato non è cambiato. C’è da dire che prima del “fattaccio” il signor Picchi si era beccato una buone dose di fischi per aver mandato sotto la doccia prima del tempo Scioni e Peana lasciando la Torres in nove.

Tolta la tara della direzione di gara c’è da dire che il derby ha mantenuto fede alla aspettative perchè le due squadre si sono affrontate a viso aperto e hanno creato diverse occasioni da gol. Più la Torres che il Castiadas che ha dalla sua la colpa di non aver saputo approfittare del doppio uomo in più nel finale.

I rossoblù sono scesi in campo con Demartis schierato come prima punta al posto di Camilli con Ayo a sinistra e Sarritzu a destra. Massimiliano Paba ha risposto con il solito 4-3-3 lasciando in panchina Figos e affidando a Mesina la maglia numero 9. Al via è proprio Mesina a farsi rimpallare in angolo la prima conclusione del match. Poi sono i padroni di casa a salire in cattedra e a rendersi pericolosissimi con Demartis fermato dal palo dopo un scambio con Sarritzu. E’ la prova generale del gol, che arriva al 5’: Sarritzu e Demartis seminano il panico nell’area avversaria e mettono Bianco nelle condizioni di battere a rete. Il centrocampista non si fa pregare ma la sua conclusione centra ancora il palo. Demartis, che aveva seguito l’azione, è il primo ad avventarsi sul pallone e a scaraventarlo in rete. Sulle ali dell’entusiasmo i sassaresi vanno vicino al raddoppio con Ayo che si libera in area ma alza il tiro sopra la traversa. Poi cominciano a cedere metri agli ospiti che si fanno più intraprendenti e impegnano Kinalis con una punizione di Steri spizzicata di testa da Figos, appena entrato in campo. Il tempo si chiude con un’altra occasione per Torres: Demartis batte un angolo e trova Briukhov che spedisce a lato a un metro dalla porta.

Al rientro in campo dopo l’intervallo i rossoblù provano a mettere al sicuro il risultato e in meno di un quarto d’ora vanno per tre volte al tiro. Ci prova Leto, poi Bianco e infine Sarritzu che calcia a botta sicura ma alza troppo la mira. Il Castiadas sembra sul punto di cedere ma alla prima ripartenza colpisce. Steri batte un calcio d’angolo, la palla carambola un paio di volte tra le gambe dei difensori rossoblù e Mesina non si lascia scappare l’occasione per ristabilire la parità. Per la Torres è una doccia ghiacciata che spinge i rossoblù a moltiplicare le forze puntando sulla rabbia e sull’agonismo. L’arbitro comincia a lavorare coi cartellini e ne fanno le spese Scioni (doppia ammonizione) e Peana (rosso diretto). Nel finale, anche se in inferiorità numerica, i sassaresi creano altre due occasioni a dir poco clamorose con Sarritzu e Demartis che spreca un rigore in movimento. Poi l’episodio del penalty non assegnato, quattro lunghissimi minuti di recupero e il fischio finale che muove la classifica di entrambe le formazioni ma non riporta il sorriso in casa rossoblù.

Antonio Ledà

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