Muroni: «Ci abbiamo provato fino alla fine»
PONTEDERA. Nello spogliatoio gallurese i musi lunghi sono legati solo al risultato e non alla partita disputata, che forse meritava di invertire quella tendenza che non vede vincere l’Olbia a...
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Nello spogliatoio gallurese i musi lunghi sono legati solo al risultato e non alla partita disputata, che forse meritava di invertire quella tendenza che non vede vincere l’Olbia a Pontedera dal 1987.
In sala stampa si presenta il centrocampista Mattia Muroni: «Non ho voglia di parlare dell’arbitraggio – dice – perché fa parte del calcio, anche in occasione delle espulsioni. Aver fallito il rigore ed essere andati nel doppio svantaggio poteva essere una mazzata. E invece l’abbiamo riaperta e ci abbiamo provato fino alla fine tanto che meritavamo il pareggio».
«Abbiamo fatto gioco – prosegue l’analisi del centrocampista olbiese –, abbiamo mantenuto sempre l’iniziativa, però davanti avevamo una squadra compatta e non era facile trovare spazi».
Il secondo ko di fila, arriva dopo quello casalingo con la Pro Piacenza. Ci sono analogie? «Abbiamo preso dei gol evitabili – riflette Muroni – che finiscono per compromettere tutto quello che facciamo. Dobbiamo migliorare da un punto di vista offensivo. Le assenze? Non hanno pesato più di tanto perché chi è entrato in campo ha dato il massimo».
In casa Pontedera, parla il portiere Biggeri, che ha parato il rigore a Ragatzu: «Penso che la svolta del match sia stata il rigore parato da me. Avevo visto i video e sono andato diretto da quella parte. Abbiamo segnato subito e ci siamo difesi bene, in maniera ordinata. Ci siamo abbassati sul 2-0, certo, ma è stata una situazione fisiologica visto che siamo alla quarta gara, la prima di pomeriggio. Non abbiamo concesso molto a una squadra che fa del palleggio la sua caratteristica principale».
In sala stampa si presenta il centrocampista Mattia Muroni: «Non ho voglia di parlare dell’arbitraggio – dice – perché fa parte del calcio, anche in occasione delle espulsioni. Aver fallito il rigore ed essere andati nel doppio svantaggio poteva essere una mazzata. E invece l’abbiamo riaperta e ci abbiamo provato fino alla fine tanto che meritavamo il pareggio».
«Abbiamo fatto gioco – prosegue l’analisi del centrocampista olbiese –, abbiamo mantenuto sempre l’iniziativa, però davanti avevamo una squadra compatta e non era facile trovare spazi».
Il secondo ko di fila, arriva dopo quello casalingo con la Pro Piacenza. Ci sono analogie? «Abbiamo preso dei gol evitabili – riflette Muroni – che finiscono per compromettere tutto quello che facciamo. Dobbiamo migliorare da un punto di vista offensivo. Le assenze? Non hanno pesato più di tanto perché chi è entrato in campo ha dato il massimo».
In casa Pontedera, parla il portiere Biggeri, che ha parato il rigore a Ragatzu: «Penso che la svolta del match sia stata il rigore parato da me. Avevo visto i video e sono andato diretto da quella parte. Abbiamo segnato subito e ci siamo difesi bene, in maniera ordinata. Ci siamo abbassati sul 2-0, certo, ma è stata una situazione fisiologica visto che siamo alla quarta gara, la prima di pomeriggio. Non abbiamo concesso molto a una squadra che fa del palleggio la sua caratteristica principale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google