La Nuova Sardegna

Sport

Lo Squalo Nibali deve inchinarsi a Pinot

Lo Squalo Nibali deve inchinarsi a Pinot

Il francese arriva da solo sul traguardo del Lombardia. Aru chiude nelle retrovie

2 MINUTI DI LETTURA





COMO. Un ottobre da incorniciare per Thibaut Pinot, sublime interprete delle pendenze più estreme. Il 28enne francese della Groupama - Fdj conquista in solitaria la 112/a edizione del Giro di Lombardia, staccando Nibali sul Civiglio, ed emula così il suo connazionale e idolo Laurent Jalabert, centrando a distanza di 21 anni la doppietta tricolore con la Milano-Torino. «La mia vittoria più bella».

Gioia viva e autentica per chi, in barba alla storica e innegabile rivalità tra Italia e Francia, sostiene da sempre di amare il nostro Paese, «per i sui paesaggi, gli splendidi centri storici e il generoso modo di correre dei suoi ciclisti».

Nibali è un emblema di generosità. Lo 'Squalo’, per sua stessa ammissione, sperava di chiudere con il tris al Lombardia una stagione nata con l'impresa della Sanremo e rovinata con la sfortunata caduta all'Alpe d'Huez, ma può solo inchinarsi allo strapotere dell'indomabile francese, riconoscendone con eleganza la superiorità ma con la consapevolezza di tornato al top («la settimana prossima farò dei controlli per capire se la vertebra è guarita»). È stato l'ultimo degli avversari ad arrendersi, con caparbietà, grinta e un pizzico di lucida follia: per tre volte Pinot attacca sul Civiglio, scrollandosi dalle ruote prima Roglic e poi Bernal, e per tre volte Nibali resiste. Ma la quarta, a -14 dal traguardo, è una rasoiata: taglia le gambe anche a Nibali e dà il via ad una emozionante passerella finale per il francese. Per l'azzurro, capace di resistere sull'Olimpino al rientro del gruppo capitanato da Teuns per conservare la piazza d'onore, resta invece l'orgoglio per prova gigantesca, salutata sul podio di Como con la figlioletta Emma («è ancora un pò timida la voleva salire») e incensata dagli scroscianti applausi del pubblico. «Il secondo posto - spiega Nibali, con la giusta dose di rammarico - è un buon risultato ma io volevo vincere. Oggi Pinot era davvero il più forte, aveva una condizione invidiabile». Deludente la prova di Fabio Aru. Il numero uno della Uae Emirates è arrivato al traguardo in 54ª posizione staccato di 8’40” dal vincitore, confermando anche nell’ultima occasione una stagione totalmente negativa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Calcio

Caso Pirlo, terremoto nella Nazionale italiana: Maldini e Leonardo si dimettono

Le nostre iniziative