i protagonisti
La prima volta di Marcangeli: «Finalmente ho rotto il ghiaccio»
SASSARI. Se il laziale Pippi non avesse fatto il bomber implacabile (al Vanni Sanna segna sempre....) la sua domenica sarebbe stata perfetta, ma anche così Gianmarco Marcangeli la ricorderà a lungo....
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SASSARI. Se il laziale Pippi non avesse fatto il bomber implacabile (al Vanni Sanna segna sempre....) la sua domenica sarebbe stata perfetta, ma anche così Gianmarco Marcangeli la ricorderà a lungo. Perchè il ventenne esterno biancoceleste ha realizzato il primo gol in serie D.
«Al quarto campionato in questa categoria (i primi due con la Torres), ce l'ho fatta. Ho finalmente rotto il ghiacco». Per riuscire nell'impresa è dovuto andare sul dischetto, vincendo la nutrita concorrenza dei compagni. «Il mio marcatore era Pace, che l'anno scorso giocava con l'Aprilia e mi aveva creato grossi problemi. Questa volta l'ho messo in seria difficoltà io, è stato subito molto falloso e già prima c'era un rigore netto su di me. In quell'occasione gli è andata bene ma subito dopo no, il rigore è stato fischiato e ho subito sentito una grandissima motivazione a presentarmi sul dischetto. Avrei voluto farlo anche nel derby con la Torres, dopo averlo procurato anche in quella partita, questa volta nessuno mi ha fermato. Sentivo che avrei segnato ma non avendo l'abitudine a calciare dagli undici metri - prosegue - ho dovuto ricordare i tempi delle giovanili, quando incrociavo il tiro e puntavo sulla precisione. Non ho spiazzato il portiere e ho avuto un brivido, ma la palla è finita ugualmente in rete». Lo racconterebbe altre mille volte Gianmarco (si scrive proprio così e prega di non sbagliare più il suo nome), quel gol che forse ha illuso il Latte Dolce. «Abbiamo subito la reazione degli avversari - conferma - ed è diventato tutto molto complicato, soprattutto per me che non sono riuscito più a svolgere come avrei dovuto e voluto anche la fase difensiva».
Se la sua presenza a destra è ormai un punto fermo nello scacchiere biancoceleste, si muove invece tra panchina e campo Simone Patacchiola, altra stazza e altra esperienza rispetto al più giovane compagno. Anche in questa partita è stato chiamato a dare man forte quando l'Albalonga minacciava pericoli. «La squadra laziale non ha deluso le attese, ce l'aspettavamo così insidiosa e darei il giusto peso a questo pareggio, non è un risultato da poco», sostiene il difensore in sala stampa. «Siamo sembrati poco convinti in alcune situazioni? Non credo che sia stato così, ci abbiamo provato, la vittoria non è arrivata ma di certo non ci condiziona. Andiamo avanti tranquilli e sereni anche senza i 3 punti, l'importante è continuare a muovere la classifica. Stiamo lavorando tanto sulla tattica e sull'intensità, per poter dire la nostra in un campionato difficile per tutti: basta vedere la pesante sconfitta subita dalla capolista Avellino», conclude Patacchiola. (sa.u.)
«Al quarto campionato in questa categoria (i primi due con la Torres), ce l'ho fatta. Ho finalmente rotto il ghiacco». Per riuscire nell'impresa è dovuto andare sul dischetto, vincendo la nutrita concorrenza dei compagni. «Il mio marcatore era Pace, che l'anno scorso giocava con l'Aprilia e mi aveva creato grossi problemi. Questa volta l'ho messo in seria difficoltà io, è stato subito molto falloso e già prima c'era un rigore netto su di me. In quell'occasione gli è andata bene ma subito dopo no, il rigore è stato fischiato e ho subito sentito una grandissima motivazione a presentarmi sul dischetto. Avrei voluto farlo anche nel derby con la Torres, dopo averlo procurato anche in quella partita, questa volta nessuno mi ha fermato. Sentivo che avrei segnato ma non avendo l'abitudine a calciare dagli undici metri - prosegue - ho dovuto ricordare i tempi delle giovanili, quando incrociavo il tiro e puntavo sulla precisione. Non ho spiazzato il portiere e ho avuto un brivido, ma la palla è finita ugualmente in rete». Lo racconterebbe altre mille volte Gianmarco (si scrive proprio così e prega di non sbagliare più il suo nome), quel gol che forse ha illuso il Latte Dolce. «Abbiamo subito la reazione degli avversari - conferma - ed è diventato tutto molto complicato, soprattutto per me che non sono riuscito più a svolgere come avrei dovuto e voluto anche la fase difensiva».
Se la sua presenza a destra è ormai un punto fermo nello scacchiere biancoceleste, si muove invece tra panchina e campo Simone Patacchiola, altra stazza e altra esperienza rispetto al più giovane compagno. Anche in questa partita è stato chiamato a dare man forte quando l'Albalonga minacciava pericoli. «La squadra laziale non ha deluso le attese, ce l'aspettavamo così insidiosa e darei il giusto peso a questo pareggio, non è un risultato da poco», sostiene il difensore in sala stampa. «Siamo sembrati poco convinti in alcune situazioni? Non credo che sia stato così, ci abbiamo provato, la vittoria non è arrivata ma di certo non ci condiziona. Andiamo avanti tranquilli e sereni anche senza i 3 punti, l'importante è continuare a muovere la classifica. Stiamo lavorando tanto sulla tattica e sull'intensità, per poter dire la nostra in un campionato difficile per tutti: basta vedere la pesante sconfitta subita dalla capolista Avellino», conclude Patacchiola. (sa.u.)
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