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«Dai Cagliari, a Firenze puoi vincere»

di Roberto Muretto
«Dai Cagliari, a Firenze puoi vincere»

Il doppio ex Luis Oliveira incoraggia i rossoblù: «Salvezza? Secondo me hanno i mezzi per stare tra le prime dieci»

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CAGLIARI. Di Fiorentina-Cagliari ne ha giocate diverse. Sia con la maglia rossoblù che con quella viola. Luis Oliveira (attulamente è l’allenatore della Floriana, serie A maltese) ha timbrato145 presenze in cinque stagioni con i sardi, realizzando 46 reti. A Firenze ha trascorso tre anni, giocato 95 partite e segnato 27 gol. «Ho due ricordi che non posso cancellare. Il primo una partita al Sant’Elia. Quel giorno giocavo con la Viola, abbiamo perso e ho segnato di testa il gol del bandiera. Non ho esultato per rispetto, nonostante i tifosi mi avessero accolto con una sonora bordata di fischi». L’Altro? «Con la maglia del Cagliari - prosegue Oliveira -. Una vittoria per 2-0 con un rigore inesistente dato da Pairetto. Mi sono buttato perchè Toldo non mi ha toccato e lui ci è cascato. A fine partita volevo chiedere scusa all’arbitro, ho sbagliato a non farlo. Da quel momento sono diventato il cascatore e gli arbitri con me sono diventati severi. Non mi hanno dato più rigori a favore nonostante falli abbastanza evidenti».

Domenica guarderà la partita in tv. farà il tifo per il Cagliari, squadra che gli è rimasta nel cuore, così come l’isola, dove ha la residenza. «Secondo me i rossoblù sono più attrezzati della passata stagione - spiega -. La salvezza rocambolesca della scorsa stagione è servita da lezione alla dirigenza, che ha fatto un buon mercato, acquistando giocatori esperti».

Parole al miele per Rolando Maran. «È un allenatore che mi piace molto - la considerazione di Lulù -. Ha le idee chiare, vuole giocatori funzionali al suo progetto di calcio. La squadra esprime un bel gioco, ha un’identità. Cura molto la fase difensiva, un problema che nelle ultime stagioni ha creato non poche difficoltà al Cagliari. Quando lotti per la salvezza, subire pochi gol diventa fondamentale».

Difesa solida, attacco con le polveri bagnate. «Vero- conferma Oliveira -, inutile negare che c’è un problema nella fase di finalizzazione. Pavoletti non si discute, all’appello mancano i gol di Sau e Farias, che finora non hanno mai segnato. Intelligente l’idea di far giocare Joao Pedro seconda punta. Col Bologna la squadra è stata più incisiva. Il brasiliano più vicino alla porta può fare male agli avversari. La squadra ha una buona personalità, deve migliorare nel rendimento. Non è continua, alterna buone prestazioni ad altre veramente brutte, tipo quelle di Empoli e di Parma. Questo è un aspetto va migliorato».

Nelle ultime stagioni Firenze ha regalato sorrisi al Cagliari. Lo scorso anno i tre punti conquistati al “Franchi” sono stati decisivi per la salvezza. «Domenica sarà dura - sottolinea il brasiliano naturalizzato belga -. La Fiorentina ha il dente avvelenato dopo la sconfitta con la Lazio e vuole riscattarsi. La squadra di Pioli non è solo Chiesa, Simeone e Pjaca, è un ottimo collettivo. È l’occasione per capire se i rossoblù dopo il successo col Bologna hanno fatto il salto di qualità. I mezzi per mettere in difficoltà i toscani li hanno, l’importante è giocarsela. Pensare solo a difendersi sarebbe un errore imperdonabile».

Oliveira è fiducioso non solo per la gara del “Franchi” ma anche per il futuro. «Secondo me la salvezza del Cagliari è scontata, io penso che abbia le potenzialità per stare a centro classifica. E una tifoseria che merita soltanto applausi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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