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«Disposto a tutto per il bene del Cagliari»

di Roberto Muretto
«Disposto a tutto per il bene del Cagliari»

Artur Ionita ha sette polmoni: «Fare il lavoro sporco non mi spaventa. Felice di essere rimasto in una squadra forte»

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INVIATO A FIRENZE. Ma che polmoni ha Artur Ionita? Altro che maratoneta, il centrocampista moldavo è uno stakanovista. Reduce da una settimana nella quale ha giocato due partite con la nazionale, si è presentato a Firenze come se fosse bello riposato. Sembra non sentire la fatica, al “Franchi” è stato in campo per 100 minuti, ha percorso una quantità indefinita di chilometri e al 97’ si è prodotto in un allungo da centometrista. «È’ vero che ho fatto due gare in quattro giorni con la Moldavia - spiega - ma forse mi sono stancato di più durante i viaggi. Fisicamente sto bene e sono felice di dare un contributo importante al Cagliari».

Uomo di fatica. Di solito vengono porati alle stelle i calciatori che fanno gol o che comunque si rendono protagonisti di grandi giocate. Ma nell’economia di un campionato i “manovali” del palloni hanno un’importanza strategica. Ionita è un grande lavoratore, uno che lascia agli altri i fronzoli e bada al sodo. «Dite che il mio è un lavoro di fatica? Forse avete ragione - aggiunge il moldavo -. Per alcuni magari non è un bel lavoro perchè esteticamente non colpisce, ma so che il nostro allenatore lo apprezza molto. Questo mi basta. Io provo soddisfazione anche quando recupero un pallone o fermo un avversario mettendo la palla in fallo laterale. Questo è considerato lavoro sporco? Va benissimo se è utile per la squadra. Ci tengo a dire che sono orgoglioso di fare parte del Cagliari».

Passi avanti. I rossoblù sono in crescita e una piccola parte del merito è anche di Ionita. «Forse a Firenze potevamo vincere, però il pareggio vale tantissimo - sottolinea il centrocampista rossoblù -. In campo ci siamo aiutati, sacrificati quando era necessario, messo in pratica le direttive dell’allenatore. La partita l’abbiamo preparata benissimo, il mister non trascura nulla e noi conosciamo pregi e difetti dell’avversario di turno. Non dobbiamo fare progetti a lunga scadenza, ma pensare sempre alla prossima partita».

Domenica il Chievo. La scorsa estate Ionita sembrava destinato a fare le valigie. È stato più volte accostato al Chievo, ma alla fine la trattativa non è mai decollata. «Non è un mistero che c’è stato un momento in cui potevo tornare a Verona, sponda Chievo - ammette il giocatore -, ma voglio essere sincero: io dalla Sardegna non volevo andare via e sono più che contento di essere rimasto. A Cagliari stiamo tutti bene, nessuno si lamenta perchè viviamo in una città tranquilla, con tifosi meravigliosi. Per favore, non dite che quella di domenica per me sarà una partita particolare. Lo era quando giocavo nell’Hellas, adesso è come tutte le altre».

Squadra forte. L’uomo di “fatica” del Cagliari ha un grande pregio: l’umiltà. Ma per una volota si lascia andare: «Gioco in una squadra forte - dice sorridendo -, secondo me il Cagliari lo è. Abbiamo tanta qualità ma soprattutto siamo un bellissimo gruppo. Tutti siamo in sintonia e il mister un grande direttore d’orchestra. È vero che in campo io Castro e Barella ci scambiamo spesso la posizione. Lo vuole il mister e noi ubbidiamo».

Obiettivo. E qui Ionita torna il calciatore umile che tutti conoscono. «Ogni punto che conquistiamo per noi è importante - conclude -. La prima cosa è non soffrire come la scorsa stagione e arrivare prima possibile alla quota salvezza. Dopo si vedrà. La cosa importante è non perdere mai aderenza con la realtà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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