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L’amarezza di Mura: con queste condizioni era meglio non partire

L’amarezza di Mura: con queste condizioni era meglio non partire

Il velista sardo spiega i motivi del ritiro dalla Route du Rhum «Ho rotto la parabola e non potevo più scaricare le carte»

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CAGLIARI. Andrea Mura si lecca le ferite nel porto di Lorient, in Bretagna, dove ha trovato riparo insieme a Vento di Sardegna, dopo la tempesta che ha coinvolto anche la sua imbarcazione costringendolo al ritiro nella Route du Rhum, regata atlantica partita domenica scorsa da Saint Malo per far rotta verso Guadalupa, nelle Antille francesi: «Avrei preferito stare a bordo di Vento di Sardegna a combattere in mezzo al mare contro il mio avversario – dice lo skipper cagliaritano – ma purtroppo la parabola con la quale scaricavo le carte meteo si è rotta per i colpi di mare che ha subito durante la tempesta. Una tempesta durata 5 ore ma molto violenta con onde provenienti da tutti i quadranti». Alla base di Lorient, ci sono anche l'altro italiano in gara Andrea Fantini (Enel Green Power) e Armel Le Cleac'h, lo skipper francese conosciuto come "Lo sciacallo", vincitore dell'ultima edizione della Vendée Globe che ha scuffiato con il maxitrimarano Banque Populaire IX ed è stato recuperato in Oceano da una barca da pesca. Una burrasca, quella incontrata nelle prime miglia della Route du Rhum (123 imbarcazioni) che, a tre giorni dalla partenza della gara, ha costretto al ritiro un terzo della flotta composta. Diverse si sono rifugiate nel porto bretone in attesa di ripartire, tempesta permettendo, visto che gli organizzatori hanno aumentato di cinque giorni il tempo massimo all'arrivo di Saint Point-à-Pitre. «Non è il mio caso, perché se non scarichi le carte nautiche non sei più competitivo – spiega Andrea Mura – , sei fuori gioco. Non aveva più senso continuare e rimanere all'avventura in mezzo all’Oceano in condizioni non facili. Certo, c'è un po' di delusione ma passerà speriamo che la regata finisca in fretta perché soffro nel vedere la mia barca ormeggiata in banchina. Ma lo sport è questo, la vita è questa e andiamo avanti. Va bene così e ora pensiamo alla prossima impresa....».

Alla vigilia della Route du Rhum, Andrea Mura aveva manifestato le sue perplessità dopo le pessime previsioni meteo che annunciavano tempesta subito dopo l'uscita delle imbarcazioni dal canale della Manica. «Avrei rinviato la partenza – aveva detto Mura – perché considerata la tempesta che ci aspetta, diventa una gara di sopravvivenza, come nell'edizione del 2002 con la flotta falcidiata dai ritiri». Parole profetiche visti i tanti abbandoni registrati nella massacrante traversata atlantica di 3542 miglia nautiche.

Intanto, la Route du Rhum prosegue verso i Caraibi con in testa il maxi trimarano Macif del francese Francois Gabart, incalzato dal connazionale Idec Sport di Francis Joyon.

Sergio Casano

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