la partita
Il Banco vuole rimettersi in pista I toscani senza Kerron Johnson
SASSARI. Ultima in classifica con zero punti all’attivo, il suo miglior giocatore fermo per infortunio e un nuovo americano in arrivo ma solo dalla prossima settimana. A metà tra la partita “facile...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Ultima in classifica con zero punti all’attivo, il suo miglior giocatore fermo per infortunio e un nuovo americano in arrivo ma solo dalla prossima settimana. A metà tra la partita “facile sulla carta” e il classico trappolone, la sfida contro Pistoia rappresenta per la Dinamo una specie di vicolo cieco: i biancoblù devono vincere e basta, possibilmente convincendo sia dal punto di vista del gioco che (soprattutto, vista la sproporzione dei valori in campo) dell’atteggiamento.
Le tre sconfitte incassate nelle ultime quattro gare (a Pistoia, contro Venezia e a Szolnok) non hanno lasciato strascichi particolarmente pesanti, ma hanno fatto comunque capire al gruppo e allo staff di coach Esposito che la strada per raggiungere una certa dimensione di squadra è ancora lunga. All’orizzonte c’è un ciclo di sfide decisamente impegnative: dopo la nuova trasferta in Ungheria di mercoledì, in campionato arriveranno due trasferte di fila (a Trento e Bologna), il match interno contro Milano e ancora una trasferta difficilissima, sul campo di Avellino.
Nel frattempo, come detto, c’è da superare l’ostacolo Pistoia. I toscani di coach Ramagli dovranno rinunciare al play Kerron Johnson, sin qui il miglior marcatore della Oriora con 17,5 punti a partita, con percentuali di tutto rispetto: il 47,6% con i piedi oltre l’arco dei 6,75 e il 53,8% da 2 punti. Johnson ha riportato una distorsione a una caviglia durante l’allenamento di giovedì.
«Di fronte alle assenze, soprattutto se pesanti – ha avvertito Ramagli –, tutti devono saper fare un passo in più e credo che sia quello che faremo. Giochiamo contro una squadra profonda e ricca di talento. La partita si giocherà molto sulla bravura nel controllare il nostro tabellone ed evitare che loro possano dominare il loro. Penso che la statistica dei rimbalzi possa anche determinare il ritmo della partita, e conseguentemente essere competitivi in questo dettaglio sarà fondamentale. Non stiamo insieme e non ci alleniamo come una squadra che è 0/6, nel senso che il lavoro è intenso e l'atteggiamento è quello di una squadra che ci crede, che vuole andare oltre questo bruttissimo momento e secondo me, al di là del brutto epilogo, anche la partita di domenica scorsa contro Cremona ha detto questo». (a.si.)
Le tre sconfitte incassate nelle ultime quattro gare (a Pistoia, contro Venezia e a Szolnok) non hanno lasciato strascichi particolarmente pesanti, ma hanno fatto comunque capire al gruppo e allo staff di coach Esposito che la strada per raggiungere una certa dimensione di squadra è ancora lunga. All’orizzonte c’è un ciclo di sfide decisamente impegnative: dopo la nuova trasferta in Ungheria di mercoledì, in campionato arriveranno due trasferte di fila (a Trento e Bologna), il match interno contro Milano e ancora una trasferta difficilissima, sul campo di Avellino.
Nel frattempo, come detto, c’è da superare l’ostacolo Pistoia. I toscani di coach Ramagli dovranno rinunciare al play Kerron Johnson, sin qui il miglior marcatore della Oriora con 17,5 punti a partita, con percentuali di tutto rispetto: il 47,6% con i piedi oltre l’arco dei 6,75 e il 53,8% da 2 punti. Johnson ha riportato una distorsione a una caviglia durante l’allenamento di giovedì.
«Di fronte alle assenze, soprattutto se pesanti – ha avvertito Ramagli –, tutti devono saper fare un passo in più e credo che sia quello che faremo. Giochiamo contro una squadra profonda e ricca di talento. La partita si giocherà molto sulla bravura nel controllare il nostro tabellone ed evitare che loro possano dominare il loro. Penso che la statistica dei rimbalzi possa anche determinare il ritmo della partita, e conseguentemente essere competitivi in questo dettaglio sarà fondamentale. Non stiamo insieme e non ci alleniamo come una squadra che è 0/6, nel senso che il lavoro è intenso e l'atteggiamento è quello di una squadra che ci crede, che vuole andare oltre questo bruttissimo momento e secondo me, al di là del brutto epilogo, anche la partita di domenica scorsa contro Cremona ha detto questo». (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
