L’Olbia deve farsi bastare un punto
I bianchi creano tanto ma non concretizzano: la Pistoiese va anche in vantaggio ma il colombiano Ceter la riacciuffa
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Al momento le parole "Olbia" e "Vittoria" sembrano un ossimoro. L'1-1 venuto fuori dalla sfida del Nespoli sorride di certo più alla Pistoiese, che ha saputo respingere gli attacchi dell'Olbia e colpire al momento giusto. I padroni di casa hanno creato tanto, soprattutto nella prima parte di gara, sono andati in svantaggio, hanno ritrovato il pari, ma non hanno saputo andare oltre.
Più Olbia. Carboni sorprende ancora, ripropone in campo dal primo minuto Ogunseye, Ceter e Ragatzu come nel turno infrasettimanale con l'Entella; stavolta però, il numero dieci si muove da esterno, a completare un centrocampo a quattro formato da Pennington e Calamai al centro e Vallocchia sulla fascia opposta. Il tecnico degli ospiti Asta in tutta risposta schiera un compatto 5-3-2. Pronti via e si capisce subito il copione della partita, con l'Olbia che prende subito il pallino del gioco e la Pistoiese che cerca di reagire in ripartenza. I terminali offensivi sulla carta sono due, ma la squadra di casa si propone spesso e volentieri in avanti anche con i suoi esterni. La prima occasione del match la si ha al quarto d'ora, quando Vallocchia batte il corner dalla destra e trova in mezzo all'area Ogunseye che salta più di tutti e colpisce di testa, ma la palla termina clamorosamente di poco al lato. Neanche il tempo di disperarsi per la rete mancata che appena un minuto dopo i bianchi si ripropongono nella trequarti avversaria. Stavolta è Ragatzu ad accentrarsi e provare il tiro dal limite; la conclusione è centrale ma crea problemi a Meli, che non trattiene subito. Crea poco o nulla la Pistoiese, che nella prima frazione di gioco si deve accontentare di appena una conclusione dalla distanza, senza tra l'altro creare disagi significativi a Marson. L'Olbia ci prova, è propositiva e cerca di farsi spazio con tutti gli avversari che rimangono dietro la linea della palla. Si ritorna in campo e sorprende la verve della Pistoiese, che si presenta sul rettangolo di gioco propositiva. Contenti a metà. Ed è il preludio a quello che succederà al 50': punizione dal limite per i toscani, cross in area, nella mischia la palla finisce sui piedi di Fanucchi, sotto porta, a cui basta un semplice tap-in. Succede tutto velocemente, e il vantaggio della Pistoiese ha dell'incredibile. L'Olbia tenta la reazione, al 52' Vallocchia tira fuori dal cilindro una conclusione letale dal limite, ma trova la pronta risposta dell'estremo difensore avversario. Neanche dieci minuto dopo il gol arriva anche, ma di mano. Gli olbiesi cercano però di reagire e non diventare succubi di una situazione che spesso e volentieri si è presentata nell'arco del campionato. E infatti, all'80esimo Piredda - subentrato, in ripresa dal lungo infortunio - si fa avanti col pallone tra i piedi e poi non ci pensa due volte e prova il diagonale rasoterra. Il portiere respinge ma Ceter è ci mette lo zampino e firma il pareggio. La speranza è che sia il momento chiave per la rimonta olbiese, la realtà è che la partita non offre altre emozioni. Nonostante l'Olbia ci metta forza di volontà, la Pistoiese non lascia spazi.
Paolo Ardovino
Più Olbia. Carboni sorprende ancora, ripropone in campo dal primo minuto Ogunseye, Ceter e Ragatzu come nel turno infrasettimanale con l'Entella; stavolta però, il numero dieci si muove da esterno, a completare un centrocampo a quattro formato da Pennington e Calamai al centro e Vallocchia sulla fascia opposta. Il tecnico degli ospiti Asta in tutta risposta schiera un compatto 5-3-2. Pronti via e si capisce subito il copione della partita, con l'Olbia che prende subito il pallino del gioco e la Pistoiese che cerca di reagire in ripartenza. I terminali offensivi sulla carta sono due, ma la squadra di casa si propone spesso e volentieri in avanti anche con i suoi esterni. La prima occasione del match la si ha al quarto d'ora, quando Vallocchia batte il corner dalla destra e trova in mezzo all'area Ogunseye che salta più di tutti e colpisce di testa, ma la palla termina clamorosamente di poco al lato. Neanche il tempo di disperarsi per la rete mancata che appena un minuto dopo i bianchi si ripropongono nella trequarti avversaria. Stavolta è Ragatzu ad accentrarsi e provare il tiro dal limite; la conclusione è centrale ma crea problemi a Meli, che non trattiene subito. Crea poco o nulla la Pistoiese, che nella prima frazione di gioco si deve accontentare di appena una conclusione dalla distanza, senza tra l'altro creare disagi significativi a Marson. L'Olbia ci prova, è propositiva e cerca di farsi spazio con tutti gli avversari che rimangono dietro la linea della palla. Si ritorna in campo e sorprende la verve della Pistoiese, che si presenta sul rettangolo di gioco propositiva. Contenti a metà. Ed è il preludio a quello che succederà al 50': punizione dal limite per i toscani, cross in area, nella mischia la palla finisce sui piedi di Fanucchi, sotto porta, a cui basta un semplice tap-in. Succede tutto velocemente, e il vantaggio della Pistoiese ha dell'incredibile. L'Olbia tenta la reazione, al 52' Vallocchia tira fuori dal cilindro una conclusione letale dal limite, ma trova la pronta risposta dell'estremo difensore avversario. Neanche dieci minuto dopo il gol arriva anche, ma di mano. Gli olbiesi cercano però di reagire e non diventare succubi di una situazione che spesso e volentieri si è presentata nell'arco del campionato. E infatti, all'80esimo Piredda - subentrato, in ripresa dal lungo infortunio - si fa avanti col pallone tra i piedi e poi non ci pensa due volte e prova il diagonale rasoterra. Il portiere respinge ma Ceter è ci mette lo zampino e firma il pareggio. La speranza è che sia il momento chiave per la rimonta olbiese, la realtà è che la partita non offre altre emozioni. Nonostante l'Olbia ci metta forza di volontà, la Pistoiese non lascia spazi.
Paolo Ardovino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
