l’analisi
La squadra adesso sa soffrire Cragno ha fatto il salto di qualità
dall’inviato
CAGLIARI. Il Cagliari ha gli stessi punti della scorsa stagione dopo tredici giornate. Un +4 sulla zona retrocessione che (per ora) fa stare tranquilli. La squadra di Maran contro il Torino ha...
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CAGLIARI. Il Cagliari ha gli stessi punti della scorsa stagione dopo tredici giornate. Un +4 sulla zona retrocessione che (per ora) fa stare tranquilli. La squadra di Maran contro il Torino ha superato un altro step, dimostrando di saper soffrire e gestire i momenti di difficoltà. Il pari con i granata va accolto con un sorriso, perchè arrivato dopo una partita difficile, con un avversario costruito per puntare all’Europa League. Non aver perso, mantenuto la porta inviolata e immacolata la “Sardegna Arena” (adesso può essere definito un fortino), sono segnali confortanti.
Opzioni. In questo momento bisogna fare di necessità virtù. Sulla qualità del gioco è stato fatto un passo indietro. Maran ha avuto (forse) le risposte che cercava, anche in prospettiva mercato di gennaio. L’organico a disposizione ha lacune che vanno colmate. A centrocampo e sulla corsia di sinistra bisogna intervenire. Cigarini non può essere criticato sul piano dell’impegno, ma chi detta i tempi di gioco deve essere velocoe di pensiero e verticalizzare. Lui non lo fa mai, si limita a passaggi in orizzontale che rendono prevedibile e lenta la manovra. Lo stesso discorso vale per Lykogiannis: tanta volontà da parte del greco, ma anche evidenti limiti quando deve difendere. Sa crossare bene, ma sul fondo non arriva quasi mai.
Conferme. Cragno non è più una promessa ma una realtà. Il portiere del Cagliari lo sta dimostrando sul campo. È cresciuto nelle uscite (erano un suo limite), è più sicuro tra i pali e, ha una reattività che gli consente di arrivare su palloni apparentemente impossibili da prendere. La convocazione del ct Mancini lo ha consacrato. Anche lui è tra i “gioielli” pregiati di “casa Giulini”. (r.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Opzioni. In questo momento bisogna fare di necessità virtù. Sulla qualità del gioco è stato fatto un passo indietro. Maran ha avuto (forse) le risposte che cercava, anche in prospettiva mercato di gennaio. L’organico a disposizione ha lacune che vanno colmate. A centrocampo e sulla corsia di sinistra bisogna intervenire. Cigarini non può essere criticato sul piano dell’impegno, ma chi detta i tempi di gioco deve essere velocoe di pensiero e verticalizzare. Lui non lo fa mai, si limita a passaggi in orizzontale che rendono prevedibile e lenta la manovra. Lo stesso discorso vale per Lykogiannis: tanta volontà da parte del greco, ma anche evidenti limiti quando deve difendere. Sa crossare bene, ma sul fondo non arriva quasi mai.
Conferme. Cragno non è più una promessa ma una realtà. Il portiere del Cagliari lo sta dimostrando sul campo. È cresciuto nelle uscite (erano un suo limite), è più sicuro tra i pali e, ha una reattività che gli consente di arrivare su palloni apparentemente impossibili da prendere. La convocazione del ct Mancini lo ha consacrato. Anche lui è tra i “gioielli” pregiati di “casa Giulini”. (r.m.)
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