La nuova vita di JP10: «Grazie Cagliari»
di Mario Frongia
L’attaccante rossoblù racconta il periodo nero e la ripartenza con il gol alla Juve e la ritrovata fiducia di tifosi e compagni
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CAGLIARI. Dal prolungamento del contratto («Sono molto felice e carico a mille») al rammarico per la perdita di Castro: «Lucas è fondamentale nel nostro gioco. Quando si è fatto male ho evitato di avvicinarmi, ero molto scosso, mi ha ricordato quando mi sono fratturato il perone. Ma l'ho visto e sentito lunedì: è pronto a combattere». Joao Pedro, l'animo del guerriero che ne ha viste, e vinte, tante. Ieri, la mezzala («Continuo a sentirmi trequartista») ha dialogato prima coi cronisti e poi con i tifosi allo Store del Cagliari. Un'ora di domande, flash, selfie, autografi. All'evento, seguito da tantissimi giovanissimi supporter, hanno preso parte anche Paolo Faragò e Fabio Pisacane. Ma JP10 ha avuto la parte principale. Anche per il rinnovo del matrimonio con il club che arriva fino al 2022.
«Il contratto prolungato di un anno ha semplicemente confermato un aspetto: il rapporto che ho con la società è perfetto. Ci sono stati momenti difficili ma mi hanno sempre dato fiducia. E adesso, voglio ricompensare tutti». Inevitabile il passaggio sulla squalifica per doping. Sei mesi di inferno. «Sono stati sei mesi molto duri. Adesso, non ho paura di dire che me la sono vista brutta. Ma comunque anche in quel periodo ho lavorato tantissimo. E devo ringraziare la famiglia, mia moglie Alessandra, gli amici, i tanti conoscenti e tifosi che mi hanno aiutato e mostrato affetto. Ovviamente, non scordo la società e i compagni che mi sono sempre stati vicino».
Un passaggio delicato, capace di mettere a rischio convinzioni professionali e umane. Da qui, la voglia di recuperare il tempo perduto e rimettersi quanto prima al passo con la squadra. Joao fa un passo indietro. «Il rientro col Milan è stato il momento più bello. Sapevo che con tutto il lavoro gli altri momenti positivi sarebbero arrivati. E voglio ricordare anche il giorno in cui ho giocato, durante la sospensione, contro la Fiorentina. Da lì a poco sarebbe arrivato l'esito del tribunale. Ho sofferto moltissimo e ho cercato di non pensare a niente. Ma solo ad aiutare i miei compagni. All'allora mister Lopez ho detto che mi sentivo pronto. La convinzione? Ero preparato a tutto e sapevo che i miei compagni erano con me». Squarci di solidità interiore che fanno il paio con una carriera importante. Il brasiliano di Ipatinga corruga la fronte. Si torna al campionato: «I 15 punti in tredici partite sono importanti. Forse ne avremmo potuto cogliere qualcuno in più. Ma adesso è inutile recriminare, è meglio lavorare e mettere la testa alla prossima contro il Frosinone. Roma e Napoli a seguire? Non serve fasciarci la testa, pensiamo a una gara per volta».
Si ripassa dal ruolo. E da Lucas Castro: «Stava facendo benissimo, abbiamo trovato gli equilibri, teneva palla, recuperava. Contro il Bologna è stato fenomenale. Per non parlare del gol fatto al Chievo. Ci mancherà, lo aspettiamo. Intanto, anche per lui dobbiamo continuare a dare il massimo». La trasferta in Ciociaria merita un approfondimento: «Giocare in casa del Frosinone non sarà semplice. Ma la squadra ha tanta voglia, il mister è bravo e ci sarà da stare attenti. Ma possiamo giocarcela. Con tranquillità e senza avere fretta». La chiusura e sul terzo gol stagionale: «Sì, il gol dell'1-1 con la Juventus mi ha fatto capire che c'ero. Ed ero di nuovo io».
«Il contratto prolungato di un anno ha semplicemente confermato un aspetto: il rapporto che ho con la società è perfetto. Ci sono stati momenti difficili ma mi hanno sempre dato fiducia. E adesso, voglio ricompensare tutti». Inevitabile il passaggio sulla squalifica per doping. Sei mesi di inferno. «Sono stati sei mesi molto duri. Adesso, non ho paura di dire che me la sono vista brutta. Ma comunque anche in quel periodo ho lavorato tantissimo. E devo ringraziare la famiglia, mia moglie Alessandra, gli amici, i tanti conoscenti e tifosi che mi hanno aiutato e mostrato affetto. Ovviamente, non scordo la società e i compagni che mi sono sempre stati vicino».
Un passaggio delicato, capace di mettere a rischio convinzioni professionali e umane. Da qui, la voglia di recuperare il tempo perduto e rimettersi quanto prima al passo con la squadra. Joao fa un passo indietro. «Il rientro col Milan è stato il momento più bello. Sapevo che con tutto il lavoro gli altri momenti positivi sarebbero arrivati. E voglio ricordare anche il giorno in cui ho giocato, durante la sospensione, contro la Fiorentina. Da lì a poco sarebbe arrivato l'esito del tribunale. Ho sofferto moltissimo e ho cercato di non pensare a niente. Ma solo ad aiutare i miei compagni. All'allora mister Lopez ho detto che mi sentivo pronto. La convinzione? Ero preparato a tutto e sapevo che i miei compagni erano con me». Squarci di solidità interiore che fanno il paio con una carriera importante. Il brasiliano di Ipatinga corruga la fronte. Si torna al campionato: «I 15 punti in tredici partite sono importanti. Forse ne avremmo potuto cogliere qualcuno in più. Ma adesso è inutile recriminare, è meglio lavorare e mettere la testa alla prossima contro il Frosinone. Roma e Napoli a seguire? Non serve fasciarci la testa, pensiamo a una gara per volta».
Si ripassa dal ruolo. E da Lucas Castro: «Stava facendo benissimo, abbiamo trovato gli equilibri, teneva palla, recuperava. Contro il Bologna è stato fenomenale. Per non parlare del gol fatto al Chievo. Ci mancherà, lo aspettiamo. Intanto, anche per lui dobbiamo continuare a dare il massimo». La trasferta in Ciociaria merita un approfondimento: «Giocare in casa del Frosinone non sarà semplice. Ma la squadra ha tanta voglia, il mister è bravo e ci sarà da stare attenti. Ma possiamo giocarcela. Con tranquillità e senza avere fretta». La chiusura e sul terzo gol stagionale: «Sì, il gol dell'1-1 con la Juventus mi ha fatto capire che c'ero. Ed ero di nuovo io».
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