Giochi del 2026: Malagò teme il “fuoco amico”
La candidatura di Milano-Cortina è forte ma il Coni chiede il sostegno convinto del Governo
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. «Il mio ottimismo è forte, ma solo se non ci sarà fuoco amico. Auguriamoci che fino a giugno non si creino destabilizzazioni». Giovanni Malagò, fresco di ritorno da Tokyo dove la settimana scorsa con il sindaco Giuseppe Sala e il governatore Luca Zaia ha presentato all'assemblea dell'Anoc (Associazione dei comitati olimpici mondiali) la candidatura di Milano-Cortina ai giochi olimpici invernali del 2026, tiene ancora a mente l'epilogo di Roma, stoppata dal 'no’ di Virginia Raggi alla candidatura ai giochi del 2024.
E parla ancora una volta di «fuoco amico», una «specialità tutta nostra» specifica Malagò, ricordando che «molte volte per cause interne non abbiamo potuto utilizzare al meglio le potenzialità che aveva il Paese. Si dovrebbe remare tutti dalla stessa parte e magari invece qualcuno fa finta di remare e non lo fa. E questo non ci aiuta. Mi auguro che questa volta non avvenga». Un concetto che aveva coniato già dall'ultima candidatura fatta naufragare dai Cinque stelle romani e che suona ancora attualissimo. «La candidatura - ha aggiunto il capo dello sport Italiano intervenuto al XVIII forum del Comitato Leonardo al Salone d'Onore del Coni - penso sia molto forte e ce la giocheremo fino a giugno, ma ogni elemento che alteri gli equilibri può modificare le opinioni dei miei colleghi al Cio. L'Olimpiade sarà importante anche per creare posti di lavoro e indotto».
Un messaggio anche all'altra sponda del governo, quella targata Lega, e al sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, l'interlocutore principale del Coni sul fronte della riforma dello sport contenuta nella bozza di manovra all'esame della Camera e che vede coinvolto anche il Comitato olimpico nazionale italiano con la prevista nascita di un nuovo ente denominato 'Sport e Salute’ in sostituzione dell'attuale Coni Servizi. Lo stesso Malagò, in occasione della recente visita a Roma del numero uno del Cio, Thomas Bach, aveva detto chiaramente: «Un Coni indebolito mette a rischio anche la candidatura di Milano e Cortina».
E parla ancora una volta di «fuoco amico», una «specialità tutta nostra» specifica Malagò, ricordando che «molte volte per cause interne non abbiamo potuto utilizzare al meglio le potenzialità che aveva il Paese. Si dovrebbe remare tutti dalla stessa parte e magari invece qualcuno fa finta di remare e non lo fa. E questo non ci aiuta. Mi auguro che questa volta non avvenga». Un concetto che aveva coniato già dall'ultima candidatura fatta naufragare dai Cinque stelle romani e che suona ancora attualissimo. «La candidatura - ha aggiunto il capo dello sport Italiano intervenuto al XVIII forum del Comitato Leonardo al Salone d'Onore del Coni - penso sia molto forte e ce la giocheremo fino a giugno, ma ogni elemento che alteri gli equilibri può modificare le opinioni dei miei colleghi al Cio. L'Olimpiade sarà importante anche per creare posti di lavoro e indotto».
Un messaggio anche all'altra sponda del governo, quella targata Lega, e al sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, l'interlocutore principale del Coni sul fronte della riforma dello sport contenuta nella bozza di manovra all'esame della Camera e che vede coinvolto anche il Comitato olimpico nazionale italiano con la prevista nascita di un nuovo ente denominato 'Sport e Salute’ in sostituzione dell'attuale Coni Servizi. Lo stesso Malagò, in occasione della recente visita a Roma del numero uno del Cio, Thomas Bach, aveva detto chiaramente: «Un Coni indebolito mette a rischio anche la candidatura di Milano e Cortina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google