Il Cagliari ha un’arma in più: i gol di Sau
di Roberto Muretto
L’attaccante si è sbloccato dopo 10 mesi di digiuno: «Abbiamo dimostrato di essere una squadra che non molla mai»
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INVIATO A CAGLIARI. L’ultimo gol lo ha firmato a Cagliari, contro la Spal, nello scorso campionato. Era il 4 febbraio del 2018. Dieci mesi di digiuno che per un attaccante rappresentano un’eternità. Marco Sau ha atteso questo momento in silenzio, poi ha scaricato tutta l’adrenalina accumulata con una corsa verso la curva Sud ed è stato sommerso dall’abbraccio dei compagni. “Pattolino” non è espansivo, ha un carattere chiuso, come quello dei barbarcini doc, le parole bisogna tiragliele fuori con le pinze. «Il gol mi manca è normale», ha detto più volte. Ma come ha davvero vissuto il lungo periodo senza segnare lo sa soltanto lui. «Lo dedico a Davide Astori», le poche parole dette a fine partita. Un ricordo speciale per l’ex compagno di squadra ( morto nel sonno il 4 marzo scorso quando era in ritiro con la Fiorentina a Udine) al quale era legato da un sincero rapporto di amicizia.
Critiche. Spesso è stato nel mirino. È stato addirittura detto che era cominciata la sua parabola discendente. Marco ha incassato senza reagire, sperando di smentire sul campo parole che in qualche modo lo hanno ferito. Maran in questa stagione gli ha concesso tante opportunità, ma per un motivo o per un altro, le ha sfruttate a metà. Inutile fare giri di parole, se l’attaccante non fa gol, spesso la sua prestazione viene giudicata negativamente.
Cessione. L’ex direttore sportivo Stefano Capozucca, ora collaboratore di mercato del Frosinone, ha svelato che la scorsa estate ha provato ad acquistare Sau. C’è stato un momento nel quale il Cagliari ha preso in considerazione l’idea di fare cambiare aria al giocatore, ma è stato Maran a mettere il veto. «È un ragazzo che stimo - ha detto il mister - sono davvero felice che abbia segnato lui. Se lo merita per la professionalità e la serietà con le quali si allena». Il gol alla Roma può essere la svolta per Sau. Può cambiare il senso di una stagione che finora gli ha regalato poche soddisfazioni. Non si è dimenticato come si segna, ha un po’ modificato il suo modo di stare in campo, mostrando capacità nel cucire il gioco, perdendo confidenza con la porta. Ma da adesso tutto può cambiare nuovamente. La certezza è che il Cagliari ha un’arma in più e può essere letale. Naturalmente per gli avversari.
Parole. «Anche in altre gare abbiamo dimostrato che il carattere non ci manca, rimontando situazioni complicate. Questo risultato ci darà la carica per le prossime partite. Da qui alla fine del girone di andata siamo attesi da impegni severi, che giocheremo consapevoli di poter fare bene». Le considerazioni di Sau finiscono qui. Anche perchè a fine gara, considerata la tensione, la società ha deciso di mandare davanti ai microfoni solo il ds Carli.
Futuro. A gennaio riapre il mercato. Ma se fino a un paio di settimane fa si poteva inserire Marco Sau nella lista dei possibili partenti, ora è certo che non si muoverà dal Cagliari. Per sua volontà e per scelta dell’allenatore che vuole rilanciarlo e dimostrare quanto può essere utile alla causa rossoblù. Sau può giocare da seconda punta ma anche tra le linee e la sua rapidità di esecuzione può fare male alle difese avversarie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Critiche. Spesso è stato nel mirino. È stato addirittura detto che era cominciata la sua parabola discendente. Marco ha incassato senza reagire, sperando di smentire sul campo parole che in qualche modo lo hanno ferito. Maran in questa stagione gli ha concesso tante opportunità, ma per un motivo o per un altro, le ha sfruttate a metà. Inutile fare giri di parole, se l’attaccante non fa gol, spesso la sua prestazione viene giudicata negativamente.
Cessione. L’ex direttore sportivo Stefano Capozucca, ora collaboratore di mercato del Frosinone, ha svelato che la scorsa estate ha provato ad acquistare Sau. C’è stato un momento nel quale il Cagliari ha preso in considerazione l’idea di fare cambiare aria al giocatore, ma è stato Maran a mettere il veto. «È un ragazzo che stimo - ha detto il mister - sono davvero felice che abbia segnato lui. Se lo merita per la professionalità e la serietà con le quali si allena». Il gol alla Roma può essere la svolta per Sau. Può cambiare il senso di una stagione che finora gli ha regalato poche soddisfazioni. Non si è dimenticato come si segna, ha un po’ modificato il suo modo di stare in campo, mostrando capacità nel cucire il gioco, perdendo confidenza con la porta. Ma da adesso tutto può cambiare nuovamente. La certezza è che il Cagliari ha un’arma in più e può essere letale. Naturalmente per gli avversari.
Parole. «Anche in altre gare abbiamo dimostrato che il carattere non ci manca, rimontando situazioni complicate. Questo risultato ci darà la carica per le prossime partite. Da qui alla fine del girone di andata siamo attesi da impegni severi, che giocheremo consapevoli di poter fare bene». Le considerazioni di Sau finiscono qui. Anche perchè a fine gara, considerata la tensione, la società ha deciso di mandare davanti ai microfoni solo il ds Carli.
Futuro. A gennaio riapre il mercato. Ma se fino a un paio di settimane fa si poteva inserire Marco Sau nella lista dei possibili partenti, ora è certo che non si muoverà dal Cagliari. Per sua volontà e per scelta dell’allenatore che vuole rilanciarlo e dimostrare quanto può essere utile alla causa rossoblù. Sau può giocare da seconda punta ma anche tra le linee e la sua rapidità di esecuzione può fare male alle difese avversarie.
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