Lo United ha licenziato l’ex Special One
Inevitabile epilogo di un amore mai sbocciato. A Mourinho 20 milioni di euro
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LONDRA. L'inevitabile epilogo di una stagione caotica, la peggiore finora degli ultimi 28 anni: era ormai diventata insostenibile la presenza di José Mourinho all'Old Trafford. In due anni e mezzo il manager portoghese ha avuto modo di scontrarsi con tutte le componenti del Manchester United, dai giocatori ai dirigenti, dagli ex campioni fino ai tifosi.
A Manchester, Mou ha sempre vissuto come un ospite non gradito. Non è un caso che abitasse in una suite di un albergo in centro, rifiutandosi di trasferirsi con tutta la famiglia, rimasta a vivere a Londra. Arrivato nel maggio 2016 per riportare lustro allo United, Mou se ne va dopo aver vinto una Coppa di Lega e una Europa League. L'esperienza più modesta, a livello di trofei, di tutta la sua carriera. Decisamente più ricca la lista degli scontri dialettici, tra accuse e incomprensioni con l'ambiente. Non si è mai sentito amato, come gli era capitato altrove, e probabilmente neppure compreso. Perché se ha sempre criticato i dirigenti dello United per non averlo assecondato nelle richieste di mercato, l'investimento di 450 milioni di euro, per 11 giocatori, sotto la sua gestione, rappresenta un gigantesco esempio di incomprensione. Estesa poi nei rapporti, spesso burrascosi, con alcune stelle dello spogliatoio.
Una su tutte, Paul Pogba, che pochi minuti dopo l'esonero ha postato su Instagram un suo primo piano con ghigno, invitando i followers ad inserire la didascalia. Un'uscita intempestiva, e subito cancellata. Il licenziamento costerà, allo United una cifra attorno ai 20 milioni di euro, considerato che il contratto di Mou, rinnovato solo lo scorso gennaio, ha scadenza 2020. Sarà con ogni probabilità Michael Carrick, già assistente di Mourinho, il traghettatore fino al termine della stagion. Poi si ripartirà da un nuovo nome: Pochettino, Simeone e Zidane, il favorito per i bookmakers.
A Manchester, Mou ha sempre vissuto come un ospite non gradito. Non è un caso che abitasse in una suite di un albergo in centro, rifiutandosi di trasferirsi con tutta la famiglia, rimasta a vivere a Londra. Arrivato nel maggio 2016 per riportare lustro allo United, Mou se ne va dopo aver vinto una Coppa di Lega e una Europa League. L'esperienza più modesta, a livello di trofei, di tutta la sua carriera. Decisamente più ricca la lista degli scontri dialettici, tra accuse e incomprensioni con l'ambiente. Non si è mai sentito amato, come gli era capitato altrove, e probabilmente neppure compreso. Perché se ha sempre criticato i dirigenti dello United per non averlo assecondato nelle richieste di mercato, l'investimento di 450 milioni di euro, per 11 giocatori, sotto la sua gestione, rappresenta un gigantesco esempio di incomprensione. Estesa poi nei rapporti, spesso burrascosi, con alcune stelle dello spogliatoio.
Una su tutte, Paul Pogba, che pochi minuti dopo l'esonero ha postato su Instagram un suo primo piano con ghigno, invitando i followers ad inserire la didascalia. Un'uscita intempestiva, e subito cancellata. Il licenziamento costerà, allo United una cifra attorno ai 20 milioni di euro, considerato che il contratto di Mou, rinnovato solo lo scorso gennaio, ha scadenza 2020. Sarà con ogni probabilità Michael Carrick, già assistente di Mourinho, il traghettatore fino al termine della stagion. Poi si ripartirà da un nuovo nome: Pochettino, Simeone e Zidane, il favorito per i bookmakers.
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