la crisi del milan
Giampaolo resta ma è una fiducia a tempo
MILANO. Legato a un filo, ma Marco Giampaolo non molla la panchina del Milan. E incassa anche una nuova mezza fiducia da Paolo Maldini, che ha voluto difendere il tecnico nonostante la sconfitta con...
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MILANO. Legato a un filo, ma Marco Giampaolo non molla la panchina del Milan. E incassa anche una nuova mezza fiducia da Paolo Maldini, che ha voluto difendere il tecnico nonostante la sconfitta con la Fiorentina. Mezza fiducia, perché il direttore tecnico rossonero ha anche sottolineato i problemi della squadra: «L'allenatore è stata una scelta condivisa tra area tecnica e società - le parole di Maldini -. Noi lo difenderemo sempre, è giusto dargli tempo. Sapevamo quali potevano essere i problemi, ma pensavamo di fare meglio perché quattro sconfitte in sei gare e la qualità del gioco non è soddisfacente».
Come uscire dalle difficoltà? «Attraverso il lavoro», l'opinione di Maldini. «I giocatori devono fare autocritica, così come noi, almeno finché la leadership dell'allenatore non si fa sentire chiaramente. Le responsabilità vanno condivise. Di certo preoccupa l'involuzione vista da Torino a oggi, ma sappiamo che anche le situazioni più nere si possono ribaltare in un secondo. Forse dipende proprio da San Siro, molti dei nostri ci hanno giocato poco e il blasone di questo club qui rende la maglia molto pesante».
Dal canto suo, Giampaolo allontana l'ipotesi dimissioni. «Se ho mai pensato a dimettermi? No», ha tagliato secco Giampaolo. «Mi assumo le mie responsabilità da allenatore ma vado avanti perché sono convinto delle mie idee - le parole del tecnico -. La squadra è sembrata essersi ritrovata a San Siro come se non avesse mai giocato insieme, il dovere di vincere ha pesato nei muscoli e nella testa. La contestazione dei tifosi? I tifosi del Milan muoiono per la maglia e hanno giustamente manifestato il loro disappunto».
Come uscire dalle difficoltà? «Attraverso il lavoro», l'opinione di Maldini. «I giocatori devono fare autocritica, così come noi, almeno finché la leadership dell'allenatore non si fa sentire chiaramente. Le responsabilità vanno condivise. Di certo preoccupa l'involuzione vista da Torino a oggi, ma sappiamo che anche le situazioni più nere si possono ribaltare in un secondo. Forse dipende proprio da San Siro, molti dei nostri ci hanno giocato poco e il blasone di questo club qui rende la maglia molto pesante».
Dal canto suo, Giampaolo allontana l'ipotesi dimissioni. «Se ho mai pensato a dimettermi? No», ha tagliato secco Giampaolo. «Mi assumo le mie responsabilità da allenatore ma vado avanti perché sono convinto delle mie idee - le parole del tecnico -. La squadra è sembrata essersi ritrovata a San Siro come se non avesse mai giocato insieme, il dovere di vincere ha pesato nei muscoli e nella testa. La contestazione dei tifosi? I tifosi del Milan muoiono per la maglia e hanno giustamente manifestato il loro disappunto».
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