«L’Olbia è un bel gruppo e a Pistoia si confermerà»
di Paolo Ardovino
Serie C. Domani i bianchi sul campo dei toscani, il tecnico Filippi è fiducioso «Stiamo giocando un bel calcio, è arrivato il momento di raccogliere i frutti»
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OLBIA. «E’ il collettivo che risolve i problemi del singolo, non il contrario»: con questo spirito Filippi ribadisce un concetto che aleggia di continuo in questi giorni. La scorsa settimana ci aveva pensato lui a tirarlo fuori, dopo la gara col Como si è fatto sentire in proposito il presidente, e ora è di nuovo l’allenatore a calcare la mano. L’Olbia deve puntare sul gruppo. «Un gruppo che ha l’obbligo morale di migliorarsi ogni giorno». Il pareggio dello scorso turno ha portato fiducia, e ora serve dare continuità nella trasferta con la Pistoiese.
Visto il compleanno di qualche giorno fa, Michele Filippi potrebbe chiedere ai suoi un regalo: «Chiedo sempre impegno e applicazione, che i ragazzi mi garantiscono continuamente. Si tratta di ripartire dalle difficoltà superate nella partita col Como, non era scontato riuscire ad avere una reazione». Nella conferenza di presentazione, il tecnico torna sulle frasi del presidente, e le parafrasa: «è vero che in questa il singolo non fa la differenza - così Filippi –, e soprattutto gioca chi ogni settimana ha dato il cento per cento».
Più che le analisi sulla Pistoiese, abbondano i giudizi sulla sua Olbia: «A mio avviso siamo una squadra che esprime un volume di gioco migliore rispetto allo scorso anno, un gioco più corale e lo dicono anche i marcatori». Dunque, come si batte la Pistoiese? «Facendo l’Olbia, mettendo in campo la nostra identità e senza tralasciare nulla».
Infine l’ultima parentesi è per il reparto arretrato. Negli individuali, la difesa ha comunque offerto prestazioni più che sufficienti: Pisano è spesso tra i migliori, Pitzalis, chiamato subito a prendere il posto di Cotali, non lo sta facendo rimpiangere, la coppia centrale ha l’alibi del nuovo arrivo di Gozzi e di un’intesa da perfezionare. Ma Filippi sposta l’attenzione dai soli difensori: «Non c’è mai solo il coinvolgimento della linea difensiva. Il quartetto dietro è cambiato rispetto agli ultimi anni» e i troppi gol presi sono la somma tra «errori individuali ed episodi».
Visto il compleanno di qualche giorno fa, Michele Filippi potrebbe chiedere ai suoi un regalo: «Chiedo sempre impegno e applicazione, che i ragazzi mi garantiscono continuamente. Si tratta di ripartire dalle difficoltà superate nella partita col Como, non era scontato riuscire ad avere una reazione». Nella conferenza di presentazione, il tecnico torna sulle frasi del presidente, e le parafrasa: «è vero che in questa il singolo non fa la differenza - così Filippi –, e soprattutto gioca chi ogni settimana ha dato il cento per cento».
Più che le analisi sulla Pistoiese, abbondano i giudizi sulla sua Olbia: «A mio avviso siamo una squadra che esprime un volume di gioco migliore rispetto allo scorso anno, un gioco più corale e lo dicono anche i marcatori». Dunque, come si batte la Pistoiese? «Facendo l’Olbia, mettendo in campo la nostra identità e senza tralasciare nulla».
Infine l’ultima parentesi è per il reparto arretrato. Negli individuali, la difesa ha comunque offerto prestazioni più che sufficienti: Pisano è spesso tra i migliori, Pitzalis, chiamato subito a prendere il posto di Cotali, non lo sta facendo rimpiangere, la coppia centrale ha l’alibi del nuovo arrivo di Gozzi e di un’intesa da perfezionare. Ma Filippi sposta l’attenzione dai soli difensori: «Non c’è mai solo il coinvolgimento della linea difensiva. Il quartetto dietro è cambiato rispetto agli ultimi anni» e i troppi gol presi sono la somma tra «errori individuali ed episodi».
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