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L’Olbia non riesce a decollare Lella: «I risultati arriveranno»

OLBIA. Ecco, ci risiamo. Per la quinta volta in otto partite. È stato un altro lunedì di riflessioni, di ripresa dopo un ko, stavolta in casa della Pistoiese. L’Olbia dei ragazzi terribili sta...

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OLBIA. Ecco, ci risiamo. Per la quinta volta in otto partite. È stato un altro lunedì di riflessioni, di ripresa dopo un ko, stavolta in casa della Pistoiese. L’Olbia dei ragazzi terribili sta diventando l’Olbia dei talenti nascosti. Per arrivare alla vittoria sembra volerci molto altro, in un discorso che supera le congetture tattiche e, almeno stavolta, risparmia dai riflettori le scelte tecniche e le valutazioni dell’allenatore.

Era chiaro sin dall’inizio che definire questa «la squadra migliore» della gestione Marino, parole che il patron usò invece per commentare la rosa dello scorso anno, era lontano dalla realtà. La squadra si è privata di nomi importanti come Ragatzu, o diventati importanti proprio nell’Olbia, come Pinna, Cotali, Bellodi, persino Ceter. Tuttavia, i profili arrivati quest’estate non lasciavano spazio a rimpianti. Giocatori come Lella, Doratiotto e Verde sono giunti in Gallura come la crème della primavera del Cagliari, e invece collezionano prestazioni nella norma, senza lode e (a volte) senza infamia. In più pesano alcune colpevoli assenze tra i “big” riconfermati, Vallocchia e Muroni un anno fa sembravano già pronti per palchi illustri. Oggi fanno fatica ad emergere tanto quando davanti ci sono avversari di prim’ordine quanto nei casi in cui dovrebbe essere l’Olbia a fare la voce grossa.

«Ho visto un’ottima partita, nei contenuti e a livello caratteriale la squadra ha giocato bene»: le parole di Nunzio Lella sono invece positive, ma il punto dolente dell’Olbia sta proprio qui. Non è il «bel gioco» a mancare, quanto i risultati. Quest’anno i bianchi sono notevolmente ridimensionati, la parola playoff non è stata così lontana neanche il primo anno di serie C. Ma sette punti in otto partite sono un campanello d’allarme anche per una realtà che lotta per la mera salvezza. «Ne abbiamo parlato in gruppo – assicura il centrocampista ex Bari –, dobbiamo responsabilizzarci di più in campo, prendiamo gol per disattenzioni, ci manca quel tassello in più per prenderci la vittoria»: è questo l’autodafé, tuttavia neanche troppo severo, che Lella rivolge a sé e ai compagni. E si dimostrerà sicuro delle potenzialità del gruppo, ripetendo più volte che «ci mancano solo i tre punti, sappiamo di essere una squadra forte e i risultati arriveranno»: una convinzione o una speranza? Attorno a questo interrogativo si muoveranno le prossime partite.

Paolo Ardovino

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