panchine roventi
Pioli al Milan firma un biennale, Gattuso dice no alla Sampdoria
MILANO. Fronte compatto. Gazidis, Boban, Maldini e Massara ai lati, Stefano Pioli al centro. Un modo per metterci tutti insieme la faccia, prendendosi le proprie responsabilità, e simboleggiare una...
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MILANO. Fronte compatto. Gazidis, Boban, Maldini e Massara ai lati, Stefano Pioli al centro. Un modo per metterci tutti insieme la faccia, prendendosi le proprie responsabilità, e simboleggiare una scelta condivisa, di cui tutti saranno responsabili agli occhi di tifosi inferociti e della proprietà che - un anno e mezzo fa - ha salvato il club dallo spettro della Serie D. Il progetto di Giampaolo - «un esonero sofferto» - è naufragato in appena tre mesi tra ansie ed incomprensioni, ora toccherà al più adattabile Pioli cercare di portare il Milan in Champions League. Il quarto posto, infatti, è la ragione per cui i dirigenti hanno preferito cambiare così rapidamente la guida tecnica e non aspettare altro tempo. «La Champions dista solo 4 punti», nota Gazidis. «Vogliamo essere protagonisti, non possiamo sprecare la stagione, possiamo ancora svoltare e questo non è un azzardo», rimarca Maldini.
E Pioli accetta il mandato, con un contratto di durata biennale ma con uscita unilaterale a favore del Milan - dietro penale - a fine stagione in caso di mancato ingresso in Europa: «dobbiamo lottare per un posto in Champions». Per lui poca filosofia, molto pragmatismo. E uno slogan forte per una nuova era: «Vincere». Non conta altro. A Pioli non interessa se «a testa alta o a testa bassa» - con un riferimento ovvio al motto del predecessore, Marco Giampaolo -, il Milan ha la necessità e l'obbligo di fare tanti punti: «Voglio idee, intensità e la giusta spregiudicatezza».
Intanto resta in alto mare il nuovo allenatore della Sampdoria. La squadra è stata affidata a Palumbo. Rino Gattuso avrebbe detto no alla proposta del presidente Ferrero che ha detto: «Non devo convincere nessuno».
E Pioli accetta il mandato, con un contratto di durata biennale ma con uscita unilaterale a favore del Milan - dietro penale - a fine stagione in caso di mancato ingresso in Europa: «dobbiamo lottare per un posto in Champions». Per lui poca filosofia, molto pragmatismo. E uno slogan forte per una nuova era: «Vincere». Non conta altro. A Pioli non interessa se «a testa alta o a testa bassa» - con un riferimento ovvio al motto del predecessore, Marco Giampaolo -, il Milan ha la necessità e l'obbligo di fare tanti punti: «Voglio idee, intensità e la giusta spregiudicatezza».
Intanto resta in alto mare il nuovo allenatore della Sampdoria. La squadra è stata affidata a Palumbo. Rino Gattuso avrebbe detto no alla proposta del presidente Ferrero che ha detto: «Non devo convincere nessuno».
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