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«Un posto in Europa non è una chimera Cagliari, provaci»

di Roberto Muretto
«Un posto in Europa non è una chimera Cagliari, provaci»

L’ex attaccante Franco Selvaggi incoraggia i rossoblù  «Non è un’impresa semplice ma nemmeno impossibile»

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CAGLIARI. È uno dei protagonisti della cavalcata che ha consentito al Cagliari nella campionato 1980-81 di chiudere al sesto posto con 30 punti. Franco Selvaggi, che l’anno prima aveva segnato 12 gol, in quella torneo è stato il bomber dei rossoblù realizzando 8 reti in un torneo a sedici squadre con due punti in palio per la vittoria.

Adesso arrivare sesti garantisce un posto in Europa Legue, il Cagliari può sognare?

«Secondo me ha le potenzialità per riuscire nell’impresa. Con questo non dico che ce la farà sicuramente, però non è un sogno irrealizzabile».

Lei è ottimista?

«Bisogna esserlo nello sport. I rossoblù hanno una squadra con un centrocampo di primissima qualità. Nainggolan rappresenta un valore aggiunto».

Ma forse in attacco non c’è altrettanta abbondanza.

«Sono d’accordo ma l’infortunio di Pavoletti è stato una mazzata. Con Simeone, giocatore che mi piace tanto, avrebbe formato una bella coppia. Simile a me e Gigi Piras che ci completavamo a vicenda. Anche se quell’anno giocavamo col tridente, il terzo attaccante era Virdis. Joao Pedro sta facendo bene, Cerri ha avuto delle chance ma non le ha sapute sfruttare. Spero cresca».

Ai vostri tempi ogni anno partivano i giocatori migliori, Giulini quest’anno ha fatto grandi investimenti.

«Credo che nessuno possa muovergli delle critiche, ha speso tantissimo per una società come il Cagliari. In Sardegna non è facile fare calcio ad alto livello. Ha venduto Barella, che considero un centrocampista completo, ma quei soldi li ha rimessi in circolazione. È giusto che adesso pretenda dei risultati».

Sente ancora i vecchi compagni di squadra?

«Con Brugnera ci siamo parlati anche qualche giorno fa. Con Gigi Piras il rapporto è costante. Cagliari mi è rimasta nel cuore, fosse stato per mia moglie saremo rimasti a vivere in quella città. Io volevo tornare a Matera. Anche qui si vive bene».

Il Cagliari è stato per lei...

«La società che mi ha lanciato nel calcio che conta. Con la quale ho conquistato la Nazionale. Devo tutto a Gigi Riva, lui è stato importantissimo nella mia carriera, ha creduto nelle qualità che esprimevo. Gli voglio bene e gli sarò grato per sempre. Non è stato soltanto un inarrivabile campione ma anche un grande dirigente».

Dopo Barella qual è l’altro prezzo pregiato del Cagliari?

«Al momento non c’è. Però Cragno è un portiere in crescita, secondo me fortissimo. Peccato per l’infortunio. Sarei felice se qualche altro calciatore sardo facesse una bella carriera. Io ho avuto la fortuna di giocare con Piras e Virdis, avevano lo spirito dei sardi, pronti a dare tutto in campo e con una grande qualità: l’altruismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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