Filippi vuol dire fiducia ma solo per altre due gare
di Paolo Ardovino
Serie C. L’Olbia difende il tecnico e l’ipotesi esonero viene allontanata: per ora Troppo pochi 7 punti in 9 gare, ora servono punti con Gozzano e Albinoleffe
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OLBIA. Ci dovrà fare l’abitudine, Michele Filippi, a vedersi sempre sotto esame. Da qualche partita a questa parte è così. E d’altronde non si può dire che la sua esperienza olbiese, da quando è diventato allenatore la scorsa stagione, non sia travagliata. Lo scorso anno fu cacciato a poche giornate dal via, quando media punti e prestazioni superavano almeno la sufficienza. Bastarono un paio di mesi della gestione Carboni per convincere la società ad affidarsi nuovamente all’ex vice di Mignani e Mereu.
Nuovo anno, nuovi interrogativi su Filippi. I numeri stavolta non sono dalla sua: 7 punti in 9 partite rendono difficile anche pensare a una sicura salvezza.
L'ultima caduta. Domenica, al termine del ko per 0-1 con la Pro Patria, è stato il momento in cui la parola esonero gli è stata più volte affiancata. Il tecnico ha risposto a tono, innalzando un muro forse di certezze, forse di auto-convinzione. «Mi sembra ci sia un fondo comune in queste sconfitte, la squadra gioca e subisce poco ma per quel poco viene punita sempre» il commento sul momento no, che se da una parte riesce a descrivere le precedenti cinque sconfitte, dall’altra appare troppo generoso per quella arrivata nell’ultimo turno.
La fiducia. Più volte l’allenatore parlerà di «ambiente», di un ambiente esterno alla squadra e al gruppo olbiese che, più che andare a braccetto col club, gli rema contro. «Se la società si è esposta vuol dire che l’ha fatto in risposta a chi dice altro», l’intervento del responsabile tecnico Tatti come una conferenza di replica dove, per la seconda volta a distanza di una settimana dalle dichiarazioni del presidente Marino, era stata ribadita la «fiducia all’allenatore».
Giudizi e riflessioni. Tuttavia il Filippi che ha parlato due giorni fa non ha dato sensazioni del tutto positive nei toni. Il tecnico, comunque, ha messo in chiaro la sua opinione: «Io mi sento sempre sotto il giudizio di me stesso e l’allenatore si mette sempre in discussione, dopo una vittoria e dopo una sconfitta. Se avverto il rischio dell’esonero? Non è una riflessione, l’esonero fa parte del gioco, ognuno ha i suoi giudizi e io do ascolto».
Due messaggi velati: in conclusione della conferenza di domenica dirà che «per me i motivi che portano agli esoneri sono due»: se alla società non piace come lavora l’allenatore e se la squadra non fa quanto le viene chiesto. Questo dopo aver evidenziato il fatto che il gruppo lo segua e ci sia un forte legame con i giocatori; e dopo aver spiegato come sulle esclusioni di Vallocchia e Muroni siano state delle sue scelte, appoggiate dalla società. L'ipotesi dell'esonero sembra allontanata ma è ovvio che questi siano giorni decisivi, Filippi è chiamato a risolvere il cubo di Rubik nelle prossime sfide ravvicinate con Gozzano e Albinoleffe.
Nuovo anno, nuovi interrogativi su Filippi. I numeri stavolta non sono dalla sua: 7 punti in 9 partite rendono difficile anche pensare a una sicura salvezza.
L'ultima caduta. Domenica, al termine del ko per 0-1 con la Pro Patria, è stato il momento in cui la parola esonero gli è stata più volte affiancata. Il tecnico ha risposto a tono, innalzando un muro forse di certezze, forse di auto-convinzione. «Mi sembra ci sia un fondo comune in queste sconfitte, la squadra gioca e subisce poco ma per quel poco viene punita sempre» il commento sul momento no, che se da una parte riesce a descrivere le precedenti cinque sconfitte, dall’altra appare troppo generoso per quella arrivata nell’ultimo turno.
La fiducia. Più volte l’allenatore parlerà di «ambiente», di un ambiente esterno alla squadra e al gruppo olbiese che, più che andare a braccetto col club, gli rema contro. «Se la società si è esposta vuol dire che l’ha fatto in risposta a chi dice altro», l’intervento del responsabile tecnico Tatti come una conferenza di replica dove, per la seconda volta a distanza di una settimana dalle dichiarazioni del presidente Marino, era stata ribadita la «fiducia all’allenatore».
Giudizi e riflessioni. Tuttavia il Filippi che ha parlato due giorni fa non ha dato sensazioni del tutto positive nei toni. Il tecnico, comunque, ha messo in chiaro la sua opinione: «Io mi sento sempre sotto il giudizio di me stesso e l’allenatore si mette sempre in discussione, dopo una vittoria e dopo una sconfitta. Se avverto il rischio dell’esonero? Non è una riflessione, l’esonero fa parte del gioco, ognuno ha i suoi giudizi e io do ascolto».
Due messaggi velati: in conclusione della conferenza di domenica dirà che «per me i motivi che portano agli esoneri sono due»: se alla società non piace come lavora l’allenatore e se la squadra non fa quanto le viene chiesto. Questo dopo aver evidenziato il fatto che il gruppo lo segua e ci sia un forte legame con i giocatori; e dopo aver spiegato come sulle esclusioni di Vallocchia e Muroni siano state delle sue scelte, appoggiate dalla società. L'ipotesi dell'esonero sembra allontanata ma è ovvio che questi siano giorni decisivi, Filippi è chiamato a risolvere il cubo di Rubik nelle prossime sfide ravvicinate con Gozzano e Albinoleffe.
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