Italia a caccia di record in Liechtenstein
Già ad Euro 2020 e Mancini oggi cambia molto a partire dal portiere: sarà Sirigu. Obiettivo nove vittorie di fila, come Pozzo
3 MINUTI DI LETTURA
VADUZ. Sarà l'Italia del turn over, ma non una rivoluzione totale. La Nazionale 'verde’ gioca a Vaduz una partita delle qualificazioni europee che non serve per la matematica, visto che gli azzurri sono già ad Euro 2020, ma che Roberto Mancini vuole ugualmente vincere perché «mi piacerebbe arrivare primo nel girone e fare 30 punti per essere testa di serie: è quest'ultimo l'obiettivo più importante e dobbiamo fare il massimo fino alla fine del girone di qualificazione all'Europeo».
Gli interrogativi maggiori sono quelli sulla formazione, visto che il ct ha deciso che i cambiamenti saranno tanti ma non totali, ovvero una formazione con undici giocatori diversi da quelli schierati inizialmente contro la Grecia.
«Penso di cambiare molti giocatori - spiega il ct -. Chi gioca? Sirigu, Belotti, Zaniolo, Izzo o Di Lorenzo, Romagnoli dipende da come sta, uno tra Grifo ed El Shaarawy, più Biraghi. Ma non vorrei cambiarli tutti: si danno cose per scontate, ma io ricordo che squadre blasonate in Coppa sono state eliminate da formazioni di C. Cambiare tutti può creare dei problemi. Mi piacerebbe gratificare chi ha giocato meno ed è sempre rimasto qui, pronto per entrare. Poi vorrei anche arrivare primo e fare 30 punti per essere testa di serie, speriamo di riuscirci».
Una precisazione sul ruolo del centravanti: «Belotti non è una seconda scelta - dice -. Lui e Immobile partono alla pari, sono tutti e due bravi e non cambia molto se gioca l'uno o l'altro. Non c'è una gerarchia per quella maglia». Ma chi sarà confermato: «Jorginho? Vedremo...», si lascia scappare il tecnico.
Che stasera vincendo a Vaduz, contro una rivale che in sette partite ha segnato 2 gol e ne ha incassati 20, raggiungerebbe Vittorio Pozzo, il ct dei Mondiali vinti nel 1934 e nel 1938, che, proprio nel '38, ottenne nove successi consecutivi alla guida degli azzurri. «Cosa provo? Mi manca una partita e due Mondiali - commenta Mancini -. Pozzo è un mito, ed è inutile parlare del niente. ».
Rifiutati i paragoni ingombranti, il tecnico guarda avanti per dire che «a marzo vorrei giocare un paio di amichevoli con nazionali del nostro livello. Trovare squadre aperte e che giocano sarebbe utile, visto che possiamo giocarcela con chiunque». Ma in vista degli Europei cosa si sente di chiedere alla federazione? «I calciatori giocano tantissime partite, ogni tre giorni - risponde -, e capisco che chiedere uno stage sarebbe un sacrificio. Vorrei solo finire il campionato un pò prima ma non è possibile, andiamo avanti così».
«Dire che la guerra fa male a tutti è scontato. Ognuno è libero di pensare come vuole, per me però politica e sport devono restare due mondi separati». Così invece il capitano della nazionale, Leonardo Bonucci, a margine della presentazione della partita di questa sera, sul caso Turchia che sta scuotendo anche il mondo del pallone. «Lo sport è divertimento, unione, esempio e non è corretto che questi due mondi finiscano per mescolarsi», ha ribadito il difensore azzurro nella conferenza stampa alla vigilia di Liechtenstein-Italia.
Queste le probabili formazioni di Liechtenstein-Italia, partita del girone J delle qualificazioni europee che si gioca stasera (ore 20.30) al Rheinpark Stadion di Vaduz:
Liechtenstein (3-4-1-2): B. Buchel; Malin, Kaufamann, Goppel; Rechsteiner, Polverino, M. Buchel, Meier; Hasler; Salnovic, Gubser.
Italia (4-3-3): Sirigu, Di Lorenzo, Bonucci, Izzo, Biraghi, Verratti, Jorginho, Zaniolo, Chiesa, Belotti, El Shaarawy.
Arbitro: Treimanis (Lettonia).
Gli interrogativi maggiori sono quelli sulla formazione, visto che il ct ha deciso che i cambiamenti saranno tanti ma non totali, ovvero una formazione con undici giocatori diversi da quelli schierati inizialmente contro la Grecia.
«Penso di cambiare molti giocatori - spiega il ct -. Chi gioca? Sirigu, Belotti, Zaniolo, Izzo o Di Lorenzo, Romagnoli dipende da come sta, uno tra Grifo ed El Shaarawy, più Biraghi. Ma non vorrei cambiarli tutti: si danno cose per scontate, ma io ricordo che squadre blasonate in Coppa sono state eliminate da formazioni di C. Cambiare tutti può creare dei problemi. Mi piacerebbe gratificare chi ha giocato meno ed è sempre rimasto qui, pronto per entrare. Poi vorrei anche arrivare primo e fare 30 punti per essere testa di serie, speriamo di riuscirci».
Una precisazione sul ruolo del centravanti: «Belotti non è una seconda scelta - dice -. Lui e Immobile partono alla pari, sono tutti e due bravi e non cambia molto se gioca l'uno o l'altro. Non c'è una gerarchia per quella maglia». Ma chi sarà confermato: «Jorginho? Vedremo...», si lascia scappare il tecnico.
Che stasera vincendo a Vaduz, contro una rivale che in sette partite ha segnato 2 gol e ne ha incassati 20, raggiungerebbe Vittorio Pozzo, il ct dei Mondiali vinti nel 1934 e nel 1938, che, proprio nel '38, ottenne nove successi consecutivi alla guida degli azzurri. «Cosa provo? Mi manca una partita e due Mondiali - commenta Mancini -. Pozzo è un mito, ed è inutile parlare del niente. ».
Rifiutati i paragoni ingombranti, il tecnico guarda avanti per dire che «a marzo vorrei giocare un paio di amichevoli con nazionali del nostro livello. Trovare squadre aperte e che giocano sarebbe utile, visto che possiamo giocarcela con chiunque». Ma in vista degli Europei cosa si sente di chiedere alla federazione? «I calciatori giocano tantissime partite, ogni tre giorni - risponde -, e capisco che chiedere uno stage sarebbe un sacrificio. Vorrei solo finire il campionato un pò prima ma non è possibile, andiamo avanti così».
«Dire che la guerra fa male a tutti è scontato. Ognuno è libero di pensare come vuole, per me però politica e sport devono restare due mondi separati». Così invece il capitano della nazionale, Leonardo Bonucci, a margine della presentazione della partita di questa sera, sul caso Turchia che sta scuotendo anche il mondo del pallone. «Lo sport è divertimento, unione, esempio e non è corretto che questi due mondi finiscano per mescolarsi», ha ribadito il difensore azzurro nella conferenza stampa alla vigilia di Liechtenstein-Italia.
Queste le probabili formazioni di Liechtenstein-Italia, partita del girone J delle qualificazioni europee che si gioca stasera (ore 20.30) al Rheinpark Stadion di Vaduz:
Liechtenstein (3-4-1-2): B. Buchel; Malin, Kaufamann, Goppel; Rechsteiner, Polverino, M. Buchel, Meier; Hasler; Salnovic, Gubser.
Italia (4-3-3): Sirigu, Di Lorenzo, Bonucci, Izzo, Biraghi, Verratti, Jorginho, Zaniolo, Chiesa, Belotti, El Shaarawy.
Arbitro: Treimanis (Lettonia).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
