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Crack Palermo, Zamparini nei guai

Crack Palermo, Zamparini nei guai

Ieri la vecchia società è fallita: emergono le irregolarità dell’ex patron

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PALERMO. La pec è arrivata in cancelleria poco dopo le 11. E ha posto fine a una querelle giudiziaria lunga due anni. La società calcistica Us Città di Palermo Spa, già scomparsa dai quadri federali sotto la gestione Arkus Network, è fallita. Lo hanno deciso i giudici dopo un tentativo di concordato finito male segnando la fine dell'era Zamparini. L'ex presidente rosanero, già sotto processo per falsi in bilancio e false comunicazioni sociali, dopo la dichiarazione di insolvenza, rischia l'incriminazione per bancarotta fraudolenta. Il fallimento, dunque, riguarda la vecchia società Rosanero per cui la Procura aveva già chiesto, senza successo, lo stato di insolvenza. La nuova istanza era stata presentata dai pm e dai giocatori. Secondo i giudici «risulta acclarata la sussistenza dello stato di insolvenza tenuto conto delle ingentissime esposizioni debitorie gravanti sulla società».

Il club negli ultimi due anni è stato travolto dalle inchieste della Guardia di finanza che hanno fatto emergere irregolarità nella gestione Zamparini. L'agonia del vecchio Palermo è iniziata nel 2017 con l'avvio delle indagini della procura sulla gestione dei conti del club, soprattutto sulla controversa compravendita del marchio rosanero a una società riconducibile allo stesso Zamparini che aveva di fatto creato una plusvalenza da una quarantina di milioni che sembrava avere rimesso a posto i conti. Un artifizio contabile contestato nella prima istanza di fallimento depositata (novembre del 2017) e respinta a marzo del 2018, perché il tribunale fallimentare decise di non entrare nel merito della questione della compravendita del marchio.

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