Nainggolan e Faragò Cagliari in paradiso
di Roberto Muretto
Due super gol puniscono la Spal, i rossoblù ora sono quinti
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INVIATO A CAGLIARI. Giulini voleva i tre punti. Ed è stato accontentato. Il presidente è andato via dallo stadio felice perchè ha visto una gran bella partita, che i rossoblù hanno interpretato in modo intelligente, cioè senza frenesia, offrendo sprazzi di calcio spettacolo. Il risultato non è mai stato in discussione, la squadra di Maran ha assunto il comando delle operazioni e solo nella parte finale del primo tempo ha rischiato qualcosa. Un'altra prestazione importante a conferma della continua crescita di un gruppo che più passa il tempo, più prende coscienza dei proprio mezzi. I gol di Nainggolan e Faragò hanno firmato un successo che regala il quinto posto in classifica e il sesto risultato utile di fila. Due gol da manuale del calcio. Il primo esalta la tecnica individuale dell'indo-belga, il secondo è il risultato di un'azione che bisognerebbe far vedere e insegnare nelle scuole calcio. Il Cagliari ride ma non si monta la testa. Siamo solo all'ottava giornata, la strada da fare è lunga.
Sorprese. Faragò in campo dall'inizio non se lo aspettava nessuno. I minuti messi nelle gambe nell'amichevole col Pogon, evidentemente sono stati sufficienti per convincere Maran. Il mister rossoblù lo schiera terzino destro, lasciando il giovane Pinna a guardare dalla panchina. L'altra sorpresa è l'esclusione di Nandez a favore di Castro. L'uruguaiano, tornato giovedì dagli impegni con la nazionale, ha bisogno di tirare il fiato. Nainggolan è confermato tra le linee (si alterna con Castro) a supporto dell'ormai affiatata coppia d'attacco Joao Pedro-Simeone. La Spal risponde con un folto centrocampo orchestrato da Valdifiori, le punte sono Petagna e Floccari, giocatori dal fisico possente e da tenere d'occhio. Quello disegnato dal tecnico Semplici è un 3-5-2.
Super gol. Il primo di Nainggolan è da cineteca. Stop di petto e calcio di controbalzo con il pallone che si infila sotto la traversa. Per poco non viene giù lo stadio. Quasi un minuto di applausi per il centrocampista che si fa i complimenti da solo perchè si accorge di essersi reso protagonista di una giocata da manuale del calcio. Il Cagliari sblocca la partita subito e la mette sul binario giusto, continuando comunque a mantenere il pallino del gioco contro un avversario che ha qualità e al quale non puoi lasciare spazi.
Fisicità. Il Cagliari nella parte finale del primo tempo soffre i chili dei ferraresi, pericolosi soprattutto sulle palle inattive. Olsen deve superarsi su un colpo di testa da due passi di Petagna. La Spal è tutt'altro che domata, è una squadra viva, della quale bisogna diffidare. Maran lo capisce e invita i suoi ad alzare il livello del pressing. I rossoblù trovano spazi per ripartire in velocità ma non riescono a concretizzare, l'ultimo passaggio spesso è sbagliato.
Dall'Argentina all'Uruguay. Nell'intervallo Castro resta negli spogliatoi. Al suo posto Nandez che dopo pochi secondi mette Nainggolan (successivamente fermato solo dal palo) nella condizione di battere in porta senza opposizione. Il centrocampista è scatenato, è il padrone della fascia destra che aggredisce con la cattiveria di una belva ferita. Il raddoppio del Cagliari è merito di Faragò che ruba palla in pressing a Floccari, scambia con Simeone e poi batte Berisha. Un'ovazione anche per lui (in gol dopo sei mesi), che vede la luce dopo un lungo periodo buio. A 20' dalla fine Maran concede la passerella a Nainggolan che lascia il posto a Ionita. Lo stadio si spella le mani dagli applausi. Stessa cosa quando Faragò lascia il posto a Klavan. Non succede altro. Il Cagliari esce dal campo col sorriso per una classifica che fa davvero piacere guardare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sorprese. Faragò in campo dall'inizio non se lo aspettava nessuno. I minuti messi nelle gambe nell'amichevole col Pogon, evidentemente sono stati sufficienti per convincere Maran. Il mister rossoblù lo schiera terzino destro, lasciando il giovane Pinna a guardare dalla panchina. L'altra sorpresa è l'esclusione di Nandez a favore di Castro. L'uruguaiano, tornato giovedì dagli impegni con la nazionale, ha bisogno di tirare il fiato. Nainggolan è confermato tra le linee (si alterna con Castro) a supporto dell'ormai affiatata coppia d'attacco Joao Pedro-Simeone. La Spal risponde con un folto centrocampo orchestrato da Valdifiori, le punte sono Petagna e Floccari, giocatori dal fisico possente e da tenere d'occhio. Quello disegnato dal tecnico Semplici è un 3-5-2.
Super gol. Il primo di Nainggolan è da cineteca. Stop di petto e calcio di controbalzo con il pallone che si infila sotto la traversa. Per poco non viene giù lo stadio. Quasi un minuto di applausi per il centrocampista che si fa i complimenti da solo perchè si accorge di essersi reso protagonista di una giocata da manuale del calcio. Il Cagliari sblocca la partita subito e la mette sul binario giusto, continuando comunque a mantenere il pallino del gioco contro un avversario che ha qualità e al quale non puoi lasciare spazi.
Fisicità. Il Cagliari nella parte finale del primo tempo soffre i chili dei ferraresi, pericolosi soprattutto sulle palle inattive. Olsen deve superarsi su un colpo di testa da due passi di Petagna. La Spal è tutt'altro che domata, è una squadra viva, della quale bisogna diffidare. Maran lo capisce e invita i suoi ad alzare il livello del pressing. I rossoblù trovano spazi per ripartire in velocità ma non riescono a concretizzare, l'ultimo passaggio spesso è sbagliato.
Dall'Argentina all'Uruguay. Nell'intervallo Castro resta negli spogliatoi. Al suo posto Nandez che dopo pochi secondi mette Nainggolan (successivamente fermato solo dal palo) nella condizione di battere in porta senza opposizione. Il centrocampista è scatenato, è il padrone della fascia destra che aggredisce con la cattiveria di una belva ferita. Il raddoppio del Cagliari è merito di Faragò che ruba palla in pressing a Floccari, scambia con Simeone e poi batte Berisha. Un'ovazione anche per lui (in gol dopo sei mesi), che vede la luce dopo un lungo periodo buio. A 20' dalla fine Maran concede la passerella a Nainggolan che lascia il posto a Ionita. Lo stadio si spella le mani dagli applausi. Stessa cosa quando Faragò lascia il posto a Klavan. Non succede altro. Il Cagliari esce dal campo col sorriso per una classifica che fa davvero piacere guardare.
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