Che fascino il calcio sardo, romanzo di Cappai e Spada

Nunzio Falco prima di diventare allenatore è stato un "rapace" e prolifico attaccante

In A Mancini non ha mai allenato Destro, nell’isola Testa e Concas fanno coppia Viaggio fra le distinte delle formazioni dilettantistiche, giochi di parole e ironia

SASSARI. Al ct azzurrro Mancini la voglia di osare non manca, e lo ha dimostrato. Però il Mancio non ha mai convocato Destro. Sordo e Mutu non sono mai stati compagni di squadra e allora qualcosa non torna se la diagonale la fa Quadrado, se Lasagna e Maccarone restano a digiuno di gol perché non c'è Pepe a servirli, prima di Pesce, Però consola che fra Conte, Signori e Marchesi la nobiltà del calcio riesca a sorridere anche in tempi di Magro. Si sarà anche un po' Rincon-Ionita (copyright Corsport), ma la serie A diverte ancora. Mai però quanto i campionati dilettantistici sardi.

Fantasia, fantasista ora all'Ossese

Nell'isola gli agganci per sorridere e giocare con le parole oltre che con il pallone non mancano, per personalità e inventiva. Riferiti alla stagione scorsa, si giostra fra Annibale (Sulcis United) e Guttuso (Club San Paolo). Gente tosta, la gente sarda. Che squadrone con Mura (Atl. Uri) Granitzio e Demuru (Andromeda), Sassu del Bonorva e Mastio (Tuttavista). Difesa invalicabile e centrocampo prezioso e roccioso con Doro (Li Punti), Argentero (Calagonone) e Carboni (Li Punti). Il punto debole può sembrare Lalatta (Atl. Cagliari), ma è un all around, adattabile. Squadre di sostanza e di carattere, in Sardegna. Squadre di Ziganti ((Atl. Maddalena) e Fabbri (S.Teresa), ma ....

Nella formazione ideale di ogni tecnico isolano non possono mancare come titolari fissi Forma (Borore), Fantasia (Atl. Uri, ora Ossese), Marcangeli (che mastino quello dell'Abbasanta), Affidato (Aidomaggiore), Pigliacampo (Cus Cagliari) e Lotta (Sanverese). In difesa Ribatti (Ferrini), Grosso (La Palma), Valente (Sogma) e soprattutto Sansone (Aritzo). Davanti, Glorioso (Stintino) e all'ala Curridori (Isola S. Antioco). Ma a decidere i match saranno soprattutto Affidato (Aidomaggiore), Vinci (Santa Teresa) e l'arma segreta: Culeddu del Bultei.

Il calcio sardo langue ma non dorme, e punta sui suoi virgulti. Tanti giovani (Ragatzu su tutti) germogliano e fanno da esempio. Nella linea verde sono da seguire Agri (Stintino), Foglia (Atl. Narcao), Ortu (Villanovaforru) e Germino (Narboliese). C’è tutto un Campus (Abbasanta) che cresce fra Faggio (Caniga), Foresti (Trinità), e Olmetto (Atl. Uri) già al top in attesa che mettano radici Campesi (Oschirese), Foglianu (Arborea) e Cardone (Stintino), con Muscu (Seulo) che indica il nord della vittoria. Una vittoria nell'arena guidata da Toro (Arbus), capitano di un team che contempla Vitellino (Orrolese) e Vitiello (Palau), Boe del Mores e Vacca come allenatore. Nella bella fattoria del pallone sardo anche Maiali (Ossese), Porcu (Monastir), Porcedda (Gialeto), Porcheri (Anela) con Capra (Atl. Uri), Capraro (CR Arborea) Angioni (S.Elena) e Pastore (Sorso). Craba di Oristano non può astenersi dall'arbitrare.

Il giovane... Ragatzu, ora tornato in A con il Cagliari


C'è però anche l’altra faccia della medaglia, fra la polvere sollevata in campo dai giocatori e il goccino di vermentino antigelo in tribuna: è da retrocessione una formazione composta da Grasso (Cus Cagliari), Avaro (Arbus), Piccinnu (P.Rotondo), Carente (Benetutti), Lisci (Olimpia Arbus), Piccolo (Atl. La Mddalena), Stenta (Trinità), Piano (Pgs Audax), e ancora Simula (Sprint), Scordo (Jupiter) e Bah (Seui). Che dice tutto e niente, come niente e tutto è una geografia di cognomi che non fanno fede nelle fedi dei tifosi.

Nomi, cognomi, destini. Come quelli che uniscono in un romanzo calcistico Cappai (Monteponi) e Spada (Bosa), lasciando in disparte Daga del Latte Dolce. Tanto, alla fine, ce n'è per Cani (Antiochense) e per Porcu (Monastir).


 

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