«Domenica il cuore batterà per il Cagliari ma occhio al Torino»
di Roberto Muretto
Il doppio ex Copparoni sicuro: «All’Olimpico si può vincere Simeone mi ha sorpreso ma in attacco la coperta è corta»
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CAGLIARI. Nonostante abbia difeso per nove anni la porta del Torino e per sei quella del Cagliari, il cuore calcistico di Renato Copparoni non è diviso. Batte per i colori rossoblù. E batte così forte che non si perde una partita alla “Sardegna Arena”. Ha bellissimi ricordi del periodo granata e continua a sentire gli ex compagni Pulici, Graziani, Pecci, Zaccarelli... «Amici veri ma domenica saremo su sponde opposte».
C’è grande entusiasmo attorno al Cagliari, può rivelarsi un boomerang?
«No. Fa bene all’ambiente e ai giocatori. Dopo la falsa partenza, sei risultati positivi di fila sono tanta roba».
Lei è stato un buon portiere, che giudizio dà su Olsen?
«Il campo sta dicendo che è un ragazzo affidabile. Non era facile venire qui e sostituire Cragno. Lui lo sta facendo con personalità e in alcune partite è stato decisivo».
Il Torino è in difficoltà, il Cagliari può approfittarne?
«Non sarà facile. I granata sono nel mirino della tifoseria che aveva aspettative diverse. Anche Mazzarri è contestato perchè la squadra gioca male. Ma lui è uno che bada al sodo, il calcio champagne non è nella sua cultura sportiva».
La squadra di Maran troverà un ambiente caldo?
«Sicuramente. So quanto ci tengono i tifosi. Però quando comincerà la gara, i supporter del Toro faranno sentire il loro sostegno alla squadra».
Che atteggiamento dovranno avere i rossoblù?
«Andare in campo consapevoli della loro forza. Il Cagliari è una delle squadre più in forma, sta bene fisicamente e mentalmente. Ha un centrocampo tra i più assortiti in Italia e la personalità per non farsi condizionare. Il Toro non va aspettato ma aggredito. Se gli fai prendere entusiasmo può crearti tanti problemi».
C’è un giocatore del Cagliari dal quale non si aspettava un rendimento così alto?
«Simeone. Si è integrato a tempo di record, è entrato subito in sintonia con il gruppo. Ho apprezzato il modo in cui si è messo a disposizione, è venuto qui con la voglia di mettersi in gioco. È un ragazzo generoso, ha lo stesso spirito agonistico di suo padre, un po’ meno cattiveria agonistica. Sta sostituendo benissimo Pavoletti, assenza pesante».
Simeone le ricorda qualche suo ex compagno?
«Sì, Ciccio Graziani. Lui era un giocatore che si sacrificava moltissimo, difendeva, non dava punti di riferimento. È vero che sbagliava molto sotto porta ma nell’economia di un campionato incideva tanto».
Anche lei è tra quelli che suggeriscono alla società di rinforzare la batteria di attaccanti a gennaio?
«Si dice che Pavoletti tornerà ad aprile, ma quando rientri da infortuni così lunghi hai bisogno di tempo per trovare la forma. Io credo che la società valuterà se sia il caso di intervenire e dipenderà dalla classifica. Se i rossoblù saranno ancora così in alto, credo che il presidente farà un ulteriore sforzo economico».
Ma lei all’Europa ci crede davvero o lo ritiene un sogno irrealizzabile?
«Non lo è, anche se non sarà facile arrivare tra le prime sei. Il Cagliari ha una qualità importante, un allenatore che sa dare una grande organizzazione alla squadra ed è migliorataosia nella costruzione del gioco che nella solidità difensiva. Dopo le prossime tre partite si potranno esprimere dei giudizi più attendibili».
Domenica chi vince?
«Spero il Cagliari e ha i mezzi per riuscirci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
C’è grande entusiasmo attorno al Cagliari, può rivelarsi un boomerang?
«No. Fa bene all’ambiente e ai giocatori. Dopo la falsa partenza, sei risultati positivi di fila sono tanta roba».
Lei è stato un buon portiere, che giudizio dà su Olsen?
«Il campo sta dicendo che è un ragazzo affidabile. Non era facile venire qui e sostituire Cragno. Lui lo sta facendo con personalità e in alcune partite è stato decisivo».
Il Torino è in difficoltà, il Cagliari può approfittarne?
«Non sarà facile. I granata sono nel mirino della tifoseria che aveva aspettative diverse. Anche Mazzarri è contestato perchè la squadra gioca male. Ma lui è uno che bada al sodo, il calcio champagne non è nella sua cultura sportiva».
La squadra di Maran troverà un ambiente caldo?
«Sicuramente. So quanto ci tengono i tifosi. Però quando comincerà la gara, i supporter del Toro faranno sentire il loro sostegno alla squadra».
Che atteggiamento dovranno avere i rossoblù?
«Andare in campo consapevoli della loro forza. Il Cagliari è una delle squadre più in forma, sta bene fisicamente e mentalmente. Ha un centrocampo tra i più assortiti in Italia e la personalità per non farsi condizionare. Il Toro non va aspettato ma aggredito. Se gli fai prendere entusiasmo può crearti tanti problemi».
C’è un giocatore del Cagliari dal quale non si aspettava un rendimento così alto?
«Simeone. Si è integrato a tempo di record, è entrato subito in sintonia con il gruppo. Ho apprezzato il modo in cui si è messo a disposizione, è venuto qui con la voglia di mettersi in gioco. È un ragazzo generoso, ha lo stesso spirito agonistico di suo padre, un po’ meno cattiveria agonistica. Sta sostituendo benissimo Pavoletti, assenza pesante».
Simeone le ricorda qualche suo ex compagno?
«Sì, Ciccio Graziani. Lui era un giocatore che si sacrificava moltissimo, difendeva, non dava punti di riferimento. È vero che sbagliava molto sotto porta ma nell’economia di un campionato incideva tanto».
Anche lei è tra quelli che suggeriscono alla società di rinforzare la batteria di attaccanti a gennaio?
«Si dice che Pavoletti tornerà ad aprile, ma quando rientri da infortuni così lunghi hai bisogno di tempo per trovare la forma. Io credo che la società valuterà se sia il caso di intervenire e dipenderà dalla classifica. Se i rossoblù saranno ancora così in alto, credo che il presidente farà un ulteriore sforzo economico».
Ma lei all’Europa ci crede davvero o lo ritiene un sogno irrealizzabile?
«Non lo è, anche se non sarà facile arrivare tra le prime sei. Il Cagliari ha una qualità importante, un allenatore che sa dare una grande organizzazione alla squadra ed è migliorataosia nella costruzione del gioco che nella solidità difensiva. Dopo le prossime tre partite si potranno esprimere dei giudizi più attendibili».
Domenica chi vince?
«Spero il Cagliari e ha i mezzi per riuscirci».
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