Olbia convalescente, un altro pareggino
di Paolo Ardovino
Serie C. Nel turno infrasettimanale i bianchi non sfruttano il fattore campo contro l’Albinoleffe. In 90’ i due gol e poco più
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OLBIA. Si potrebbe dire che due punti in due partite sono un lusso che l’Olbia di qualche settimana fa avrebbe desiderato. Ma l’epilogo del “Nespoli” dice anche di un’Olbia forse per la prima volta in vantaggio e a far la parte di chi ha da difendere il risultato, di un’Olbia punita nel momento di minore pericolosità dell’Albinoleffe, per giunta con un episodio dubbio. Il turno infrasettimanale è un pareggio sintetizzato da due eurogol, uno per parte e uno per tempo, e concede un punto a due squadre che non fanno neanche troppo per offendersi.
Sarà la partita degli azzardi per Filippi, quelli voluti e quelli forzati. La prima notizia, mentre le due squadre fanno ingresso in campo, è l’assenza di Ogunseye, che appena 24 ore prima era stato scelto per presentare il match. Novità che svela subito una Olbia diversa, Biancu prende il posto di Vallocchia da mezzala, quest’ultimo figura ufficialmente da trequartista anche se in maniera ufficiosa fa l’esterno di un inedito attacco a tre. Gli altri due terminali saranno Doratiotto e Parigi. 4-3-3 in fase di possesso, con Vallocchia invece di nuovo dietro le punte quando la palla è dell’Albinoleffe. Esperimento interessante, che ha bisogno di maggior collaudo – per stessa ammissione dell’allenatore dei bianchi –, soprattutto considerando come l’Olbia del primo tempo abbia mostrato molte lacune. Sorprenderà nella ripresa il triplo cambio: fuori Pisano, Doratiotto e Parigi, dentro Mastino, Manca e Ogunseye. I primi due pare siano stati viziati da problemi fisici. Nessuna eccellenza in campo, se non una linea difensiva che azzererà qualsiasi tentativo avversario. Nessun bocciato eccellente, ma l’Olbia sembra, almeno con la testa, essere più avanti rispetto a una prima parte tragica (o tragicomica a seconda delle vedute) di ottobre.
Le prime istantanee sono due parate degli estremi difensori. Dieci giri d’orologio poi sembra invece perfetta la traiettoria di Giorgione, ma Crosta si supera. Il centrocampista nel secondo tempo uscirà per una forte pallonata al volto, trasportato prima al pronto soccorso di Olbia poi all’ospedale di Sassari. L’altro tiro sarà quello vincente, di Doratiotto, di prima intenzione ci prova fuori l’area di rigore e la palla sbatte sulla traversa interna e poi giù, poco prima della linea, dentro la porta. Il vantaggio dura per tutta la parte centrale del match, e il pareggio verrà ristabilito solo dopo l’ora di gioco, la dinamica è discutibile: fallo su Muroni a centrocampo non fischiato dall’arbitro, l’Albinoleffe porta palla e dalla lunga distanza Gelli lascia partire il tiro. Anche questo sarà un gol da cornice, che beffa l’Olbia. Così, i bianchi portano a casa il secondo pareggio a distanza di tre giorni dallo 0-0 con il Gozzano. Ora alle porte c'è la gara di domenica in casa della Pianese, per tentare di dare ancora continuità a un percorso che ora è lievemente meno in salita.
Sarà la partita degli azzardi per Filippi, quelli voluti e quelli forzati. La prima notizia, mentre le due squadre fanno ingresso in campo, è l’assenza di Ogunseye, che appena 24 ore prima era stato scelto per presentare il match. Novità che svela subito una Olbia diversa, Biancu prende il posto di Vallocchia da mezzala, quest’ultimo figura ufficialmente da trequartista anche se in maniera ufficiosa fa l’esterno di un inedito attacco a tre. Gli altri due terminali saranno Doratiotto e Parigi. 4-3-3 in fase di possesso, con Vallocchia invece di nuovo dietro le punte quando la palla è dell’Albinoleffe. Esperimento interessante, che ha bisogno di maggior collaudo – per stessa ammissione dell’allenatore dei bianchi –, soprattutto considerando come l’Olbia del primo tempo abbia mostrato molte lacune. Sorprenderà nella ripresa il triplo cambio: fuori Pisano, Doratiotto e Parigi, dentro Mastino, Manca e Ogunseye. I primi due pare siano stati viziati da problemi fisici. Nessuna eccellenza in campo, se non una linea difensiva che azzererà qualsiasi tentativo avversario. Nessun bocciato eccellente, ma l’Olbia sembra, almeno con la testa, essere più avanti rispetto a una prima parte tragica (o tragicomica a seconda delle vedute) di ottobre.
Le prime istantanee sono due parate degli estremi difensori. Dieci giri d’orologio poi sembra invece perfetta la traiettoria di Giorgione, ma Crosta si supera. Il centrocampista nel secondo tempo uscirà per una forte pallonata al volto, trasportato prima al pronto soccorso di Olbia poi all’ospedale di Sassari. L’altro tiro sarà quello vincente, di Doratiotto, di prima intenzione ci prova fuori l’area di rigore e la palla sbatte sulla traversa interna e poi giù, poco prima della linea, dentro la porta. Il vantaggio dura per tutta la parte centrale del match, e il pareggio verrà ristabilito solo dopo l’ora di gioco, la dinamica è discutibile: fallo su Muroni a centrocampo non fischiato dall’arbitro, l’Albinoleffe porta palla e dalla lunga distanza Gelli lascia partire il tiro. Anche questo sarà un gol da cornice, che beffa l’Olbia. Così, i bianchi portano a casa il secondo pareggio a distanza di tre giorni dallo 0-0 con il Gozzano. Ora alle porte c'è la gara di domenica in casa della Pianese, per tentare di dare ancora continuità a un percorso che ora è lievemente meno in salita.
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