Ancora euroCagliari il punto sta stretto
di Roberto Muretto
È mancato il cinismo, il Toro nella ripresa strappa il pareggio
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INVIATO A TORINO. Ma è un pareggio da considerare positivo o sono due punti persi? Forse il Cagliari qualcosa può recriminare. Soprattutto per non aver saputo infliggere il colpo del ko ad un avversario che stava barcollando, fischiato dai proprio tifosi, ad un passo da finire nel baratro. Bastava poco per spedirlo definitivamente al tappeto. Una semplice spintarella che i rossoblù non sono stati capaci di dare. Hanno peccato di cinismo, tenuto in partita il Toro che ha trovato la forza per rialzarsi e pareggiare il gol di Nandez con Zaza. Un peccato, perchè una vittoria ieri all'Olimpico avrebbe dato ancora più spessore ad un avvio di stagione che sta facendo sognare i tifosi. Ieri erano quasi un migliaio a sventolare le bandiere dei Quattro Mori. Sia chiaro, un pari non è da buttare via, va accolto con un sorriso, ma se si va a rivedere il film del match, la squadra di Maran ha avuto la possibilità di chiuderlo e questo un po' di amaro in bocca lo lascia. Resta il settimo risultato utile di fila, la migliore difesa del campionato, un briciolo in più di autostima di un gruppo che ha i mezzi per togliersi tante soddisfazioni.
Vai Artur. Alla fine Ionita la spunta su Rog. E' il moldavo una delle due novità nella formazione iniziale del Cagliari. L'altra è quella scontata di Nandez. L'uruguaiano ha assorbito a tempo di record il problema alla coscia sinistra. Niente turnover in difesa, dove c'è la conferma di Faragò a destra e di Pisacane al centro. Mazzarri risponde con una sorta di 4-3-3: Belotti punta centrale, Ansaldi e Iago Falque esterni alti, Aina e De Silvestri appena più indietro, chiamati a retrocedere all'altezza della linea difensiva nella fase di non possesso.
Bloccata. È una partita a scacchi nella fase iniziale. Il Toro ha il controllo del gioco, il Cagliari chiude le linee di passaggio, è compatto e per i granata diventa complicato trovare varchi. I rossoblù, però, fanno fatica a ripartire, la circolazione della palla è lenta, prevedibile. Col passare dei minuti la squadra di Maran alza il pressing e comincia ad avvicinarsi pericolosamente alla porta difesa dal sardo Sirigu. Il Toro è contratto, dalle tribune comincia a piovere qualche fischio. Si gioca a ritmi bassi.
Fiammata. Il Cagliari passa con un diagonale perfetto di Nandez (primo gol per lui con la maglia rossoblù): concretizza un tocco intelligente di Simeone che lo mette davanti alla porta. Si era capito da qualche minuto che se avessero affondato con maggiore convinzione i sardi avrebbero potuto fare male. Il Toro è in ginocchio, Mazzarri nel mirino della tifoseria che lo invita a dimettersi. Il Cagliari amministra la gara, anche se il suo allenatore invita ad essere ancora più aggressivi per chiudere definitivamente il conto.
Rinforzi. Mazzarri mette dentro Zaza e Verdi e passa al 4-4-2. Ma è il Cagliari ad andare vicinissimo al raddoppio con Simeone ma Sirigu gli dice no. Il Toro è più offensivo, i rossoblù hanno maggiore libertà quando devono impostare. La formazione di casa gioca più col cuore che con la testa ma i rossoblù non riescono a portare l'affondo decisivo, la gara resta in bilico.
Reazione. Il Toro sembra ferito a morte ma trova la forza per rialzarsi. Lo fa con uno spunto di Belotti che si beve Ceppitelli la mette in mezzo e Zaza non perdona. Una partita che sembrava chiusa improvvisamente diventa difficilissima per i sardi che subiscono l'aggressività di un avversario ringalluzzito. Maran corre ai ripari e mette dentro Castro e subito dopo Rog. Il finale regala emozioni con occasioni da una parte e dall'altra. Il Toro esce sommerso dai fischi, Mazzarri si prende gli improperi dei propri tifosi, il Cagliari torna a casa con un mezzo sorriso che si spegne se ripensa alle occasioni fallite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai Artur. Alla fine Ionita la spunta su Rog. E' il moldavo una delle due novità nella formazione iniziale del Cagliari. L'altra è quella scontata di Nandez. L'uruguaiano ha assorbito a tempo di record il problema alla coscia sinistra. Niente turnover in difesa, dove c'è la conferma di Faragò a destra e di Pisacane al centro. Mazzarri risponde con una sorta di 4-3-3: Belotti punta centrale, Ansaldi e Iago Falque esterni alti, Aina e De Silvestri appena più indietro, chiamati a retrocedere all'altezza della linea difensiva nella fase di non possesso.
Bloccata. È una partita a scacchi nella fase iniziale. Il Toro ha il controllo del gioco, il Cagliari chiude le linee di passaggio, è compatto e per i granata diventa complicato trovare varchi. I rossoblù, però, fanno fatica a ripartire, la circolazione della palla è lenta, prevedibile. Col passare dei minuti la squadra di Maran alza il pressing e comincia ad avvicinarsi pericolosamente alla porta difesa dal sardo Sirigu. Il Toro è contratto, dalle tribune comincia a piovere qualche fischio. Si gioca a ritmi bassi.
Fiammata. Il Cagliari passa con un diagonale perfetto di Nandez (primo gol per lui con la maglia rossoblù): concretizza un tocco intelligente di Simeone che lo mette davanti alla porta. Si era capito da qualche minuto che se avessero affondato con maggiore convinzione i sardi avrebbero potuto fare male. Il Toro è in ginocchio, Mazzarri nel mirino della tifoseria che lo invita a dimettersi. Il Cagliari amministra la gara, anche se il suo allenatore invita ad essere ancora più aggressivi per chiudere definitivamente il conto.
Rinforzi. Mazzarri mette dentro Zaza e Verdi e passa al 4-4-2. Ma è il Cagliari ad andare vicinissimo al raddoppio con Simeone ma Sirigu gli dice no. Il Toro è più offensivo, i rossoblù hanno maggiore libertà quando devono impostare. La formazione di casa gioca più col cuore che con la testa ma i rossoblù non riescono a portare l'affondo decisivo, la gara resta in bilico.
Reazione. Il Toro sembra ferito a morte ma trova la forza per rialzarsi. Lo fa con uno spunto di Belotti che si beve Ceppitelli la mette in mezzo e Zaza non perdona. Una partita che sembrava chiusa improvvisamente diventa difficilissima per i sardi che subiscono l'aggressività di un avversario ringalluzzito. Maran corre ai ripari e mette dentro Castro e subito dopo Rog. Il finale regala emozioni con occasioni da una parte e dall'altra. Il Toro esce sommerso dai fischi, Mazzarri si prende gli improperi dei propri tifosi, il Cagliari torna a casa con un mezzo sorriso che si spegne se ripensa alle occasioni fallite.
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