Dinamo, il Poz fra soddisfazione e la "grana" Jerrells
In attesa della Virtus Roma (sabato ore 20.30 al palazzetto) il coach elogia i suoi. Ma l'americano resta un corpo estraneo
SASSARI. La gioia per la vittoria sull'Ostenda, la soddisfazione per le conferme arrivate da Bilan e Vitali, che si sono messi alle spalle una mini-crisi personale, ma anche le grane per la gestione di Curtis Jerrells. La guardia americana dopo l’intervallo non ha svolto il riscaldamento con i compagni ma è andata a sedersi in panchina all’ultimo momento, giusto in tempo per la palla a due. A precisa domanda su questo “caso”, il Poz ha risposto così: «Ai mondiali 99 ad Atene è successo a Chiacig: dopo l’intervallo non rientrò in campo perché era stato involontariamente chiuso nel bagno. Arrivò in campo in ritardo, sarebbe dovuto partire in quintetto e invece Tanjevic decise di non farlo rientrare, nonostante non avesse colpe. Spero un giorno di diventare come Boscia...».
Jerrells mercoledì è poi comunque stato rimesso in campo per altri due scampoli di gara. La sensazione è comunque che il rapporto tra giocatore e coach sia tutto da ricostruire, così come non convince affatto l’atteggiamento di McLean. L’allenatore del Banco ha poi parlato della gara. «Abbiamo giocato a sprazzi, ci sono stati momenti in cui abbiamo sofferto un po’ troppo i nostri avversari, ma per almeno 30-35 minuti siamo riusciti a fare le cose che dovevamo fare. Dobbiamo essere contenti, abbiamo fatto un altro step. Bilan e Vitali hanno giocato una grande partita e mi sembra che loro due siano già sulla stessa pagina rispetto ai giocatori che c’erano lo scorso anno. I ragazzi iniziano a fidarsi l’uno dell’altro e questo mi piace».
A proposito di Bilan, il croato nelle ultime due partite è stato immarcabile: è stato cercato di più dai compagni o sta semplicemente giocando meglio? «Sono due cose che vanno di pari passo – risponde Pozzecco –, più un giocatore viene cercato, più entra in fiducia e lui sta rispondendo presente. A me non piace comandare, mi piace mostra le cose che vorrei vedere in campo e poi mi piace da morire vedere quando le fanno spontaneamente. Quando Miro percepisce che sono i compagni a dargliela, senza che io stia a forzare certe situazioni, questo gli dà grande fiducia».
«Ostenda non ha giocato una cattiva partita – ha chiuso Pozzecco –, li avevo visto già visti giocare e sono un gruppo temibile, si aiutano, giocano insieme, mi piace il loro atteggiamento. Hanno continuato a giocare duro anche quando abbiamo dato una bella botta alla partita, per questo non ci siamo mai potuti rilassare.
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