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I piccoli americani e tre ex italiani l’arma in più del Polski Cukier

SASSARI. Una vittoria in casa contro lo Strasburgo (97-81) e due sconfitte maturate fra la trasferta con Manresa (85-81) e il match con l'Unet Holon (105-122) giocato fra le mura amiche. Il Polski...

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SASSARI. Una vittoria in casa contro lo Strasburgo (97-81) e due sconfitte maturate fra la trasferta con Manresa (85-81) e il match con l'Unet Holon (105-122) giocato fra le mura amiche.

Il Polski Cukier Torun arriva al game4 di Basketball Champions League con la necessità, pur non ancora spasmodica, di dare un segnale alla sua classifica. Si troverà però di fronte una Dinamo per nulla arrendevole e caricata anzi dal netto successo su Roma. Non sarà certo facile per i polacchi, ma occhi bene aperti perché si gioca in Polonia e di scontato alla quarta giornata di una competizione europea, non c'è nulla.

La squadra di coach Machowsky, sconfitta domenica per 104-97 nell'ultimo turno di campionato dal King Szczecin, poggia principalmente sulle prestazioni del terzetto di piccoli americani composto da Chris Wright, Kyle Weaver e Keith Hornsby, sui centimetri e le stoppate del centro nigeriano Alade Aminu e sull'apporto di Aaron Cel e Damian Kulig (quest'ultimo out nelle ultime partite), lunghi made in Polonia che possono dare il loro contributo entrando dalla panchina o partendo in quintetto. Le rotazioni sono molto ampie. Wright in Europa è leader per valutazione (24.7) e assist (10.3) fra i suoi, Hornsby lo precede in classifica punti realizzati con 22 di media mentre Aminu domina sotto i tabelloni con 7 rimbalzi catturati per gara.

Nell'ultimo match di Champions disputato in casa e perso per 105-122 contro gli israeliani dell'Holon in una gara caratterizzata dalle altissime percentuali di realizzazione ma dalla scarsa propensione alla difesa, i soliti noti Wright, Hornsby e Aminu sono saliti sulla soglia dei 20 punti confermando la loro fama di potenziali stoccatori che però non sempre si coniuga un positivo esito finale dell'incontro.

E tanto per restare in tema di stranieri e americani avversari, tre di loro sono vecchie conoscenze del campionato italiano: Wright, playmaker affetto da sclerosi multipla, ha giocato a Pesaro, Varese, Torino, Reggio e Trieste prima di trasferirsi in Polonia e vivere questa esperienza al Polski Cukier; dall'Italia, fra Napoli e Roseto, è passato anche Weaver che in curriculum oltre ai Thunder Nba ha anche passaggi ad Alba Berlino, Aris Salonicco e Neptunas; e sullo stivale, in zona tacco, ha giocato anche Aminu, centro nigeriano e nazionale del suo paese che nel 2013-'14 ha indossato la canotta di Brindisi.

Giovanni Dessole

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