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Gol, dribbling e cuore Joao Pedro leader del super Cagliari

di Roberto Muretto
Gol, dribbling e cuore Joao Pedro leader del super Cagliari

L’attaccante trasforma in rete un tiro in porta ogni tre Il numero 10 è il rossoblù che ha subito più falli (22)

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CAGLIARI. Joao Pedro trasforma in gol un tiro su tre. La percentuale si alza considerando solo le conclusioni nello specchio della porta. Se il brasiliano la inquadra ha il 71 per cento delle possibilità di gonfiare la rete. È diventato un cecchino quasi infallibile. Sono lontani i tempi quando l’attaccante concretizzava pochissimo, badando più ai fronzoli che alla concretezza. Una maturazione cominciata con Lopez in panchina e perfezionata con Maran, che ha insegnato a Joao a non portare palla e puntare di più verso la posta.

Numeri. Il Cagliari nella speciale classifica dei tiri è al quattordicesimo posto, con 90 tentativi, di cui 50 nello specchio e 48 fuori. Il fantasista carioca ha finora realizzato cinque reti (una su rigore) ed è risultato determinante in diverse partite. Considerato che il suo record personale di gol in serie A è di 7 in una stagione, in quella in corso ha la possibilità di migliorarsi. Da quando gioca più vicino alla porta, riesce a stare nel vivo della partita sempre. Ha eliminato le pause, i momenti in cui letteralmente si “assentava” . Tenta le giocate personali solo se c’è davvero la possibilità di farlo, altrimenti dialoga con i compagni e dà una mano nella fase di non possesso. Particolare che a Rolando Maran piace moltissimo.

Progressi. Il primo Joao Pedro era un calciatore raffinato nelle giocate ma poco incline a combattere. Se perdeva il pallone non inseguiva l’avversario. In sintesi era un’arma importante nella fase di costruzione, ma se il pallone ce l’avevano gli avversari, lui stava a guardare. Adesso è il primo a difendere, a correre dietro agli avversari, ringhiare, commettere fallo se serve. Anzi, in certe partite va anche oltre e viene invitato a calmarsi. Un cambiamento radicale nel modo di interpretare il calcio che lo ha portato a fare il salto di qualità. I frutti li sta raccogliendo nella prima parte di questa stagione, dimostrando sul campo che il Cagliari ha fatto benissimo a tenerselo stretto.

Sintonia. Con Simeone il feeling è scattato quasi subito. Joao e il “Cholito” ci hanno messo tre-quattro gare per capirsi, adesso viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda. Il primo è abile a creare varchi per gli inserimenti da dietro, mentre l’argentino svaria su tutto il fronte d’attacco per non dare punti di riferimento. Un moto perpetuo quello di entrambi, che sta creando non poche difficoltà alle difese avversarie. Un esempio? L’occasione avuto da Simeone a Bergamo e quella di Rog, creata da un movimento senza palla del brasiliano che ha aperto un’autostrada per il centrocampista croato.

Carisma. Joao Pedro non è solo cresciuto sul piano tecnico ma anche nella personalità. Fa parte dello zoccolo duro del Cagliari ed è uno dei leader dello spogliatoio. Un punto di riferimento per i compagni più giovani, nonostante abbia appena 27 anni. Dire che è un veterano forse è esagerato ma sicuramente sul piano dell’esperienza ha molto da insegnare. Ma c’è di più: è diventato un trascinatore. Fuori dal campo ha un carattere mite, dentro si trasforma, diventa aggressivo e determinato. Ha detto che il suo sogno è giocare la Champions League come i suoi ex compagni Neymar. Alex Sandro e Coutinho. Chissà che non si avveri con la maglia del Cagliari. La favola continua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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