Una leggenda fra teatro, vini e numismatica
Il “monumento” del calcio italiano è stato celebrato in tutti i modi. C’è chi gli vuole dedicare una statua
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SASSARI. Sul cartello della scuola calcio dedicata a Gigi Riva, a Cagliari, c’è il tiro mancino con cui è passato alla storia. È il marchio di fabbrica del mitico Gigi, da 45 anni il miglior cannoniere di sempre in maglia azzurra, con 35 gol in quarantadue partite.
Nonostante i Ronaldo, i Messi, gli Icardi la leggenda del calcio è sempre e solo lui. Un uomo che è diventato un mito per la città di Cagliari e per tutta la Sardegna. Un amore ricambiato: Gigi Riva non è mai andato via da Cagliari dopo essere arrivato nel 1963 orfano di entrambi i genitori.
Cagliari come prova d’affetto vorrebbe addirittura dedicargli una statua da vivo, proprio come Pelè che, in Brasile, ne ha addirittura sei. Purtroppo in Italia c’è una legge del 1927 che lo vieta («bisogna essere deceduti da almeno dieci anni»). L’iniziativa è stata lanciata l’anno scorso da Pietro Porcella insegnante cagliaritano che vive in Florida presidente del comitato di cui fanno parte anche Nicola, primogenito del bomber, e Adriano Reginato, il portiere del Cagliari oggi 81enne con il quale “Rombo di tuono” cominciò la carriera. La statua sarà alta tre metri e sessanta e riprenderà il calciatore nel famoso tiro mancino. Sarà eretta lungo il Lungomare San’Elia, davanti al lazzaretto. «Non me l’aspettavo ma è la prova che le persone mi vogliono bene e non si sono dimenticati di me».
Gigi Riva è diventato un mito anche a teatro. Alessandro Lay ha portato a teatro la piece “Riva Luigi ’69-70-Cagliari al dì dello scudetto”, un monologo di un’ora per raccontare il calciatore ma soprattutto l’uomo. Dal teatro al vino. La cantina Alba e Spanedda ha chiamato un cagnulari “Rombo di tuono”, sull’etichetta la foto del campione. E poi i libri: “Storia e leggenda di Gigi Riva” (di Maurizio Barenson), “La storia di Rombo di tuono” (di Bruno Bernardi), “Riva, riva...gol” (di Enrico Maida), “Professione gol” (di Stefano Boldrini).
Anche gli arabi sono impazziti per Gigi Riva. Nel 1970 gli Emirati Arabi Uniti hanno coniato una moneta d’oro con il suo volto e la dicitura “campione dello sport”. Gigi Riva, insomma, mette d’accordo tutti. Pure i giornalisti. L’anno scorso il “Corriere dello Sport” ha chiesto a una giuria di 10 giornalisti di votare i 50 migliori giocatori azzurri dal 1960 in poi. Alla fine Gigi Riva è risultato primo, davanti a Roberto Baggio e Gianni Rivera. Quel Gianni che nel 1969 gli ha sfilato da sotto il naso il Pallone d’oro: «Mi sta ancora qui». (g.z.)
Nonostante i Ronaldo, i Messi, gli Icardi la leggenda del calcio è sempre e solo lui. Un uomo che è diventato un mito per la città di Cagliari e per tutta la Sardegna. Un amore ricambiato: Gigi Riva non è mai andato via da Cagliari dopo essere arrivato nel 1963 orfano di entrambi i genitori.
Cagliari come prova d’affetto vorrebbe addirittura dedicargli una statua da vivo, proprio come Pelè che, in Brasile, ne ha addirittura sei. Purtroppo in Italia c’è una legge del 1927 che lo vieta («bisogna essere deceduti da almeno dieci anni»). L’iniziativa è stata lanciata l’anno scorso da Pietro Porcella insegnante cagliaritano che vive in Florida presidente del comitato di cui fanno parte anche Nicola, primogenito del bomber, e Adriano Reginato, il portiere del Cagliari oggi 81enne con il quale “Rombo di tuono” cominciò la carriera. La statua sarà alta tre metri e sessanta e riprenderà il calciatore nel famoso tiro mancino. Sarà eretta lungo il Lungomare San’Elia, davanti al lazzaretto. «Non me l’aspettavo ma è la prova che le persone mi vogliono bene e non si sono dimenticati di me».
Gigi Riva è diventato un mito anche a teatro. Alessandro Lay ha portato a teatro la piece “Riva Luigi ’69-70-Cagliari al dì dello scudetto”, un monologo di un’ora per raccontare il calciatore ma soprattutto l’uomo. Dal teatro al vino. La cantina Alba e Spanedda ha chiamato un cagnulari “Rombo di tuono”, sull’etichetta la foto del campione. E poi i libri: “Storia e leggenda di Gigi Riva” (di Maurizio Barenson), “La storia di Rombo di tuono” (di Bruno Bernardi), “Riva, riva...gol” (di Enrico Maida), “Professione gol” (di Stefano Boldrini).
Anche gli arabi sono impazziti per Gigi Riva. Nel 1970 gli Emirati Arabi Uniti hanno coniato una moneta d’oro con il suo volto e la dicitura “campione dello sport”. Gigi Riva, insomma, mette d’accordo tutti. Pure i giornalisti. L’anno scorso il “Corriere dello Sport” ha chiesto a una giuria di 10 giornalisti di votare i 50 migliori giocatori azzurri dal 1960 in poi. Alla fine Gigi Riva è risultato primo, davanti a Roberto Baggio e Gianni Rivera. Quel Gianni che nel 1969 gli ha sfilato da sotto il naso il Pallone d’oro: «Mi sta ancora qui». (g.z.)
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