Per Andrea Mura la medaglia d’oro del Coni
CAGLIARI. Medaglia d'oro al valore atletico. Andrea Mura è stato insignito dal Coni con l'onorificenza più prestigiosa per le sue imprese a bordo di Vento di Sardegna, il mitico Open 502 con il quale...
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CAGLIARI. Medaglia d'oro al valore atletico. Andrea Mura è stato insignito dal Coni con l'onorificenza più prestigiosa per le sue imprese a bordo di Vento di Sardegna, il mitico Open 502 con il quale in Oceano ha vinto diverse regate in solitario: «In verità, la medaglia mi era stata assegnata diversi mesi fa – dice il navigatore oceanico cagliaritano, 55 anni – ma non avevo potuto partecipare alla cerimonia ufficiale del Coni perché ero impegnato nella Route du Rhum, la transoceanica tra la Francia e le Antille».
Andrea Mura era stato già premiato dal Coni in passato con le medaglie d’argento e di bronzo: «La prima medaglia del Coni, quella d'argento, me la consegnò addirittura l'allora presidente del consiglio Spadolini – ricorda Andrea Mura – fu un’emozione bellissima, una grande soddisfazione. Ma è ormai acqua passata , visto che è arrivata quella d’oro». La medaglia d'oro al valore atletico è arrivata grazie alla doppietta ottenuta nella Ostar, la regata in solitario salpata da Plymouth, in Inghilterra, fino a Newport, nel Rhode Island, Stati Uniti:«È la madrina di tutte le regate oceaniche – afferma Mura – la più antica e leggendaria per navigatori solitari che si svolge ogni 4 anni. Ora l'hanno anticipata di un anno, e partirà 10 maggio del 2020 da Plymouth dove non vorrei mancare. L'Oceano mi manca e se troverò le risorse sarò al via con Vento di Sardegna: il mio obiettivo è quello di riuscire a vincere per la terza volta la transatlantica e superare il francese Loïck Peyron, che come me l'ha vinta due volte, ed entrare nella storia di questa mitica manifestazione».
Sergio Casano
Andrea Mura era stato già premiato dal Coni in passato con le medaglie d’argento e di bronzo: «La prima medaglia del Coni, quella d'argento, me la consegnò addirittura l'allora presidente del consiglio Spadolini – ricorda Andrea Mura – fu un’emozione bellissima, una grande soddisfazione. Ma è ormai acqua passata , visto che è arrivata quella d’oro». La medaglia d'oro al valore atletico è arrivata grazie alla doppietta ottenuta nella Ostar, la regata in solitario salpata da Plymouth, in Inghilterra, fino a Newport, nel Rhode Island, Stati Uniti:«È la madrina di tutte le regate oceaniche – afferma Mura – la più antica e leggendaria per navigatori solitari che si svolge ogni 4 anni. Ora l'hanno anticipata di un anno, e partirà 10 maggio del 2020 da Plymouth dove non vorrei mancare. L'Oceano mi manca e se troverò le risorse sarò al via con Vento di Sardegna: il mio obiettivo è quello di riuscire a vincere per la terza volta la transatlantica e superare il francese Loïck Peyron, che come me l'ha vinta due volte, ed entrare nella storia di questa mitica manifestazione».
Sergio Casano
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