L’Olbia non ha imparato la lezione
Al Nespoli contro il Novara arriva la seconda sconfitta consecutiva, la posizione del tecnico Raineri è ancora in bilico
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OLBIA1
NOVARA2
OLBIA (4-3-1-2): Crosta 6; Pisano 6, Gozzi 5.5, La Rosa 5, Pitzalis 5.5; Lella 6 (17' st Vallocchia 5) Muroni 6, Manca 5.5 (35' st Verde); Biancu 5; Parigi 6 (17' st Doratiotto sv) Ogunseye 6. A disp. Barone, Van der Want, Dalla Bernardina, Zugaro, Mastino, Miceli, Demarcus. All. Luca Raineri.
NOVARA (4-3-3): Marchegiani 6; Cassandra 6, Sbraga 6, Pogliano 6, Cagnano 6; Nardi 6 (31' st Collodel sv) Buzzegoli 6, Bianchi 6,5; Peralta 6 (19' st Capanni sv), Bortolussi 6, Piscitella 6 (9' st Schiavi 6). A disp. Marricchi, Spada, Tartaglia, Bove, Visconti, Gonzalez, Fonseca, Bellich, pinzauti. All. Simone Banchieri.
ARBITRO: Cosso di Reggio Calabria.
RETI: 2' pt Peralta, 26' pt Parigi, 1' st Bianchi.
NOTE: espulso nel recupero La Rosa. Ammoniti: Muroni, Pogliano, Parigi, Vallocchia. Recupero, 0' pt, 5' st.
OLBIA
Verrebbe da dire che l’Olbia è quel bambino che, fin quando non viene punito, non impara la lezione. Con la differenza che questa squadra la lezione sembra non impararla mai. Nel gioco delle parti, stavolta il carnefice lo fa il Novara. A fine gara dagli spalti gli applausi sembrano perdonare la squadra, mentre nell’ultimo quarto di partita la curva Mare ha intonato alcuni cori verso la società. E ripiombano le incognite sull'allenatore.
I protagonisti. Un altro ko, il secondo consecutivo, arrivato grazie a due gol siglati nei primissimi secondi di entrambe le frazioni di gioco. Filippi ancora in tribuna per squalifica, in panchina siede Raineri. Si potrà dire che l’Olbia sia stata penalizzata dal primo gol, arrivato a freddo dopo solo due minuti di gioco, tuttavia dopo meno di mezzora i bianchi rimetteranno in equilibrio la situazione. Proprio quando pareva il momento dei buoni propositi, sarà però il secondo gol dopo cinquanta secondi della ripresa a rappresentare la «mazzata clamorosa» (Raineri dixit). Non ci sono insufficienze clamorose, piuttosto, come spesso accade ultimamente, nessun lampo individuale che salvi il gruppo.
La cronaca. Due giri d’orologio e ad esultare è l’ex Olbia Peralta, che tira fuori dal cilindro, dalla destra dell’area, un tiro a giro che sbatte sul secondo palo e si insacca in rete. Il Novara prende coraggio, dieci minuti dopo è Bortolussi a calciare da posizione angolata ma Crosta respinge, e il portiere olbiese è ancora protagonista al 23’ con una tripla parata ravvicinata sulle conclusioni dei terminali offensivi avversari. È il momento chiave della partita, l’Olbia che non soccombe rinasce dal gol di Parigi, che arriva giusto tre minuti dopo: Gozzi dalla destra mette in mezzo una palla invitante per Lella, che prova il tap-in, viene respinto e sulla ribattuta è Parigi, di testa, a centrare il bersaglio. Sulle ali dell’entusiasmo al 28’ Ogunseye sfrutta una disattenzione difensiva e si invola verso la porta, ma la conclusione è troppo carica di potenza e troppo poco di precisione, e termina altissima. Il secondo tempo è riassumibile nei primi cinquanta secondi: Bianchi riceve in area, fa partire – troppo indisturbato – il tiro rasoterra e sul primo palo beffa tutti.
Paolo Ardovino
NOVARA2
OLBIA (4-3-1-2): Crosta 6; Pisano 6, Gozzi 5.5, La Rosa 5, Pitzalis 5.5; Lella 6 (17' st Vallocchia 5) Muroni 6, Manca 5.5 (35' st Verde); Biancu 5; Parigi 6 (17' st Doratiotto sv) Ogunseye 6. A disp. Barone, Van der Want, Dalla Bernardina, Zugaro, Mastino, Miceli, Demarcus. All. Luca Raineri.
NOVARA (4-3-3): Marchegiani 6; Cassandra 6, Sbraga 6, Pogliano 6, Cagnano 6; Nardi 6 (31' st Collodel sv) Buzzegoli 6, Bianchi 6,5; Peralta 6 (19' st Capanni sv), Bortolussi 6, Piscitella 6 (9' st Schiavi 6). A disp. Marricchi, Spada, Tartaglia, Bove, Visconti, Gonzalez, Fonseca, Bellich, pinzauti. All. Simone Banchieri.
ARBITRO: Cosso di Reggio Calabria.
RETI: 2' pt Peralta, 26' pt Parigi, 1' st Bianchi.
NOTE: espulso nel recupero La Rosa. Ammoniti: Muroni, Pogliano, Parigi, Vallocchia. Recupero, 0' pt, 5' st.
OLBIA
Verrebbe da dire che l’Olbia è quel bambino che, fin quando non viene punito, non impara la lezione. Con la differenza che questa squadra la lezione sembra non impararla mai. Nel gioco delle parti, stavolta il carnefice lo fa il Novara. A fine gara dagli spalti gli applausi sembrano perdonare la squadra, mentre nell’ultimo quarto di partita la curva Mare ha intonato alcuni cori verso la società. E ripiombano le incognite sull'allenatore.
I protagonisti. Un altro ko, il secondo consecutivo, arrivato grazie a due gol siglati nei primissimi secondi di entrambe le frazioni di gioco. Filippi ancora in tribuna per squalifica, in panchina siede Raineri. Si potrà dire che l’Olbia sia stata penalizzata dal primo gol, arrivato a freddo dopo solo due minuti di gioco, tuttavia dopo meno di mezzora i bianchi rimetteranno in equilibrio la situazione. Proprio quando pareva il momento dei buoni propositi, sarà però il secondo gol dopo cinquanta secondi della ripresa a rappresentare la «mazzata clamorosa» (Raineri dixit). Non ci sono insufficienze clamorose, piuttosto, come spesso accade ultimamente, nessun lampo individuale che salvi il gruppo.
La cronaca. Due giri d’orologio e ad esultare è l’ex Olbia Peralta, che tira fuori dal cilindro, dalla destra dell’area, un tiro a giro che sbatte sul secondo palo e si insacca in rete. Il Novara prende coraggio, dieci minuti dopo è Bortolussi a calciare da posizione angolata ma Crosta respinge, e il portiere olbiese è ancora protagonista al 23’ con una tripla parata ravvicinata sulle conclusioni dei terminali offensivi avversari. È il momento chiave della partita, l’Olbia che non soccombe rinasce dal gol di Parigi, che arriva giusto tre minuti dopo: Gozzi dalla destra mette in mezzo una palla invitante per Lella, che prova il tap-in, viene respinto e sulla ribattuta è Parigi, di testa, a centrare il bersaglio. Sulle ali dell’entusiasmo al 28’ Ogunseye sfrutta una disattenzione difensiva e si invola verso la porta, ma la conclusione è troppo carica di potenza e troppo poco di precisione, e termina altissima. Il secondo tempo è riassumibile nei primi cinquanta secondi: Bianchi riceve in area, fa partire – troppo indisturbato – il tiro rasoterra e sul primo palo beffa tutti.
Paolo Ardovino
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