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Mille selfie con la Coppa nel ricordo di Berlino

Mille selfie con la Coppa nel ricordo di Berlino

Anche a Sassari successo per il Fifa World Cup Tour organizzato dalla Federcalcio In mostra le coppe del mondo del ’34, ’38, ’82 e 2006 e quella degli Europei ’68

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SASSARI. «Dov’ero quella notte, la notte di Berlino del 9 luglio 2006? Avevo 13 anni, e saltavo sul divano dalla gioia insieme a mio padre e al mio fratellino. Il rigore di Grosso non me lo dimenticherò mai. L’Italia campione del mondo per la quarta volta». «E po-po-po? Te lo ricordi po-po-po il tormentone che era diventato l’inno dei Mondiali 2006?». Andrea e Fabio, studenti universitari, sono ancora emozionati quando ricordano la splendida cavalcata della Nazionale in Germania nel 2006. Ed è per questo che non hanno perso l’occasione di vedere la mostra delle coppe del mondo “Fifa World Cup Tour” che, dopo Oristano, Nuoro e Olbia, ha fatto tappa anche a Sassari, al Palazzo della Provincia, organizzata dalla Federcalcio in occasione dei 60 anni della Lega Nazionale Dilettanti.

Andrea e Fabio ora sono cresciuti ma hanno trascorso più di un’ora a farsi mille selfie con il loro trofeo preferito, quello del 2006, come due bambini. «È bellissimo... ma ti ricordi ... – dice Fabio all’amico – Che campioni...Comincia l'Italia: batte Pirlo e segna. Poi c'è Wiltord: anche lui non sbaglia. Ancora Italia: Materazzi segna con un sinistro rasoterra. Sul dischetto Trezeguet: calcia sulla traversa, la palla rimbalza a terra ma è fuori. Poi segna Abidal. Va Del Piero sul dischetto: lunga rincorsa e gol. Ancora Sagnol per la Francia. E poi il rigore di Grosso, che squadra...E che soddisfazione battere la Francia». E ora? «Ora il calcio non lo seguiamo più tanto, preferiamo il basket e la Dinamo, ovviamente. Sono loro i nostri nuovi eroi. Però le emozioni che ci ha dato quella notte magica di Berlino non possiamo dimenticarle, per questo siamo qui. Chissà cosa hanno provato Cannavaro, Gattuso, Pupone Totti e tutti gli altri quando l’hanno presa in mano e alzata in cielo».

La Coppa del Mondiale 2006 è quella più fotografata dai ragazzi («È l’unica finale che abbiamo visto!») e dai bambini che intanto guardano in un video le immagini di quella splendida partita. E quando la telecamera inizia a stringere su Cannavaro urlano forte: «È lui, è lui».

I più grandi, invece, sospirano quando si avvicinano alla coppa dei Mondiali di Spagna del 1982, quella firmata da Cabrini, Tardelli & company. «Sono stati grandissimi campioni – spiega un papà al figlio – Mi ricordo di quella finale come se fosse ora, una partita impossibile da dimenticare. Sembrava che il pallone cantasse ai piedi di Pablito Rossi».

In mostra anche le Coppe vinte dall’Italia nel 1934 e ’38, e, in mezzo, quella vinta agli Europei nel 1968 con Facchetti capitano e un indimenticabile Gigi Riva. «Grande, grande», dicono tutti in coro.

L’unica delusione è quando si scopre che le coppe esposte sono solo le riproduzioni di quelle originali toccate con mano e sbaciucchiate dai campioni. «Però sono riproduzioni perfette – quasi si scusa un addetto –, quelle originali, in oro, se le riprende la Uefa». «Vabbè, non fa niente, su Instagram questa foto farà comunque un grande successo. Dentro quella coppa ci sono tutte le emozioni e i desideri dei giocatori, ma anche di noi tifosi».

(gianna zazzara)

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