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Quando Barassi la salvò dai nazisti

Il tour sardo dei trofei vinti dall’Italia del calcio ha rinnovato la curiosità sul queste coppe, di cui le nazioni vincenti hanno diritto ad avere una copia perfetta dell’originale. Sicuramente la...

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Il tour sardo dei trofei vinti dall’Italia del calcio ha rinnovato la curiosità sul queste coppe, di cui le nazioni vincenti hanno diritto ad avere una copia perfetta dell’originale. Sicuramente la storia più avventurosa riguarda la Coppa Rimet, il primo trofeo in assoluto progettato per premiare i vincitori della rassegna iridata del pallone.

L’idea di fare un Mondiale di calcio venne al francese Henry Delaunay e accolta dal connazionale Jules Rimet, presidente della Fifa nel 1928.

Il progetto andò in porto subito, nel 1930. Il trofeo, in un periodo in cui regnava l’Art déco, raffigurava una vittoria alata che reggeva una coppa e fu disegnata da un orafo parigino formatosi alla scuola di Cartier: alta appena 30 centimetri e fatta d’argento e oro. La Coppa venne battezzata Rimet solo nel 1946 in onore del presidente Fifa, ma nel frattempo dovette salvarsi dalla minaccia nazista. A evitare un’appropriazione indebita fu il segretario della Federcalcio italiana Ottorino Barassi, che la nascose a casa sua. L’Italia aveva vinto il trofeo nel 1934 e nel 1938 e per questo aveva in custodia il trofeo sino all’edizione successiva del mondiale. I nazisti cercarono la Coppa in casa di Barassi, ma non la trovarono. Non pensarono di controllare in quella anonima scatola di scarpe che stava sotto al letto dello scaltro segretario federale italiano ...

La Rimet, salva dalla guerra e dai tedeschi con la croce uncinata, era però una preda ambita. Fu rubata a Londra nel 1966 pochi mesi prima del mondiale inglese. I ladri la abbandonarono sentendosi braccati, dentro un foglio di giornale in un parco londinese. A ritrovarla fu un piccolo cagnolino non di razza. Il terzo tentativo, però, fu fatale. Nel 1983 il trofeo fu trafugato dalla sede della Federcalcio brasiliana a Rio de Janeiro. Il Brasile se lo era aggiudicato perché il regolamento prevedeva che sarebbe stato assegnato in via definitiva a chi avesse vinto per tre volte anche non consecutive il mondiale. Cosa che il Brasile fece nel 1958, nel 1962 e quindi nel 1970 battendo 4-1 in finale l’Italia. La Coppa venne fusa, e i ladri ricavarono poco meno di 16mila dollari, cancellando per sempre il trofeo voluto da Jules Rimet.

(enrico gaviano)



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