CALCIO
Il Cagliari vuole suonare l’ottava sinfonia
di Roberto Muretto
I rossoblù a Lecce a caccia della vittoria numero 8 contro una squadra che in casa ha raccolto solo due dei suoi 10 punti
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CAGLIARI. I numeri dicono che dei dieci punti messi da parte finora, solo due il Lecce li ha conquistati in casa. Ma forse è meglio che questa statistica il Cagliari non la guardi. Domenica in Puglia sarà una partita complicata per i rossoblù. Forse la più difficile dall’inizio della stagione. Si dirà: ma dove le mettiamo quelle di Bergamo e Napoli? Vero, però la formazione guidata da Liverani è una squadra imprevedibile, che sa esaltarsi davanti ai propri tifosi. Serviranno personalità e determinazione, le stesse che gli uomini di Maran hanno mostrato nelle ultime gare. Qualità che li hanno portati a stare nelle posizioni di classifica solitamente occupate dalle big italiane. Avere alle spalle squadre come Napoli, Roma e Atalanta non può che essere motivo d’orgoglio.
Pensieri. Intanto Maran attende notizie certe dall’infermeria. Ma ieri ha avuto segnali confortanti da Nandez che ha parzialmente lavorato col gruppo. Significa che l’infortunio riportato nella gara con la Fiorentina è meno grave del previsto. Il timoniere del Cagliari ha molte frecce nel suo arco. La differenza rispetto agli anni scorsi sta nella panchina lunga. La qualità non si abbassa quando ci sono delle assenze. Se Nandez sta fuori, per esempio, le alternative si chiamano Castro e Ionita, giocatori che in altri contesti sarebbero titolari intoccabili. A Lecce la formazione iniziale subirà qualche ritocco rispetto all’ultima partita. Le novità potrebbero essere Lykogiannis (Pellegrini non è al meglio) e uno proprio tra Ionita e Castro. Forse ci sarà spazio per Faragò.
Forma. Momento positivo per Giovanni Simeone che, oltre ad aver segnato il gol dell’ex nel match con la Viola, ha partecipato attivamente a una rete per quattro gare di fila. L’argentino si è calato nella nuova realtà a tempo di record e dopo poche partite, si è inserito nel gioco del Cagliari con facilità, facendo propri i concetti di calcio che Maran vuole vengano espressi. Simeone gioca come prima punta, ma in realtà spazia su tutto il fronte d’attacco, non dà punti di riferimento, crea varchi per gli inserimenti dei centrocampisti. Lavoro che fa benissimo anche Joao Pedro. Un tourbillon che fino a questo momento ha spesso messo a soqquadro le difese avversarie. I due hanno un feeling speciale, aiutano nella fase di non possesso. Lavoro del quale si giova alla squadra.
Solidità. Avere in panchina giocatori affidabili è un grande vantaggio. Un esempio la difesa. Si è fatto male Ceppitelli, è entrato Klavan ma non è cambiato nulla. A destra, sia che giochi Faragò o Cacciatore, le cose funzionano, anche se il primo è più portato ad andare sul fondo per crossare. Opzioni di spessore che stanno facendo la fortuna di una squadra che in questo momento ha una delle migliori difese del campionato.
Tifosi. Saranno in tanti anche in Puglia. L’entusiasmo è alle stelle e nemmeno una trasferta che non è tra le più agevoli sta scoraggiando i sostenitori del Cagliari. La conferma che i risultati positivi stanno creando un clima di fiducia, che inevitabilmente ha ripercussioni positive sulla squadra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pensieri. Intanto Maran attende notizie certe dall’infermeria. Ma ieri ha avuto segnali confortanti da Nandez che ha parzialmente lavorato col gruppo. Significa che l’infortunio riportato nella gara con la Fiorentina è meno grave del previsto. Il timoniere del Cagliari ha molte frecce nel suo arco. La differenza rispetto agli anni scorsi sta nella panchina lunga. La qualità non si abbassa quando ci sono delle assenze. Se Nandez sta fuori, per esempio, le alternative si chiamano Castro e Ionita, giocatori che in altri contesti sarebbero titolari intoccabili. A Lecce la formazione iniziale subirà qualche ritocco rispetto all’ultima partita. Le novità potrebbero essere Lykogiannis (Pellegrini non è al meglio) e uno proprio tra Ionita e Castro. Forse ci sarà spazio per Faragò.
Forma. Momento positivo per Giovanni Simeone che, oltre ad aver segnato il gol dell’ex nel match con la Viola, ha partecipato attivamente a una rete per quattro gare di fila. L’argentino si è calato nella nuova realtà a tempo di record e dopo poche partite, si è inserito nel gioco del Cagliari con facilità, facendo propri i concetti di calcio che Maran vuole vengano espressi. Simeone gioca come prima punta, ma in realtà spazia su tutto il fronte d’attacco, non dà punti di riferimento, crea varchi per gli inserimenti dei centrocampisti. Lavoro che fa benissimo anche Joao Pedro. Un tourbillon che fino a questo momento ha spesso messo a soqquadro le difese avversarie. I due hanno un feeling speciale, aiutano nella fase di non possesso. Lavoro del quale si giova alla squadra.
Solidità. Avere in panchina giocatori affidabili è un grande vantaggio. Un esempio la difesa. Si è fatto male Ceppitelli, è entrato Klavan ma non è cambiato nulla. A destra, sia che giochi Faragò o Cacciatore, le cose funzionano, anche se il primo è più portato ad andare sul fondo per crossare. Opzioni di spessore che stanno facendo la fortuna di una squadra che in questo momento ha una delle migliori difese del campionato.
Tifosi. Saranno in tanti anche in Puglia. L’entusiasmo è alle stelle e nemmeno una trasferta che non è tra le più agevoli sta scoraggiando i sostenitori del Cagliari. La conferma che i risultati positivi stanno creando un clima di fiducia, che inevitabilmente ha ripercussioni positive sulla squadra.
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