Cerbone alza la voce «Da adesso in poi si cambia registro»
di Sergio Secci
Serie D. Il tecnico del Budoni detta le regole per rialzarsi «In campo voglio solo guerrieri, chi non ci sta lo dica subito»
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BUDONI. Non ha visto giocare il Budoni in campionato ma conosce bene la squadra visto che per 7/8 undicesimi i giocatori sono gli stessi dello scorso campionato. Non si è nemmeno sorpreso della chiamata, aveva capito che la formazione gallurese attraversava un momento negativo e che la panchina di Hervatin traballava. Raffaele Cerbone dopo averlo guidato per otto anni è nuovamente l'allenatore del Budoni con l'obbiettivo di invertire il trend negativo e risalire la china. Penultimo in classifcia, in dodici gare Hervatin è riuscito ad ottenere due sole vittorie, altrettanti pareggi e otto sconfitte che relegano Villa e compagni appena un gradino sopra l'Anagni squadra che incontreranno domenica.
Detto che non è sorpreso di essere stato richiamato, come ha trovato la squadra?
«Non giudico quello che è stato, non mi intersessa e guardo avanti. I ragazzi sono demoralizzati dai risultati negativi e dalla conseguente posizione in classifica. E' logico che sia così. Conosco bene la situazione e anche gran parte dei giocatori per averli avuti lo scorso anno. Non ho certo la bacchetta magica, ci sarà bisogno di remare tutti in un unica direzione per tirarci fuori dalla zona pericolosa. Proverò a tirar fuori le qualità umane e il carattere per compattare il gruppo ed invertire la rotta».
Non ha seguito il Budoni ma conosce il girone.
“Sì, ho visto tante partite quest’anno in particolare di Torres, Latte Dolce e soprattutto Arzachena. È un campionato livellato e quindi l’asticella per la salvezza è alta».
Cosa ha detto ai ragazzi quando si è presentato?
«Che tra 15 giorni riapre il mercato. Voglio capire chi è capace di fare la guerra e combattere per salvarsi. Ho bisogno di persone che non si abbattono mai, che affrontano le difficoltà a testa alta e hanno voglia di lottare. Bisogna avere uno spirito tosto per venire fuori da questa situazione».
Tradotto vuol dire?
«Se c’è qualcuno a cui non vanno bene i miei metodi o non vado bene io, lo dica subito, senza nascondersi».
Venti gol subiti e 11 reti fatte, numeri che confermano che qualcosa non va.
«A volte i numeri non certificano le prestazioni ma al di la di questo, sicuramente dobbiamo partire dal fatto che bisogna prendere meno reti. Questa sarà la prima cosa su cui lavorare mentre in avanti, è vero che non ci sono più Spano e Varela ma Papini e Mannu stanno facendo bene ed in più abbiamo recuperato Villa che lo scorso anno aveva dei problemi fisici».
Lei ha sempre giocato con il 3-4-3 sarà così anche d’ora in avanti?
«Preferisco questo modulo e cercherò di metterlo in atto».
Domenica vi attende lo scontro diretto con l’Anagni.
«Una garadifficile perché gli avversari cercheranno di vincere e scavalcarci».
Detto che non è sorpreso di essere stato richiamato, come ha trovato la squadra?
«Non giudico quello che è stato, non mi intersessa e guardo avanti. I ragazzi sono demoralizzati dai risultati negativi e dalla conseguente posizione in classifica. E' logico che sia così. Conosco bene la situazione e anche gran parte dei giocatori per averli avuti lo scorso anno. Non ho certo la bacchetta magica, ci sarà bisogno di remare tutti in un unica direzione per tirarci fuori dalla zona pericolosa. Proverò a tirar fuori le qualità umane e il carattere per compattare il gruppo ed invertire la rotta».
Non ha seguito il Budoni ma conosce il girone.
“Sì, ho visto tante partite quest’anno in particolare di Torres, Latte Dolce e soprattutto Arzachena. È un campionato livellato e quindi l’asticella per la salvezza è alta».
Cosa ha detto ai ragazzi quando si è presentato?
«Che tra 15 giorni riapre il mercato. Voglio capire chi è capace di fare la guerra e combattere per salvarsi. Ho bisogno di persone che non si abbattono mai, che affrontano le difficoltà a testa alta e hanno voglia di lottare. Bisogna avere uno spirito tosto per venire fuori da questa situazione».
Tradotto vuol dire?
«Se c’è qualcuno a cui non vanno bene i miei metodi o non vado bene io, lo dica subito, senza nascondersi».
Venti gol subiti e 11 reti fatte, numeri che confermano che qualcosa non va.
«A volte i numeri non certificano le prestazioni ma al di la di questo, sicuramente dobbiamo partire dal fatto che bisogna prendere meno reti. Questa sarà la prima cosa su cui lavorare mentre in avanti, è vero che non ci sono più Spano e Varela ma Papini e Mannu stanno facendo bene ed in più abbiamo recuperato Villa che lo scorso anno aveva dei problemi fisici».
Lei ha sempre giocato con il 3-4-3 sarà così anche d’ora in avanti?
«Preferisco questo modulo e cercherò di metterlo in atto».
Domenica vi attende lo scontro diretto con l’Anagni.
«Una garadifficile perché gli avversari cercheranno di vincere e scavalcarci».
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