La Nuova Sardegna

Sport

Mancosu, cuore giallorosso... blù

di Roberto Muretto
Mancosu, cuore giallorosso... blù

Per il capitano del Lecce quella col Cagliari è una partita speciale: «Una grande emozione ma non so se potrò giocare»

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Sardegna ha un posto riservato nel suo cuore. Cagliari, occupa uno spazio speciale. Marco Mancosu, 31 anni, capitano del Lecce, con il club dei Quattro Mori ha fatto tutta la trafila nelle giovanili. Fino all’esordio in serie A, sconfitta con l’Ascoli per 2-1. Di quella partita non solo l’attaccante ricorda l’emozione ma anche il gol segnato, il primo sul palcoscenico più importante del pallone. Domenica il suo cuore, però, non sarà diviso. È un professionista e naturalmente si augura di dare un dispiacere alla squadra per la quale probabilmente fa il tifo.

Una partita che lei rischia di non giocare.

«Sto morendo dentro, vorrei esserci, ma ho un problemino che non posso sottovalutare. Prima di tutto devo pensare al mio bene, forzare il recupero sarebbe sbagliato. Vedremo».

Una gara che lei ha definito speciale. Perchè?

«A Cagliari ho esordito in A facendo gol. Un ricordo che conservo gelosamente. Giocare contro la squadra del cuore è una sensazione bellissima. Sono felice di incontrare un campione come Nainggolan. Mi sono allenato con lui anni fa. Ci siamo visti l’estate scorsa, abbiamo chiacchierato un po’. Radja è felicissimo di essere tornato in Sardegna dove sta benissimo».

Che partita sarà?

«Bella. Loro stono in forma e vengono qui per vincere. Noi adesso abbiamo delle certezze che prima non avevamo. Stiamo diventando squadra. L’obiettivo è quello di sbloccarci davanti ai nostri tifosi. In casa non abbiamo ancora vinto. Ma va detto che abbiamo giocato con squadroni come la Roma, il Napoli e la Juventus».

Barella e Sirigu sono le bandiere della Sardegna?

«Sono felice per Nicolò. Un bravo ragazzo, un grande professionista. Ha margini di crescita e con Conte migliorerà ancora. Secondo me sarà una colonna Nazionale per tanto tempo. Io e lui ci conosciamo, abbiamo parlato e abbiamo anche amici in comune. È felice di essere all’Inter ma il Cagliari ce l'ha cuore».

Lei è da tanti anni lontano dall’isola, sente nostalgia?

«Dipende da dove stai. Se ti trovi bene la senti meno, Io a Lecce ho trovato l’America. È un posto bellissimo, la gente mi vuole bene, sono il capitano della squadra. Che cosa posso volere di più? Questo non vuol dire che la Sardegna non mi manca, i miei cari sono là. Tornerò per le feste di Natale. Non vedo l’ora di abbracciare la famiglia e tutti gli amici d’infanzia».

E anche i suoi fratelli, calciatori come lei.

«Matteo ha quattro anni più di me. È partito dal basso, poi è arrivato nella serie A americana. Ora sta fecendo bene con l’Entella in serie B. Marcello il piccolo di casa, ha quattro anni meno di me. Aveva grandi qualità ma non è stato aiutato dalla fortuna. Con loro mi sento spesso, ci raccontiamo le nostre partite, ci tiriamo su il morale a vicenda se le cose vanno male».

Nello sport c’è un’altra eccellenza in Sardegna, la Dinamo Sassari. Segue?

«Non tanto perchè il mio lavoro mi impegna molto. Però so che sono secondi in classifica e vanno bene in Europa. Da sardo sono orgoglioso dei risultati che stanno portando a casa».

Qual è il punto di forza del Cagliari?

«Il centrocampo. Poche squadre hanno così tante opzioni di qualità. E poi l’allenatore. Sa gestire bene i singoli e preparare le partite benissimo. Chi lo conosce dice solo cose positive su Rolando Maran».

Ha letto che il presidente Giulini apprezza molto il vostro tecnico Fabio Liverani?

«Secondo me il mister calcherà grandi palcoscenici. Ha grande voglia di emergere. Noi esprimiamo un bel calcio, siamo organizzati. Il merito è suo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative