Brevi: «L’Olbia può risollevarsi»
di Paolo Ardovino
Serie C, l’allenatore esordirà domenica contro il Monza: «Dovremo giocare con lo spirito giusto»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. L’Olbia ha il suo nuovo allenatore. Un profilo che, a sentire il presidente Alessandro Marino, era la migliore scelta possibile. Dal canto suo, Oscar Brevi non si scompone troppo nei toni ma si dice pronto ad allontanare tutte le ombre che in questi mesi hanno avvolto squadra e ambiente, prima di tutto partendo dall'aspetto mentale.
«Abbiamo aspettato, volevamo pensarci bene – esordirà il numero uno –, sono molto contento. Non è un allenatore di circostanza, ma uno con cui continuare a costruire un progetto. Ho avuto tante segnalazioni per Brevi, al primo colloquio quelle voci sono state confermate». Parole di stima da parte del patron, deciso a cancellare subito le ultime pagine dell’Olbia per scriverne altre. La penna la terrà in prima persona Brevi. Serio, diplomatico: «In giro ci sono poche situazioni con persone che pur con le difficoltà mettono passione e soldi, ci siamo parlati due volte col presidente e mi ha trasmesso la voglia di salvare l’Olbia».
Per moduli e movimenti ci sarà spazio, la priorità è la testa. Questo il messaggio iniziale che il neo-allenatore porta con sé dopo il primo allenamento: «Oltre alle difficoltà sul piano tecnico-tattico, vedo difficoltà a livello mentale, c'è bisogno di un risultato positivo per cambiare trend – dirà Brevi –. La testa è la parte più importante, se un giocatore non c’è a livello mentale può anche avere grandi doti ma non saperle dimostrare». Il tecnico era sugli spalti a Crema qualche giorno fa per l’ultima disfatta, il 3-0 in casa della Pergolettese. Ammette: «Sì, c’è un’involuzione. Avevo avuto modo di vedere l’Olbia altre volte, ad esempio con il Renate, e l’impressione è stata totalmente diversa.
«Il sistema di gioco è importante, ma in questo momento non è la cosa che ci fa fare risultato – commenta il tecnico, che entra subito nel vivo –. L’impressione maggiore è che se una squadra subisce tanti gol (29 per l’Olbia) serve ripartire da lì. Alla lunga i numeri non sbagliano, e una squadra che ha anche un buon attacco ma la peggior difesa raramente si salva», ecco dove agirà sul campo. C’è però poco tempo per i convenevoli di presentazione e domenica arriva il Monza. «A essere onesto avrei preferito una squadra meno forte – scherza–. Io arrivo pulito dalle difficoltà che invece ha tutto l’ambiente, per me è facile affrontare questa gara con lo spirito giusto, ma non vado io in campo. Va trasmesso».
Dirà di lui il presidente: «È una persona pragmatica come me, ama il concreto. E mi ha trasmesso quella personalità di cui abbiamo bisogno, puntiamo su di lui a tutto tondo», parole che risuonano come un riferimento velato a Filippi, specie quando gli verrà chiesto del caso-Vallocchia. «L’idea di cambiare allenatore era per resettare la situazione mentale di giocatori che avevano avuto qualche problema. È la cosa giusta per ripartire con calciatori che hanno tanto da dare a Olbia, in questo momento bisogna avere fiducia in tutto quello che il mister può insegnare».
«Abbiamo aspettato, volevamo pensarci bene – esordirà il numero uno –, sono molto contento. Non è un allenatore di circostanza, ma uno con cui continuare a costruire un progetto. Ho avuto tante segnalazioni per Brevi, al primo colloquio quelle voci sono state confermate». Parole di stima da parte del patron, deciso a cancellare subito le ultime pagine dell’Olbia per scriverne altre. La penna la terrà in prima persona Brevi. Serio, diplomatico: «In giro ci sono poche situazioni con persone che pur con le difficoltà mettono passione e soldi, ci siamo parlati due volte col presidente e mi ha trasmesso la voglia di salvare l’Olbia».
Per moduli e movimenti ci sarà spazio, la priorità è la testa. Questo il messaggio iniziale che il neo-allenatore porta con sé dopo il primo allenamento: «Oltre alle difficoltà sul piano tecnico-tattico, vedo difficoltà a livello mentale, c'è bisogno di un risultato positivo per cambiare trend – dirà Brevi –. La testa è la parte più importante, se un giocatore non c’è a livello mentale può anche avere grandi doti ma non saperle dimostrare». Il tecnico era sugli spalti a Crema qualche giorno fa per l’ultima disfatta, il 3-0 in casa della Pergolettese. Ammette: «Sì, c’è un’involuzione. Avevo avuto modo di vedere l’Olbia altre volte, ad esempio con il Renate, e l’impressione è stata totalmente diversa.
«Il sistema di gioco è importante, ma in questo momento non è la cosa che ci fa fare risultato – commenta il tecnico, che entra subito nel vivo –. L’impressione maggiore è che se una squadra subisce tanti gol (29 per l’Olbia) serve ripartire da lì. Alla lunga i numeri non sbagliano, e una squadra che ha anche un buon attacco ma la peggior difesa raramente si salva», ecco dove agirà sul campo. C’è però poco tempo per i convenevoli di presentazione e domenica arriva il Monza. «A essere onesto avrei preferito una squadra meno forte – scherza–. Io arrivo pulito dalle difficoltà che invece ha tutto l’ambiente, per me è facile affrontare questa gara con lo spirito giusto, ma non vado io in campo. Va trasmesso».
Dirà di lui il presidente: «È una persona pragmatica come me, ama il concreto. E mi ha trasmesso quella personalità di cui abbiamo bisogno, puntiamo su di lui a tutto tondo», parole che risuonano come un riferimento velato a Filippi, specie quando gli verrà chiesto del caso-Vallocchia. «L’idea di cambiare allenatore era per resettare la situazione mentale di giocatori che avevano avuto qualche problema. È la cosa giusta per ripartire con calciatori che hanno tanto da dare a Olbia, in questo momento bisogna avere fiducia in tutto quello che il mister può insegnare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
