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Ciclismo sardo in festa «Dietro Fabio Aru ben tremila tesserati»

Ciclismo sardo in festa «Dietro Fabio Aru ben tremila tesserati»

TERRALBA. Emozioni, calore, entusiasmo e numeri in crescita. Sono gli ingredienti dell’edizione 2019 della Festa del ciclismo sardo. La kermesse è andata in scena ieri nell'auditorium dell’istituto...

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TERRALBA. Emozioni, calore, entusiasmo e numeri in crescita. Sono gli ingredienti dell’edizione 2019 della Festa del ciclismo sardo. La kermesse è andata in scena ieri nell'auditorium dell’istituto superiore De Castro di Terralba. Sin dai primi istanti si è capito che la mattinata avrebbe avuto un sapore particolare. Merito dell’apertura della festa affidata a una clip di saluti da parte di Fabio Aru. Il cavaliere dei quattro mori, impegnato negli allenamenti del ritiro in Spagna ma anche nel neoruolo di papà della piccola Ginevra, ha fatto il suo personale in bocca al lupo agli atleti sardi e ha ribadito quanto la bicicletta sia uno sport di sacrifici e momenti bui, ma non per questo avaro di emozioni. «Il ciclismo piace alla gente e piace soprattutto ai giovani – ha detto Stefano Dessì, presidente della Federciclismo Sardegna – l’obiettivo del nostro comitato è stato quello di stare vicino alle società il più possibile. Crediamo di esserci riusciti. Lo dimostrano le oltre dieci nuove associazioni costituite nel 2019».

Conti alla mano, il movimento ha in effetti numeri in crescita. L’anno che sta per chiudersi porta in dote oltre 100 società affiliate, per un esercito di 3000 tesserati che domenicalmente prendono parte alle oltre 200 gare organizzate durante la stagione. E poi ci sono i traguardi dei sardi oltre Tirreno. La kermesse di ieri ha portato alla luce ben 45 medagliati a livello nazionale, con un numero di titoli italiani che sfiora la doppia cifra. «La Sardegna è fucina di impegno organizzativo e talento – ha detto il numero uno della Federazione ciclistica Renato Di Rocco –. Il ciclismo è uno sport sano che aiuta i giovani a crescere. Non a caso, alle scuole medie, il regalo più desiderato continua a essere la bicicletta». Con Di Rocco si è toccato anche il delicato tema della sicurezza nelle strade. «Dobbiamo lavorare per portare i ciclisti all’interno degli impianti – ha spiegato – e incrementare la segnaletica stradale. Le piste ciclabili, poi, per come sono configurate oggi, non sono idonee all’allenamento».

Nel fiume di campioni regionali premiati, c’è stato spazio per conoscere nuovi atleti che stanno ben figurando a livello nazionale. Tra questi il 19enne di Guspini Gabriele Porta, che ha ben figurato nel Giro d’Italia Under 23 e il suo coetaneo campidanese Orlando Pitzianti, che si ha esordito come primo “millenial” in una gara professionistica italiana. Premiato, per i 55 anni al servizio del movimento, con il riconoscimento “Una vita per il ciclismo” anche l’ozierese Antonio Camboni, tra i primi ad aver scoperto il talento nascosto di Fabio Aru.

Mauro Farris

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