Un gruppo solido che ha compiuto un altro passo
dall’inviato
PANEVEŽYS. Dove non puoi arrivare con le gambe e col fiato, la testa e l’unità di intenti possono aiutarti a fare miracoli. Due partite in 48 ore, una doppia trasferta durissima sotto tutti i punti...
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PANEVEŽYS. Dove non puoi arrivare con le gambe e col fiato, la testa e l’unità di intenti possono aiutarti a fare miracoli. Due partite in 48 ore, una doppia trasferta durissima sotto tutti i punti di vista e un esame importante superato brillantemente. «Dobbiamo fare uno step», aveva detto coach Pozzecco, ed è stato accontentato.
Dietro i colpacci di Brindisi e Panevezys c’è una Dinamo bella e cattiva, che ha fatto un importantissimo passo avanti dal punto di vista della coesione. Sul campo dello Lietkabelis, che all’andata aveva sfiorato il colpo al PalaSerradimigni, il Banco si è imposta grazie al contributo di tanti attori protagonisti. In varie fasi della gara, i sassaresi hanno saputo colpire con armi diverse, scegliendo gli obiettivi, senza egoismo, a seconda del punto in cui i lituani erano costretti ad accorciare la coperta.
Il quintetto inedito, con Sorokas al posto di Evans e Pierre spostato nel ruolo di ala forte, ha avuto un impatto tremendo sul match. Una tenuta difensiva fantastica (14 punti concessi nei primi 14’ di gioco) ha consentito alla Dinamo di presentarsi dall’altra parte del campo con la leggerezza di chi ha piena fiducia nei propri mezzi e pensa più al bene della squadra che al proprio tabellino. Marco Spissu è stato il protagonista assoluto del primo tempo; Dyshawn Pierre ha a sua volta preso immediatamente confidenza con il canestro avversario, mentre Miro Bilan e James McLean, solidi e mai propensi a strafare, hanno confermato, dopo i buoni segnali di Brindisi, di poter convivere sul parquet: una nuova soluzione tattica molto interessante. Infine Paolino Sorokas: il lituano, solido, presente ma un po’ timido in avvio, è salito in cattedra nel terzo quarto, aggiungendo alle solite giocate di sostanza anche punti pesanti, segnati da sotto e da oltre l’arco. In mezzo a tante conferme, c’è anche questa bella novità. (a.si.)
Dietro i colpacci di Brindisi e Panevezys c’è una Dinamo bella e cattiva, che ha fatto un importantissimo passo avanti dal punto di vista della coesione. Sul campo dello Lietkabelis, che all’andata aveva sfiorato il colpo al PalaSerradimigni, il Banco si è imposta grazie al contributo di tanti attori protagonisti. In varie fasi della gara, i sassaresi hanno saputo colpire con armi diverse, scegliendo gli obiettivi, senza egoismo, a seconda del punto in cui i lituani erano costretti ad accorciare la coperta.
Il quintetto inedito, con Sorokas al posto di Evans e Pierre spostato nel ruolo di ala forte, ha avuto un impatto tremendo sul match. Una tenuta difensiva fantastica (14 punti concessi nei primi 14’ di gioco) ha consentito alla Dinamo di presentarsi dall’altra parte del campo con la leggerezza di chi ha piena fiducia nei propri mezzi e pensa più al bene della squadra che al proprio tabellino. Marco Spissu è stato il protagonista assoluto del primo tempo; Dyshawn Pierre ha a sua volta preso immediatamente confidenza con il canestro avversario, mentre Miro Bilan e James McLean, solidi e mai propensi a strafare, hanno confermato, dopo i buoni segnali di Brindisi, di poter convivere sul parquet: una nuova soluzione tattica molto interessante. Infine Paolino Sorokas: il lituano, solido, presente ma un po’ timido in avvio, è salito in cattedra nel terzo quarto, aggiungendo alle solite giocate di sostanza anche punti pesanti, segnati da sotto e da oltre l’arco. In mezzo a tante conferme, c’è anche questa bella novità. (a.si.)
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