l’incontro
L’Olbia ha fatto visita al Mater giocatori e patron tra i reparti
OLBIA. Un primo passo per una partnership che verrà: così è stato accolto l’incontro tra Olbia calcio e Mater Olbia. Una delegazione del club capitanata dal presidente Alessandro Marino è stata...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Un primo passo per una partnership che verrà: così è stato accolto l’incontro tra Olbia calcio e Mater Olbia. Una delegazione del club capitanata dal presidente Alessandro Marino è stata invitata ieri mattina tra i corridoi di alcuni reparti della struttura ospedaliera, che potrebbe presto diventare un punto di riferimento. Una sorta di Olbia Lab, un centro di prevenzione e recupero dagli infortuni con macchinari all’avanguardia. Le prime istantanee dalla mattinata in ospedale arrivano dal direttore operativo del Mater Marco Salvagno: «Un primo step di un percorso più vasto», e dal patron dei bianchi Marino: «L’auspicio è che si concretizzi una partnership per far crescere due realtà importanti».
Nei reparti. Presidente, staff medico e calciatori sono stati accompagnati nei reparti di radiologia e diagnostica dal primario Pierluigi Rinaldi, che ha fornito spiegazioni dettagliate su tecnologie e apparecchi di primo livello «utilizzabili anche proprio nell’ambito della medicina sportiva e riabilitativa». La divertente variazione su tema è arrivata in proposito di radiografie. Tra i calciatori, Roberto Ogunseye, reduce da un’operazione e con tutore alla mano, ha fatto da cavia. Mano sul radiografo e controllo-lampo. Il risultato? «La mano è perfetta» dirà il dottor Rinaldi, annuirà anche il medico dell’Olbia, Guido Sari. «Allora oggi giochi la partitella» scherza l’allenatore Brevi, che potrebbe ritrovare tra i convocati l’attaccante.
Il commento. «Lo sviluppo delle discipline mediche è qualcosa di importante e che coinvolge anche il calcio – commenterà alla fine del tour Alessandro Marino –, aspettavamo questo momento. Riabilitazione e diagnostica fanno sì che i giocatori vengano curati prima, e ciò significa anche non dover viaggiare in altre regioni per le cure».
Paolo Ardovino
Nei reparti. Presidente, staff medico e calciatori sono stati accompagnati nei reparti di radiologia e diagnostica dal primario Pierluigi Rinaldi, che ha fornito spiegazioni dettagliate su tecnologie e apparecchi di primo livello «utilizzabili anche proprio nell’ambito della medicina sportiva e riabilitativa». La divertente variazione su tema è arrivata in proposito di radiografie. Tra i calciatori, Roberto Ogunseye, reduce da un’operazione e con tutore alla mano, ha fatto da cavia. Mano sul radiografo e controllo-lampo. Il risultato? «La mano è perfetta» dirà il dottor Rinaldi, annuirà anche il medico dell’Olbia, Guido Sari. «Allora oggi giochi la partitella» scherza l’allenatore Brevi, che potrebbe ritrovare tra i convocati l’attaccante.
Il commento. «Lo sviluppo delle discipline mediche è qualcosa di importante e che coinvolge anche il calcio – commenterà alla fine del tour Alessandro Marino –, aspettavamo questo momento. Riabilitazione e diagnostica fanno sì che i giocatori vengano curati prima, e ciò significa anche non dover viaggiare in altre regioni per le cure».
Paolo Ardovino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google