Mille emozioni per Poz: in avvio ho avuto paura poi siamo stati grandi
di Mario Carta
Il coach è soddisfatto: «Per me era una sfida speciale» «McLean cresce ancora, Jerrells ha gestito bene il finale»
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SASSARI. Sono emozioni che solo il basket ti può dare, e se tu sei una bella parte della storia del basket italiano – e il Poz lo è eccome – te ne dispensa qualcuna in più, di quelle forti. Sono emozioni che Gianmarco Pozzecco ha provato ieri all’ora di pranzo e le ha messe sul tavolo in sala stampa, per commentare la vittoria della Dinamo.
«Sembrava un film già visto – il suo esordio davanti a taccuini e telecamere –, l’inizio della partita. Una partita per me molto particolare, per il mio bellissimo passato alla Fortitudo. Ma all’inizio mi sembrava come nella sconfitta contro Trieste, un’altra squadra che mi scatena emozioni perché è lì che sono nato, e anche contro Trieste avevamo giocato alle 12. Ma questa volta ho cercato di rimanere calmo, per non trasmettere nervosismo ai miei, contro una grandissima Effe. Sì, abbiamo vinto, ma ci hanno messo in difficoltà per tutti i 40 minuti. È finita di 6 ma è stata sempre in bilico».
Il coach della Dinamo si profonde in complimenti per gli avversari (ricambiato dall’avversario Martino), e subito ci ritorna su: «Era una partita particolare per me, come lo era stata la prima di campionato a Varese, dove era andata bene. Ero preoccupato di poterla vivere con troppa emozione, condizionando i miei, che sono stati bravi a rimanere in partita pur non giocando benissimo e poi a gestire il minimo vantaggio costruito. I ragazzi della Fortitudo prima della gara mi hanno detto che fuori casa non stanno facendo benissimo, ma a me non è sembrato. Il loro campo è unico, ma anche i tifosi sassaresi non scherzano. Ho giocato a Varese, a Bologna e a Capo d’Orlando e sono tre posti che mi sono rimasti nel cuore».
Poi, sulla partita. Una partita giocata tanto con la testa. «Una partita per giocatori intelligenti, come i nostri e i loro – prosegue Pozzecco –, giocatori che sanno cosa fare. All’intervallo nella riunione nello stanzino fra tecnici eravamo tutti d’accordo sul fatto che Dwayne fosse un po’ spento e ci ho parlato. Ehi, non è che abbia fatto una magia, gli ho detto che capita a tutti di toppare una partita e che abbiamo fiducia in lui, e guardate come è rientrato in campo».
Poi, una parola per tutti. Per il gruppo nel suo insieme e per alcuni singoli, a partire da Stefano Gentile: «Sono contento per lui, può essere decisivo e oggi lo è stato. Pochi italiani possono avere il suo stesso impatto». Ancora, McLean: «Un altro passo in avanti, non gli ho dato una mano perché nel finale ho rimesso Bilan ma nel primo tempo è stato decisivo nel tenerci a galla e ora ha un altro approccio, si vede che ha tolto dalla testa ogni dubbio che poteva avere». Jerrells? «Curtis non è stato il solito Curtis ma anche lui ha un altro linguaggio del corpo, adesso. Nel finale avrei potuto far giocare Spissu invece l’ho lasciato e lui è stato attento in difesa e ha fatto le chiamate giuste in attacco». Infine, Vitali: «Ha dato l’ennesima dimostrazione di essere quel grandissimo giocatore che può diventare, unico nel campionato italiano».
Mercoledì a Sassari il Turk Telecom in Champions per il primato, domenica al PalaSerradimigni arriva la capolista Virtus Bologna. Un derby, per il Poz: «Per me sarà battaglia, contro la prima della classe e contro un grande allenatore, forse l’unico allenatore più forte di me in Italia – ride –. Potremmo giocarcela io contro di lui... anzi no, è un grande amico e sarà una grande partita». E un’altra grande, grandissima emozione.
«Sembrava un film già visto – il suo esordio davanti a taccuini e telecamere –, l’inizio della partita. Una partita per me molto particolare, per il mio bellissimo passato alla Fortitudo. Ma all’inizio mi sembrava come nella sconfitta contro Trieste, un’altra squadra che mi scatena emozioni perché è lì che sono nato, e anche contro Trieste avevamo giocato alle 12. Ma questa volta ho cercato di rimanere calmo, per non trasmettere nervosismo ai miei, contro una grandissima Effe. Sì, abbiamo vinto, ma ci hanno messo in difficoltà per tutti i 40 minuti. È finita di 6 ma è stata sempre in bilico».
Il coach della Dinamo si profonde in complimenti per gli avversari (ricambiato dall’avversario Martino), e subito ci ritorna su: «Era una partita particolare per me, come lo era stata la prima di campionato a Varese, dove era andata bene. Ero preoccupato di poterla vivere con troppa emozione, condizionando i miei, che sono stati bravi a rimanere in partita pur non giocando benissimo e poi a gestire il minimo vantaggio costruito. I ragazzi della Fortitudo prima della gara mi hanno detto che fuori casa non stanno facendo benissimo, ma a me non è sembrato. Il loro campo è unico, ma anche i tifosi sassaresi non scherzano. Ho giocato a Varese, a Bologna e a Capo d’Orlando e sono tre posti che mi sono rimasti nel cuore».
Poi, sulla partita. Una partita giocata tanto con la testa. «Una partita per giocatori intelligenti, come i nostri e i loro – prosegue Pozzecco –, giocatori che sanno cosa fare. All’intervallo nella riunione nello stanzino fra tecnici eravamo tutti d’accordo sul fatto che Dwayne fosse un po’ spento e ci ho parlato. Ehi, non è che abbia fatto una magia, gli ho detto che capita a tutti di toppare una partita e che abbiamo fiducia in lui, e guardate come è rientrato in campo».
Poi, una parola per tutti. Per il gruppo nel suo insieme e per alcuni singoli, a partire da Stefano Gentile: «Sono contento per lui, può essere decisivo e oggi lo è stato. Pochi italiani possono avere il suo stesso impatto». Ancora, McLean: «Un altro passo in avanti, non gli ho dato una mano perché nel finale ho rimesso Bilan ma nel primo tempo è stato decisivo nel tenerci a galla e ora ha un altro approccio, si vede che ha tolto dalla testa ogni dubbio che poteva avere». Jerrells? «Curtis non è stato il solito Curtis ma anche lui ha un altro linguaggio del corpo, adesso. Nel finale avrei potuto far giocare Spissu invece l’ho lasciato e lui è stato attento in difesa e ha fatto le chiamate giuste in attacco». Infine, Vitali: «Ha dato l’ennesima dimostrazione di essere quel grandissimo giocatore che può diventare, unico nel campionato italiano».
Mercoledì a Sassari il Turk Telecom in Champions per il primato, domenica al PalaSerradimigni arriva la capolista Virtus Bologna. Un derby, per il Poz: «Per me sarà battaglia, contro la prima della classe e contro un grande allenatore, forse l’unico allenatore più forte di me in Italia – ride –. Potremmo giocarcela io contro di lui... anzi no, è un grande amico e sarà una grande partita». E un’altra grande, grandissima emozione.
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