Non basta Borja Valero, l’Inter raggiunta in vetta
I nerazzurri sciupano tante occasioni e al 92’ incassano da Vlahovic il gol del pareggio in contropiede
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FIRENZE. Dopo una vigilia muta Conte e la sua Inter vengono zittiti al 92' da un centravanti classe 2000, il serbo Dusan Vlahovic, che in patria chiamano nuovo Ibrahimovic. Comunque decollerà la sua carriera, intanto l'attaccante - già cinque reti in questa stagione - ha salvato momentaneamente la panchina di Montella (che lo ha spedito in campo a inizio ripresa fra i fischi, al posto di un acciaccato Chiesa) e gelato i nerazzurri quando ormai stavano pregustando, pur senza brillare, l'ottava vittoria in altrettante trasferte grazie alla rete dell'ex Borja Valero, un giocatore che non segnava dal maggio 2018 e finora poco utilizzato.
Il successo avrebbe portato l'Inter di nuovo in testa alla classifica da sola, invece adesso c'è la Juve pur avendo gli stessi punti, 39.
Serata amara per Conte a conclusione di una settimana contrassegnata dal pari interno con la Roma e il ko casalingo con il Barcellona costato l'uscita dalla Champions.
E dire che la gara s'era messa nel migliore dei modi per l'Inter, subito in vantaggio con quel Borja Valero che aveva fatto la fortuna di Montella nella sua prima esperienza fiorentina: dopo soli 8' lo spagnolo aveva beffato Milenkovic e superato Dragowski sul primo palo, per i suoi trascorsi viola non ha esultato. Senza sei giocatori Conte ha riproposto per nove undicesimi la stessa formazione dello 0-0 con la Roma: il baby Bastoni preferito a Godin, dentro gli ex Borja Valero, Biraghi e Vecino, intoccabili in avanti Lukaku-Lautaro Martinez. Privo di Ribèry (il francese operato alla caviglia destra in Germania è rientrato in tempo per stare vicino ai compagni seguendo la gara da uno sky box) Montella ha ritrovato Pezzella (mascherato dopo l'intervento allo zigomo), Badelj e Boateng preferito inizialmente a Vlahovic nel tandem offensivo con Chiesa. L'Inter una volta in vantaggio si è messa in attesa lasciando 'sfogare’ la tenera Fiorentina. Nel primo tempo, l'Inter ha avuto l'occasione per passare di nuovo con Lukaku e con Lautaro Martinez cui la Var ha annullato il gol per il fuorigioco di Lukaku a inizio azione. Nella ripresa Montella ha lanciato Vlahovic e ha avuto ragione: gol in contropiede di Vlahovic. Firenze è esplosa di gioia, l'Inter e Conte sono rimasti senza parole.
Il successo avrebbe portato l'Inter di nuovo in testa alla classifica da sola, invece adesso c'è la Juve pur avendo gli stessi punti, 39.
Serata amara per Conte a conclusione di una settimana contrassegnata dal pari interno con la Roma e il ko casalingo con il Barcellona costato l'uscita dalla Champions.
E dire che la gara s'era messa nel migliore dei modi per l'Inter, subito in vantaggio con quel Borja Valero che aveva fatto la fortuna di Montella nella sua prima esperienza fiorentina: dopo soli 8' lo spagnolo aveva beffato Milenkovic e superato Dragowski sul primo palo, per i suoi trascorsi viola non ha esultato. Senza sei giocatori Conte ha riproposto per nove undicesimi la stessa formazione dello 0-0 con la Roma: il baby Bastoni preferito a Godin, dentro gli ex Borja Valero, Biraghi e Vecino, intoccabili in avanti Lukaku-Lautaro Martinez. Privo di Ribèry (il francese operato alla caviglia destra in Germania è rientrato in tempo per stare vicino ai compagni seguendo la gara da uno sky box) Montella ha ritrovato Pezzella (mascherato dopo l'intervento allo zigomo), Badelj e Boateng preferito inizialmente a Vlahovic nel tandem offensivo con Chiesa. L'Inter una volta in vantaggio si è messa in attesa lasciando 'sfogare’ la tenera Fiorentina. Nel primo tempo, l'Inter ha avuto l'occasione per passare di nuovo con Lukaku e con Lautaro Martinez cui la Var ha annullato il gol per il fuorigioco di Lukaku a inizio azione. Nella ripresa Montella ha lanciato Vlahovic e ha avuto ragione: gol in contropiede di Vlahovic. Firenze è esplosa di gioia, l'Inter e Conte sono rimasti senza parole.
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